US Open, Arnaldi: “Tutti questi infortuni sono una grande distrazione”

Matteo Arnaldi valuta in maniera lucida la prestazione contro James Duckworth mentre si trova a convivere con tanti problemi fisici

Di Vanni Gibertini
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Matteo Arnaldi - US Open

Finisce subito l’avventura di Matteo Arnaldi allo US Open, che era arrivato a New York finalmente con una testa di serie (la n. 30), ma non è riuscito a esprimersi al meglio contro James Duckworth. Il ligure ha avuto quattro chances, di cui tre consecutive, per portare l’avversario al quinto set, ma ha finito per cedere in quattro set.

Raccontaci un po’ questa partita. Primo set lottato, poi come è andata?

MATTEO ARNALDI: “Partita difficile, sicuramente. Lui ha giocato molto bene, è stato abbastanza solido per tutta la partita. Io sicuramente potevo far meglio, però se penso a tutti i problemi che ho avuto ultimamente, credo di poterla considerare comunque una buona partita. Sicuramente non è arrivata la vittoria, però sono stato competitivo per un’ora e mezza circa, quindi posso prendere cose positive in mezzo a quelle negative.”

Qualche rimpianto del quarto set, i set point? Potevi fare qualcosa di diverso?

MATTEO ARNALDI: “No, non credo che potessi fare qualcosa di diverso. Lui ha giocato molto bene, devo riconoscerlo. Sono contento di essermi creato le opportunità, perché lui stava giocando meglio, ero un pochettino sotto di livello, non ero così brillante come all’inizio. Quindi sono contento di essermi creato le chance, poi lui ha giocato bene il tie-break, siamo andati in lotta, ha servito meglio di me ed è riuscito a portare a casa la vittoria.”

La stagione Slam con alti e bassi

Considerando tutti i problemi che hai avuto negli ultimi tempi e negli ultimi mesi, la stagione Slam si chiude oggi, però in certi momenti è stata anche sorprendente.

MATTEO ARNALDI: “Sì, è positivo. Sicuramente, per tutti i problemi che ho avuto negli ultimi due anni, è una stagione super positiva. In un mese sono riuscito a fare quello che tanta gente non riesce a fare in tutto l’anno, quindi ci sono tante cose positive da quel mese. Però non è facile: c’è un dispendio mentale, energetico e di tante altre cose, avere questi infortuni che mi sto portando dietro da tanto tempo e per cui non riesco a essere concentrato solo su quello che voglio fare quando gioco. Sicuramente questa cosa non mi sta aiutando. C’è stata una parte positiva della stagione, adesso devo riuscire a risolvere tutti gli altri problemi per poi tornare a giocare come vorrei, libero, come mi manca.”

Quindi alla fine si tratta soltanto di una questione fisica, non hai nessun altro tipo di problema da quel punto di vista?

MATTEO ARNALDI: “I problemi li sapete già: c’è il destro e poi il sinistro. Questi due problemi mi limitano tanto e credo di aver speso tante energie per cercare di superare questi problemi quest’anno e già dall’anno scorso. Come ho detto, sono contento, ma allo stesso tempo anche stupito di dove sono in questo momento, per quanto mi sto allenando e per quanta riabilitazione sto facendo, cercando di giocare lo stesso. Sto facendo sempre buone partite, sicuramente non perfette, e questo si vede negli ultimi tornei e in tutto l’anno. Però c’è stato quel mese super positivo che mi ha dato tanta fiducia, perché sono riuscito comunque a fare un risultato del genere essendo infortunato. È brutto dirlo, ma alla fine non ero al 100% e continuo a non esserlo. Inizierò, secondo me, a giocare meglio e a stare più tranquillo in campo una volta che tutti questi problemi passeranno.”

Guardando al futuro

Se tu potessi scegliere senza nessun tipo di vincolo, facendo finta che la classifica non esista, continueresti a giocare perché senti di averne bisogno oppure ti fermeresti per cercare di far migliorare il piede?

MATTEO ARNALDI: “Quello che abbiamo visto è che quando mi fermo il piede non migliora. Con tutti gli esperti con cui abbiamo parlato, è un problema per cui, anche se ti fermi sei mesi, puoi tornare ad avere lo stesso problema. Quindi non posso fermarmi, però allo stesso tempo devo gestire tutti i miei allenamenti, tutta la mia stagione, tutti i tornei che faccio. È stancante mentalmente. Se penso a due anni fa, quando ero qua, venivo, giocavo la partita, finiva la partita e pensavo a quella dopo. Adesso purtroppo devo pensare a tante altre cose oltre alla partita, che sicuramente non mi stanno permettendo di essere sereno quando sono in campo, di esprimermi e di giocare come vorrei. Sicuramente mi manca quello e spero di ritrovarlo presto.”

Nel mondo reale, dove pensi di giocare il prossimo torneo?

MATTEO ARNALDI: “Non lo so ancora, sinceramente. Sono iscritto ai primi tornei in Cina, però prima ho il matrimonio e tutto il resto, e vediamo un po’ come starò fisicamente. Vediamo domani: oggi non stavo malissimo, ma non stavo neanche bene. È difficile pianificare da qua a un mese. Sto vivendo abbastanza giorno per giorno da un anno e mezzo, quindi in base a come mi sento riusciamo ad allenarci di più e andare ai tornei, oppure a rallentare un pochettino, magari saltarne uno. Sicuramente, quando mi libererò da questi problemi, sarò un’altra persona.”

Fiori d’arancio

Nel matrimonio hai avuto un ruolo centrale.

MATTEO ARNALDI: “Non sono stato il ruolo principale di tutta la pianificazione, però sono contento che, in un anno difficile ma allo stesso tempo buono, sarà qualcosa che aggiungo e che mi piacerà sicuramente.”

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