Terza giornata di sfide, con la pioggia che irrompe a rallentare il programma. Sette incontri giungono a termine prima del rovescio (d’acqua), senza considerare quelli degli italiani. Il più importante vede impegnato il finalista di due anni orsono Taylor Fritz. Per il francese Monfils invece, vittorioso all’esordio su Vallejo, doppio traguardo: il 40° compleanno e la 34ª vittoria in carriera allo US Open.
[9] T. Fritz b. [WC] D. Blanch 6-3 6-4 6-2
(Di Danilo Gori)
Darwin Blanch bagna l’esordio in un main draw dello Slam di fronte alla platea dell’Arthur Ashe Stadium con una prestazione coraggiosa, nel corso della quale mostra di saper staccare la mano destra dall’impugnatura per giocare il rovescio tagliato e così poter respirare nel mezzo del forcing del giocatore californiano, e di poter giocare anche di tocco, con il dropshot in special modo.
Queste risorse non bastano, per ora almeno, per fermare un Taylor Fritz sempre a suo agio nello Slam americano. 14 ace per lui e un solo doppio errore, solo due palle break concesse, dopo che aveva già preso la battuta del rivale a inizio terzo set. Entrambe vengono cancellate; Fritz mette in campo tre prime palle su quattro e quando lo scambio inizia lui lo termina vincitore 49 volte su 54.
Assai difficile remare contro questa tempesta di servizi rapidissimi. Blanch sa avvicinarsi alla velocità del bombardiere di San Diego, ma probabilmente va oltre i propri limiti perché commette nove doppi falli e raggiunge un modesto 43% di prime palle in campo. Fritz chiude così la pratica con il connazionale e si avvia verso un nuovo avversario, mancino anche lui: si tratta di Mattia Bellucci.
[WC] G. Monfils b. A. Vallejo 2-6 6-1 6-2 6-0
Che bel regalo si è fatto Gael Monfils per i suoi quarant’anni. Una vittoria all’esordio contro il paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo per 2-6 6-1 6-2 6-0. Ci sono modi peggiori di festeggiare un compleanno, specie se ti guadagni la possibilità di vivere un altro giorno dentro uno Slam, a New York, trasformando una giornata speciale in una giornata memorabile. Con la rimonta sul paraguaiano, Monfils conquista la sua 34ª vittoria in carriera allo US Open, il maggior numero mai ottenuto da un francese a Flushing Meadows. Ma non è tutto. Perché il parigino è diventato il terzo uomo di 40 anni o più a vincere una partita allo US Open negli ultimi 50 anni. Prima di lui ci erano riusciti il due volte campione dello US Open Ken Rosewall, a 42 anni nel 1977, e il cinque volte trionfatore a Flushing Meadows Jimmy Connors, a 40 anni nel 1992.
Il primo set dell’ultimo US Open della carriera di Monfils decolla a stento, anzi, praticamente mai. Con una sequenza di errori di dritto, il francese regala a Vallejo il break nel terzo game. Ed è sempre il suo dritto a tradirlo nel quinto gioco, quando cede il secondo turno di servizio al paraguaiano, che ne approfitta per scappare via sul 4-1. Il secondo set vede un deciso cambio di atteggiamento per l’arzillo neo 40enne. Comincia a trovare il feeling con la sua prima palla, e di conseguenza con il suo tennis. Dopo aver tenuto il servizio a zero in avvio, Monfils ha strappato per la prima volta la battuta a Vallejo, infilando cinque game consecutivi per chiudere il parziale.
Il terzo set ha visto Monfils dare libero sfogo ai suoi cavalli. Un tennis fatto di improvvise accelerazioni, recuperi impensabili, e la solita plasticità nei pressi della rete, che gli hanno permesso di trovare altri due break per chiudere il terzo parziale 6-2. Il quarto set invece si è rivelato una pura formalità. Gael ha infilato tre break consecutivi per chiudere in bellezza, con un canonico bagel d’ordinanza. Adesso Monfils regalerà alla Grande Mela un’altra sessione di puro spettacolo, per l’occasione contro l’americano Learner Tien.
Altri incontri, si ritira Moutet
(Di Danilo Gori)
La wild card australiana Dane Sweeny approfitta di un infortunio occorso al suo avversario Corentin Moutet per passare il turno. Ma fino al 3-0 nel terzo set, punteggio al momento dell’interruzione, il tennista oceanico stava meritando il vantaggio per due set a zero. Sweeny vince il primo set dopo un’ora e diciotto minuti. Entrambi optano non di rado per accorciare lo scambio con la discesa a rete. Dane è più falloso con la battuta ma sa difendere con coraggio nei momenti difficili, annullando otto delle dieci palle-break che concede.
Moutet riesce a rimanere in contatto. Tuttavia, i suoi errori sono tantissimi e danno una grossa mano al rivale, che vince il tie-break e anche il secondo parziale, al decimo gioco. Sul 3-0 per Sweeny, Moutet sceglie di ritirarsi e lascia via libera a Dane, che ora sfida il nostro Musetti.
C’è ancora uno scampolo di gloria per Jan-Lennard Struff, veterano trentaseienne alla undicesima presenza nello Slam newyorchese. L’anno scorso al quarto turno contro Djokovic, Struff pesca teoricamente bene, l’argentino Camilo Ugo Carabelli. E srotola il suo classico tennis legato certo al servizio ma anche al forcing con il dritto e alla non disprezzabile attitudine al gioco di volo.
Carabelli serve anche più forte del tedesco ma commette 13 doppi falli, numero troppo alto e che colpisce soprattutto se avvicinato ai 15 ace del rivale. Certo, bisogna rischiare per fermare l’avanzata di Struff, ma il 27% di punti con la seconda palla è davvero esiguo. Struff vince con lo score di 6-4 6-3 6-3 e affronta ora Francisco Cerundolo.
Il sudamericano, ventiquattresima testa di serie, impiega il minimo dei set per aver ragione dell’austriaco Misolic, venticinquenne austriaco che giunge così al secondo incontro in un main draw nel 2026. Tanti errori, 19 doppi falli (vince di uno Cerundolo, che però ha dalla sua il 6-1 negli ace). Insomma, tennis non troppo spettacolare e punteggio sul tabellone di 6-4 6-3 7-5.
Ancora, l’australiano Tristan Schoolkate si aggiudica la sfida tra qualificati con l’americano Nishesh Basavareddy, protagonista delle Next Gen Finals nel 2024 e 2025 ma quasi assente nel circuito maggiore nel 2026. L’americano cede il primo set senza palle-break al tredicesimo game. Si vendica, però, nel secondo ma cede nel terzo e nel quarto, per un punteggio di 7-6(4) 3-6 6-4 6-3. Per Schoolkate ora c’è Flavio Cobolli. Infine, il francese Arthur Gea ha avuto la meglio contro l’argentino Juan Manuel Cerundolo, piegato al quinto set con il punteggio di 6-3 2-6 3-6 6-3 6-1.
