Lorenzo Musetti torna a vincere una partita in uno Slam e, soprattutto, prova a ritrovare se stesso nell’ultimo Major della stagione. Dopo mesi complicati, condizionati dall’infortunio alla coscia patito a Melbourne e trascinatosi per gran parte della stagione compreso l’argomento Slam, rimasto inevitabilmente sospesa tra Roland Garros e Wimbledon, New York può rappresentare il punto da cui ricominciare. Non ancora quello delle risposte definitive, ma almeno quello delle prime sensazioni positive. Ed è tanto.
Con Arthur Fery arriva un 6-3 6-3 7-5 costruito senza particolari affanni, con due set iniziali nei quali l’azzurro concede pochissimo e un terzo più movimentato, ma mai realmente fuori controllo. Musetti serve bene, chiude con 7 ace contro gli zero del britannico e il 77% dei punti vinti con la prima, trovando nel servizio una base solida sulla quale costruire il resto della partita.
Da fondocampo Lorenzo alterna bene traiettorie, rotazioni e cambi di ritmo, costringendo spesso Fery a colpire sopra l’altezza delle spalle, soluzione quest’ultima che il britannico digerisce poco, complice anche la struttura fisica non da Corazziere e che contribuisce a spiegare i 43 errori gratuiti accumulati nel corso dell’incontro.
Due break decidono il primo set, uno è sufficiente nel secondo. Nel terzo Fery prova invece a cambiare passo: strappa due volte il servizio a Musetti, annulla un match point sul 5-3 e riesce a rientrare sul 5-5. È l’unico momento nel quale la partita sembra poter diventare più complicata del previsto.
Musetti, però, non perde la calma. Recupera immediatamente il controllo, torna avanti 6-5 e chiude con il servizio poco prima che il cielo di New York torni a minacciare pioggia. Ventidue vincenti e 28 errori gratuiti raccontano una prestazione ancora migliorabile, soprattutto pensando agli avversari che arriveranno più avanti. Il match si chiude in 2 ore e 10 minuti.
Il livello dovrà inevitabilmente salire, così come la continuità nello scambio, ma per il momento può bastare.
Musetti torna a vincere in uno Slam, supera il primo ostacolo senza rischiare davvero e soprattutto rimette un altro tassello nella ricerca della sua versione migliore, mostrata per alcuni tratti della partita. Al secondo turno troverà l’australiano Dane Sweeny, avanzato grazie al ritiro di Corentin Moutet quando conduceva 7-6 6-4 3-0. Un’altra occasione, almeno sulla carta, per continuare a mettere partite e fiducia nelle gambe.
Primo set: Musetti cambia passo nel finale, doppio break e 6-3
Partenza senza particolari scossoni sul Grandstand, con Fery che prova subito a mettere in campo quel tennis fatto di anticipi, variazioni e frequenti discese a rete che lo ha portato fino alla semifinale di Wimbledon.
Musetti impiega qualche game per prendere le misure al britannico, senza però concedere praticamente nulla nei propri turni di battuta. Il servizio funziona e permette al toscano di accorciare spesso gli scambi, mentre in risposta Lorenzo cerca soprattutto di togliere certezze a Fery attraverso continui cambi di ritmo.
L’equilibrio regge fino al 3-3. Nel settimo game Musetti aumenta la profondità della risposta e approfitta di un paio di passaggi a vuoto del britannico, che commette anche due doppi falli. Sul 15-40 arriva quello che consegna direttamente il break all’azzurro.
Lorenzo consolida senza problemi il vantaggio, aiutato anche da un ace, e sul 5-3 torna immediatamente a fare pressione. Fery concede una prima palla set con un doppio fallo, la cancella con una splendida smorzata, ma sulla seconda opportunità Musetti trova un magnifico rovescio lungolinea. Il dritto successivo del britannico finisce lungo: 6-3 Musetti, in 35 minuti, con due break negli ultimi tre turni di servizio di Fery.
Secondo set: Musetti varia, Fery perde riferimenti e Lorenzo scappa sul 6-3
Il copione non cambia molto in avvio di secondo parziale. Musetti parte al servizio e tiene rapidamente a zero, mentre Fery continua a cercare soluzioni aggressive e frequenti sortite verso la rete. Il britannico rimane agganciato fino al 2-2, ma Lorenzo sembra progressivamente più a proprio agio nello scambio. Alterna traiettorie alte e cariche, back più lenti e accelerazioni improvvise, impedendo all’avversario di trovare un ritmo costante.
