Il cerchio della carriera di Roger Federer si è chiuso. Nell’ultimo atto che il tennis regala a tutti suoi grandi, “the Swiss Maestro” è stato introdotto nella International Tennis Hall of Fame nella tradizionale cerimonia che si tiene tutti gli anni nella sede di questa prestigiosa istituzione a Newport, in Rhode Island, una cittadina balneare e un po’ snob a poco più di 100 chilometri a sud di Boston.
Federer ha condiviso questo onore con Mary Carillo, che è entrata in questo prestigioso club nella categoria dei “contributors” per oltre 40 anni di carriera come giornalista e commentatrice negli Stati Uniti dopo una breve carriera da tennista professionista stroncata da un infortunio al ginocchio.
Ma è ovviamente stato Roger Federer la stella di tutto il weekend, durante il quale la Hall of Fame ha creato un evento di più giornate per consentire a quanti più tifosi possibile di partecipare alla consacrazione del campione svizzero (e di spendere un po’ di soldi nella loro, questo è chiaro).
Mirka: “Roger uomo è ancora più grande del tennista”
A fare il discorso di presentazione per Roger è stata Mirka Federer, sua compagna di vita dal lontano 2000 quando i due si incontrarono durante le Olimpiadi di Sydney e poi iniziarono la loro storia d’amore giocando nella squadra svizzera di Hopman Cup l’anno seguente. C’era chi pensava avrebbe scelto uno dei suoi rivali, come Nadal o Roddick, oppure uno dei membri storici del suo team, come il fedele Severin Luthi oppure il suo manager Tony Godsick.
E invece ha scelto la famiglia, “come ha fatto ogni singola volta durante tutta la sua vita,” ha confermato Mirka, ricordando come quando lei disse che dopo la nascita dei primi due gemelli (la coppia ha quattro figli, le gemelle Myla e Charlene, 17, e i gemelli Leo e Lenny, 12) avrebbe smeso di seguirlo intorno al mondo e lui rispose che piuttosto avrebbe smesso di giocare.
A Mirka va sicuramente il premio per la battuta più divertente della serata, quando ricordando che all’inizio della loro relazione a volte era proprio lei a fare da sparring a Roger nei riscaldamenti pre-gara, ha rivelato che Roddick dopo una sconfitta da Roger a Cincinnati sbottò: “Non riesco a credere che ho perso da uno che gioca con la sua ragazza in riscaldamento.”
Le lacrime di Roger
Roger ha tenuto la faccia da poker durante tutto il discorso della moglie, salvo poi farsi scappare una lacrimuccia al momento dell’abbraccio. E da lì in poi, come era facile aspettarsi, i singhiozzi sono diventati più frequenti, con la prima pausa al ricordo del suo medico, poi del suo primo allenatore Peter Carter (morto in un incidente stradale quando Federer aveva solo 21 anni).
Molto toccante il tributo ai genitori Robert e Lynn, anche da parte di Mirka, per aver cresciuto l’uomo Roger di cui si è innamorata. “Robert e Lynette hanno cresciuto un campione, ma hanno anche cresciuto una persona autenticamente buona. Gli hanno insegnato l’umiltà, la gratitudine e la gentilezza; gli hanno insegnato a trattare tutti con lo stesso rispetto.” E Roger ha definito suo padre Robert “il vero RF.”
Il discorso di Federer è durato quasi mezz’ora, interrotto dalle inevitabili lacrime e da qualche sorso d’acqua. Il fatto che il pubblico fosse in un impianto attiguo rispetto all’Horseshoe Court nel quale si è effettivamente tenuta la cerimonia (il primo campo da tennis costruito negli Stati Uniti, nel 1881) ha eliminato le possibili interazioni tra i protagonisti e la folla, rendendo tutta la serata decisamente più asettica.
Poche migliaia di persone
Fino al 2024 questa cerimonia si teneva sul centrale dell’Hall of Fame Open, l’ATP 250 che si disputava tradizionalmente la settimana successiva a Wimbledon. Da quando il torneo è diventato un Challenger, la collocazione è stata spostata al weekend precedente l’inizio dello US Open, con la cerimonia vera e propria che si svolge sull’Horseshoe Court, suggestivo ma molto piccolo (solo 900 biglietti venduti), e le circa 3600 persone del centrale che guardano il tutto su un maxischermo a un centinaio di metri di distanza.
Sembra una soluzione che scontenta un po’ tutti: gli appassionati che hanno pochissime chance per partecipare a un momento comunque emozionante (pensiamo ai milioni di tifosi dello svizzero in tutto il mondo), e i membri della Hall of Fame, a cui viene tolto l’affetto della folla.
Soprattutto per una introduzione di un personaggio così di alto profilo magari si poteva trovare un’altra soluzione, anche se con ogni probabilità la International Hall of Fame ha tutto l’interesse a tenere la cerimonia a Newport. La loro sede è lì, per la città di Newport si tratta di un notevole influsso di visitatori (e di dollari).
L’ipotesi stadio
Non sarebbe stato difficile riempire l’Arthur Ashe (24.000 posti), o il vicino stadio di baseball Citi Field (42.000 posti, probabilmente occupato, però, nel bel mezzo della stagione) o anche uno stadio di football come il Gilette Stadium (65.000 posti), casa dei New England Patriots, a meno di 100 chilometri da Newport.
Il prossimo anno dovrebbe essere il turno di Serena Williams, un personaggio probabilmente con ancora maggiore attrattiva di Federer (e non è semplice), soprattutto negli Stati Uniti. Potrebbe essere l’occasione di fare un incasso di diversi milioni di dollari, che si potrebbero poi dedicare alle iniziative per lo sviluppo del tennis di cui si occupa la Hall of Fame.
L’atmosfera intima dello storico Casinò di Newport, con la luce soffusa del tramonto in una mite giornata di fine estate ha comunque reso l’occasione speciale, e il pubblico presente ha sicuramente apprezzato l’esperienza. Però è un vero peccato che non abbiano potuto essere di più.
