WTA Toronto, Svitolina: “Il successo del 2017? Nove anni fa avevo vinto a Roma e quest’anno…”

Elina Svitolina dopo la vittoria su Alexandrova: "In partite come queste sento di più la pressione, soprattutto se sono l'unica ucraina rimasta in gara"

Di Beatrice Becattini
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Elina Svitolina - WTA Toronto 2026 (@ X NBOtoronto)

Elina Svitolina disputerà per la quarta volta in stagione una semifinale in un torneo WTA 1000.
Con la grande rimonta portata a termine su Ekaterina Alexandrova, l’ucraina si è garantita un posto tra le migliori quattro giocatrici del National Bank Open presented by Rogers di Toronto. Ora la super sfida a Iga Swiatek per tornare in finale in Canada, a nove anni di distanza dal titolo vinto su Caroline Wozniacki.

In conferenza stampa, la numero 9 del mondo ha analizzato il suo momento, con una forma ritrovata dopo una stagione su erba al di sotto delle aspettative, ed è tornata sull’importanza di sentire il calore dei tifosi ucraini nel mondo.

D: Sono curioso di sapere come ti sei sentita dopo il primo set e quale pensi sia stata la ragione che ti ha permesso di rimontare e vincere la partita?
ELINA SVITOLINA: “Penso che lei stesse giocando davvero bene e che servisse in modo praticamente impossibile da rispondere. Ho dovuto cercare davvero di trovare delle opportunità, di vedere meglio la palla e credo di essermi concentrata maggiormente su me stessa.
Lei mi ha concesso un po’ più di seconde di servizio e penso che questo abbia davvero cambiato l’inerzia della partita. Ho ritrovato il mio gioco e poi ho iniziato a giocare molto bene da fondo campo. Credo che da quel momento, dai primi game del secondo set, la partita sia davvero cambiata”
.

D. Ti è sembrata una partita particolarmente emozionante da vivere? Perché guardandola, alcuni punti sono stati lunghissimi, gli scambi molto intensi, c’erano tutte quelle bandiere ucraine… Forse c’era qualcosa in più in palio, considerando te e la tua avversaria. Lo hai percepito anche tu in campo?
ELINA SVITOLINA: “Sì, certo. Sento un po’ più di pressione rispetto a quando gioco contro qualsiasi altra avversaria, soprattutto in una fase del torneo come questa, nei quarti di finale, quando sono l’unica ucraina rimasta.

“A Toronto ci sono sempre tantissimi ucraini, ma è un “problema” di lusso. È fantastico il sostegno che mi danno, il modo in cui mi sostengono e fanno il tifo per me. Mi ispira anche molto. Non solo quando entro in campo, ma anche quando sono sotto nel punteggio e non mi sento molto bene: continuo comunque a cercare un modo per reagire. Quindi mi sostengono davvero in questi momenti e mi aiutano a non deludere il mio Paese.

D: Come vedi la semifinale che ti aspetta?
ELINA SVITOLINA: “Sarà contro Iga. Ovviamente abbiamo giocato molte volte l’una contro l’altra. Ci siamo anche allenate tante volte insieme. Conosciamo l’una il gioco dell’altra. Penso che a Roma abbiamo disputato una grande partita. Dal mio punto di vista è stata una grande partitanon spetta a me giudicare dal suo punto di vista, ma a Roma abbiamo giocato davvero bene. Per me sarà importante essere fisicamente pronta. Ci saranno molti scambi lunghi. Domani penso che lavorerò solo su alcune cose, soprattutto a livello tattico. È bello avere una giornata a disposizione in cui posso lavorare su alcuni aspetti in vista della semifinale”.

D: Pensi che aver giocato a Washington, dove hai disputato un paio di partite, ti abbia aiutato a riadattarti al cemento e a trovare il ritmo giusto per poter andare più avanti qui?
ELINA SVITOLINA: “È difficile dirlo, perché qui ho avuto una partita terribile — non terribile, diciamo, ma sicuramente non facile — contro Aryna al secondo turno. Quindi non so se direi che mi abbia aiutato.
Ma, a dire il vero, era proprio questo l’obiettivo. Non avevo giocato molto bene a Wimbledon, quindi volevo tornare sul cemento il prima possibile, per ritrovare il ritmo. Il passaggio dalla terra all’erba e poi al cemento può essere tutt’altro che semplice. Penso di aver ritrovato un buon livello un po’ più avanti nel torneo. E sono contenta di come sto giocando adesso: mi mette in una buona posizione
.

D: Tornando alla tua prossima avversaria, Iga: l’hai affrontata due volte quest’anno. Ti viene in mente qualcosa in particolare che ti abbia aiutato a vincere contro di lei? C’è qualche aspetto di quelle partite che vorresti riproporre in questa semifinale?
ELINA SVITOLINA: Penso che le cose che posso controllare siano il mio atteggiamento mentale e il cercare di giocare un punto alla volta. Anche lei è una grande combattente e porta in campo il suo spirito combattivo, oltre a un atteggiamento molto positivo e tanta sfrontatezza. Sono qualità che le hanno permesso di conquistare tanti titoli.

Quindi si tratterà di cercare di trovare le chiavi per affrontare il suo gioco, individuare gli schemi specifici che possono funzionare contro di lei. Insomma, siamo al massimo livello del tennis femminile. Tutte sanno colpire di dritto e di rovescio, quindi si tratta di mettere in campo uno schema contro l’altro e cercare di esprimersi al meglio possibile quel giorno”.

D: Sono passati nove anni da quando hai vinto qui il titolo, nel 2017. E considerando tutto quello che hai vissuto nella tua vita – dal matrimonio alla nascita di un figlio, fino a ciò che sta accadendo nel tuo Paese – cosa significa per te essere a una sola vittoria dal tornare in finale, dopo tutto questo tempo?
ELINA SVITOLINA: Ho dei ricordi bellissimi e, ovviamente, è incredibile pensare che sia passato così tanto tempo. Sento anche che, se non sbaglio, quell’anno avevo vinto Roma e anche quest’anno ho vinto Roma. Sento di essere in una buona posizione, ma affronto una partita alla volta. Ovviamente sarebbe incredibile giocare di nuovo una finale in un altro torneo 1000.

Guardo indietro e cerco di concentrarmi sulle cose positive che ho qui. Ho avuto anche un tabellone difficile. Quindi è bello. Ho un grande sostegno, ci sono tantissimi ucraini e questo mi dà davvero la motivazione per fare del mio meglio”.

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