Sul 3-2 arriva il momento che indirizza anche il secondo set. Musetti porta Fery a giocare sempre una palla in più e sul 30-40 disegna uno splendido rovescio lungolinea che lascia fermo il britannico: break e 4-2. Il vero passaggio delicato arriva però subito dopo. Un doppio fallo porta Lorenzo sul 15-40 e Fery arriva complessivamente ad avere tre possibilità per rientrare nel parziale.
Musetti le cancella tutte: prima con servizio e rovescio lungolinea, poi affidandosi alla prima e infine costruendo un punto perfetto, chiuso con la volée di dritto.
È il game che spegne definitivamente il tentativo di rimonta del britannico. Fery tiene il servizio per il 5-3, ma Musetti non concede altre aperture: due ace consecutivi nel game conclusivo, prima vincente sul set point e altro 6-3. Dopo due parziali il carrarino è avanti con autorità, soprattutto per l’innata capacità di cambiare continuamente registro e di giocare meglio dell’avversario tutti i punti realmente importanti. Il secondo set si chiude dopo 35 minuti di gioco.
Terzo set: Fery prova a riaprirla, Musetti rientra due volte e chiude 7-5
Dopo un toilet break sfruttato da entrambi i giocatori, Fery prova a cambiare l’inerzia della partita e, per la prima volta nel match, riesce realmente a mettere Musetti in difficoltà. Il britannico tiene il game inaugurale e nel turno successivo strappa il servizio all’azzurro per il 2-0, approfittando di qualche errore di troppo di Lorenzo e trovando maggiore profondità con il rovescio. È il primo break concesso da Musetti nell’incontro, ma anche la reazione è immediata.
L’italiano torna subito a spingere con maggiore decisione, trova un bel dritto lungolinea e soprattutto comincia nuovamente a lavorare Fery con quelle traiettorie alte e cariche che costringono spesso il britannico a colpire sopra l’altezza delle spalle. Sul 2-0 Fery concede qualcosa, Musetti trova profondità in risposta e si riprende immediatamente il break.
Dopo il 2-2 arriva un nuovo passaggio a vuoto del britannico: due errori di dritto e un rovescio in avanzamento spedito in corridoio consegnano a Lorenzo il secondo break consecutivo e il vantaggio sul 3-2.
Musetti sembra aver rimesso definitivamente la partita sui binari desiderati. Tiene a zero per il 4-2, continua a sporcare gli scambi alternando rotazioni, back e improvvise accelerazioni e arriva fino al 5-3. Fery, però, ha il merito di non uscire dalla partita: sul 5-4 annulla anche un match point e obbliga l’azzurro a servire per chiudere.
Ed è qui che arriva l’unico vero passaggio a vuoto di Lorenzo. Sul 5-4 perde il controllo di un paio di scambi, commette un doppio fallo e, sulla palla break, sceglie una difficile volée di rovescio che termina in corridoio. Fery recupera il break e torna sul 5-5, ma anche questa volta Musetti reagisce senza lasciare che il momento negativo diventi qualcosa di più pericoloso.
Nel game successivo il britannico perde nuovamente profondità, commette un doppio fallo e sul 15-40 sbaglia una volée di dritto in controtempo. Musetti entra allora con decisione dentro il campo e chiude il break del 6-5 con un dritto inside-out. Al secondo tentativo non ci sono esitazioni: tre prime vincenti nel game conclusivo e il 7-5 che manda Lorenzo al turno successivo dopo 56 minuti di terzo set.
Finisce 6-3 6-3 7-5, con qualche brivido soltanto nell’ultimo parziale ma senza che Musetti abbia mai dato realmente la sensazione di poter perdere il controllo della partita. Fery ha sofferto soprattutto i continui cambi di ritmo dell’azzurro e quelle traiettorie alte che gli hanno tolto riferimenti nello scambio. Il dato dei 43 errori gratuiti del britannico racconta bene le difficoltà incontrate.
Per Musetti restano invece 7 ace contro gli zero di Fery, 22 vincenti e 28 errori gratuiti. Numeri discreti più che straordinari, soprattutto pensando a ciò che servirà quando il livello degli avversari salirà. Lorenzo dovrà probabilmente aumentare ancora qualità e continuità nei prossimi turni, ma per un esordio può andare bene così: due set controllati senza concedere praticamente nulla e un terzo nel quale ha saputo recuperare per due volte il break di svantaggio. Alla fine, il risultato dice soprattutto una cosa: Musetti non ha mai rischiato davvero. Prossimo turno con australiano Dane Sweeny, wild card australiana, che ha avuto la meglio su Moutet costretto al ritiro dopo aver perso i primi due set. Turno alla portata sulla carta e che non dovrebbe impensierire chi spera in sogni e notti di gloria.
