La notte italiana tra sabato e domenica non ha soltanto consacrato Roger Federer, entrato ufficialmente nella Hall of Fame, ma a Winston-Salem ha incoronato Ignacio Buse, vincitore dell’ATP 250, evento pre-Us Open.
In Carolina del Nord prosegue il 2026 da rivelazione di Buse, n. 135 un anno fa e oggi per la prima volta top 30. Il peruviano, dopo aver già trionfato al ‘500’ di Amburgo, mette le mani anche sul titolo del ‘250’ statunitense, diventando il campione più giovane nella storia del torneo. “È molto speciale per me, stiamo lavorando molto duramente con tutto il mio team” – ha detto il sudamericano al termine della finale dominata contro Arthur Fery, semifinalista a sorpresa a Wimbledon. Non è stato un percorso facile quello verso il titolo per Buse, n. 3 del seeding, che ha lasciato un set all’esordio con Walton, ai quarti con Juan Manuel Cerundolo e in semifinale con Bonzi. Nell’ultimo atto, però, non c’è stata storia: 4 break, 70% di punti vinti con la prima, sei giochi consecutivi dal 3-3 del primo set e match in cassaforte.
Al terzo match point il peruviano, nuovo n. 30 ATP a partire da lunedì, si è abbandonato alle emozioni ed è corso ad abbracciare il proprio angolo, con la consapevolezza che una scalata così importante non si può compiere in solitaria. Fermarsi però è proibito: Buse esordirà a New York contro Marcos Giron e sullo sfondo vede il terzo turno con Auger-Aliassime, quando eventualmente potrà cercare la prima vittoria in carriera contro un top 10. Per aggiungere un altro mattoncino a un 2026 già ben oltre le aspettative: Ignacio, intanto, entra nella ristretta cerchia di coloro che hanno vinto almeno due titoli quest’anno, comprendente Sinner, Alcaraz, Medvedev, Shelton, Cerundolo e Fils.
