US Open, Paolini: “Fisicamente sto meglio, ma ora mi serve giocare partite”

Jasmine Paolini soddisfatta dopo la vittoria con Erjavec all'esordio dello US Open. Stefanini o Yastremska al secondo turno

Di Vanni Gibertini
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Jasmine Paolini - US Open 2026

Dopo 53 giorni di assenza dai tornei a causa dell’infortunio al piede che sta rendendo la sua stagione un calvario, Jasmine Paolini è tornata alle competizioni con la vittoria su Veronica Erjavec al primo turno dello US Open.

Vittoria stancante

La vittoria all’esordio, arrivata al terzo set dopo una pausa, può essere un buon test per ritrovare il ritmo?

JASMINE PAOLINI: “Sì, forse sì. Spero che possa aiutarmi per la prossima partita. Ho due giorni di pausa, quindi ho tempo per recuperare. Non è stata la mia miglior partita, ma incontri di questo tipo, con alti e bassi e molta lotta, possono aiutarmi per la prossima.”

Come ti senti fisicamente?

JASMINE PAOLINI: “Sono un po’ stanca, anche perché ero nervosa prima della partita e durante la partita. Questo non mi ha aiutata, perché avevo molta tensione addosso, ma spero di sentirmi meglio.”

La partita è stata un po’ altalenante. È quello che succede quando non si gioca da tanto? Ti è mancato il ritmo partita in qualche momento? E il piede sta bene?

JASMINE PAOLINI: “Sì. In questi giorni di allenamento, soprattutto negli ultimi due, mi sono mossa molto meglio di oggi, mi sentivo meglio di oggi. Ci sta: oggi ero un po’ tesa prima della partita e in certi momenti ho fatto fatica a muovermi. Secondo me è anche perché mi manca il ritmo partita, un po’ di confidenza con il mio corpo su un campo da tennis durante una partita, ma conta tanto anche la tensione. Infatti sono stanchissima, nonostante alla fine abbia giocato un’ora e 50, proprio perché ero abbastanza tesa.”

Un’estate travagliata

Racconta un po’ che cosa è successo quest’estate: il piede, gli allenamenti verso Wimbledon. Avevi detto che dovevi fare anche un po’ di base, perché tra Parigi e Wimbledon non avevi giocato e non ti eri allenata tanto. Siete ripartiti da capo?

JASMINE PAOLINI: “Mi sono allenata parecchio fisicamente, soprattutto in palestra, facendo quelle cose che potevo fare senza sovraccaricare il piede. È ovvio che il ritmo partita viene giocando le partite; a tennis non ho giocato tantissimo, perché ho dato al piede modo di recuperare il più possibile. Sono arrivata qui un po’ prima per cercare di adattarmi al meglio al campo in cemento e questa era anche la mia prima partita sul cemento. Piano piano spero di riprendere la condizione.”

Il fatto di aver dovuto rinunciare a due 1000 uno dopo l’altro è stato frustrante? Sapevi che poteva succedere? Ti aspettavi che il piede recuperasse in tempo per Toronto, magari per Cincinnati?

JASMINE PAOLINI: “Dopo Wimbledon ero iscritta a Washington e onestamente pensavo di giocarlo. Poi, dopo qualche giorno, il piede è tornato a farmi più male e abbiamo deciso di prenderci un po’ di tempo. All’inizio il piano era saltare Washington e Toronto; Cincinnati l’avevo lasciato lì, ma già sapevo che sarebbe stata dura. L’obiettivo era rientrare qui, anche perché avevo bisogno di un minimo di allenamento tennistico. Siamo arrivati qui un po’ stretti con i tempi, ma questa settimana di allenamento è andata bene e oggi l’ho spuntata. Speriamo di sentirmi meglio nella prossima partita.”

Grande attenzione al piede infortunato

È una situazione da sopportare oppure c’è la speranza che questo tunnel finisca a un certo punto?

JASMINE PAOLINI: “La speranza c’è. Sto meglio, ovviamente. Lo stiamo gestendo e spero di liberarmene il prima possibile. Però sto meglio, e questo è positivo.”

La tua routine prima del match è cambiata molto per questo problema, per la necessità di recuperare e di fare attenzione al piede?

JASMINE PAOLINI: “Sicuramente facciamo tantissimi esercizi per il piede, di prevenzione e di rinforzo, e lavoriamo molto anche con il fisioterapista, cercando piano piano di risolvere completamente la situazione. Sono contenta di come sta reagendo, perché comunque sto abbastanza bene e oggi il match è andato bene. Al di là del fatto che non mi sono mossa benissimo, che credo sia anche normale, il piede sta bene e quindi, per

Il ritorno di Marc Lopez

Una curiosità sul team: come funzionano queste dinamiche? Adesso è tornato Marc e avete ripreso a lavorare insieme. Come funziona il riprendere un filo tecnico e psicologico con un coach?

JASMINE PAOLINI: “Secondo me con Marc abbiamo sempre avuto un bel rapporto, anche quando non lavoravamo più insieme; ogni tanto ci scrivevamo. Sicuramente l’anno scorso è mancata un po’ di comunicazione, quindi quello che ci siamo detti è stato questo: io sono felicissima di riprendere con lui, ma la comunicazione deve essere la base, perché non vogliamo fare l’errore dell’altra volta. Quindi sta andando bene. Sono contenta di riaverlo nel team e l’energia è positiva.”

Prossima avversaria

Sul prossimo turno: Stefanini o Yastremska, ovviamente due giocatrici completamente diverse.

JASMINE PAOLINI: “Sì, le conosco abbastanza bene. Con Stefanini l’ultima volta credo di aver giocato a Courmayeur, se non sbaglio, quindi tantissimo tempo fa; ci siamo allenate quest’anno alla Billie Jean King Cup. È una grande lottatrice e sui campi in cemento, secondo me, è fastidiosa perché gioca bene. Con Yastremska ho giocato a Parigi e, se dovessi affrontarla, ci sarà da mettersi il casco. Anche lei è una giocatrice che conosco, ci ho giocato varie volte. Sarebbero due partite completamente diverse, a seconda di chi troverò. Guarderò sicuramente il match, lo guarderemo tutti, così da farci trovare preparati.”

Il feeling con il Louis Armstrong

Guardavo la partita di oggi, giocata sul Louis Armstrong: era praticamente, con un giorno di differenza, il quinto anniversario della tua prima partita su quel campo, quella con Azarenka nel 2021, che se non sbaglio fu la tua prima partita su uno dei campi principali.

JASMINE PAOLINI: “Sì, ma poi sul Louis Armstrong ci ho giocato tantissimo. L’anno scorso due partite su tre, quest’anno una su una. È un campo un po’ rumoroso, però alla fine mi ci trovo bene. Onestamente mi piace come campo. Quindi, come ho detto prima, spero di avere l’opportunità di rigiocarci.”

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