Un set per capire, altri tre per rimettere le cose a posto. Carlos Alcaraz perde il primo parziale del suo US Open ma supera Jaime Faria, numero 72 del ranking ATP, con il punteggio di 4-6 6-0 6-3 6-2 in due ore e quaranta minuti. Il detentore del titolo raggiunge così i sedicesimi di finale, dove affronterà il cinese Yibing Wu. E soprattutto porta a casa quattro set utili per testare un corpo rimasto lontano dalle competizioni per quattro mesi.
“Avrei preferito fare in fretta, non voglio mentire”, ammette Alcaraz sorridendo dopo il match. “Ma alla fine mi sono reso conto che giocare quattro set è stato positivo. Mi è servito per mettere alla prova tutto dal punto di vista fisico, capire come sta il mio corpo e vedere anche come reagirà domani”.
Faria sorprende, poi tutto cambia e Alcaraz…torna Alcaraz
L’avvio sembra quello di una partita destinata a seguire il copione previsto. Alcaraz tiene a zero il primo turno di servizio e Faria risponde per l’1-1. Nel sesto game il portoghese salva la palla del possibile 2-4 e poco dopo è lui a cambiare il set: nel settimo gioco sfrutta la seconda occasione di break, sale 4-3, consolida il vantaggio e chiude 6-4 al primo set point, sull’errore di diritto dello spagnolo.
Un parziale che Alcaraz spiegherà anche con le differenti condizioni della sessione serale. “La night session è un mondo completamente diverso rispetto al giorno. La palla diventa più grande ed è più difficile muoverla. Avevo avuto una palla break e dopo averla mancata ho iniziato a cercare punti troppo corti. È stato un errore”.
La correzione è immediata. Alcaraz capisce che deve costruire di più e avere pazienza, senza cercare il vincente dai primi colpi dello scambio. Salva due palle break nel game inaugurale del secondo set, poi strappa il servizio a Faria con un diritto vincente e sale 3-0 con uno smash. Da quel momento in campo c’è praticamente un solo giocatore. Il murciano lascia appena le briciole, infila sei giochi consecutivi e chiude 6-0 sull’errore di diritto del portoghese.
“Ho capito che dovevo essere più paziente e costruire meglio i punti dall’inizio. Trovare subito il break mi ha aiutato a giocare con maggiore calma e a pensare con più chiarezza. Quello è stato il punto di svolta”.
Alcaraz prende il controllo
Il terzo set riporta un po’ di equilibrio, almeno inizialmente. La testa di serie numero due rompe però l’inerzia con il break del 3-1, al termine di una fase nella quale per tre game consecutivi è il giocatore in risposta ad avere la meglio. Alcaraz da lì non concede più nulla nei propri turni di battuta. Spreca due set point nell’ottavo gioco, ma alla terza opportunità sfrutta l’errore di rovescio di Faria e porta a casa il parziale per 6-3.
Il quarto è quasi una formalità. Alcaraz trova il break nel terzo game, approfittando ancora di un gratuito di rovescio del portoghese, e consolida per il 3-1. Un secondo break vale il 4-1, il servizio accompagna Carlos sul 5-1 e una prima vincente mette la parola fine alla partita sul 6-2.
I numeri raccontano bene la crescita dello spagnolo dopo il primo set: tre ace e quattro doppi falli, 62% di prime in campo, 72% dei punti vinti con la prima e soprattutto 70% con la seconda. Alcaraz termina con 43 vincenti contro 29 errori gratuiti e porta a casa 125 punti contro gli 86 di Faria.
“Sul polso nessuna paura”
Più ancora del risultato, però, continua a interessare la risposta del fisico dopo il lungo stop. Soprattutto quella del polso che lo ha tenuto lontano dal circuito. Il diritto, già apparso libero al debutto, è ancora una volta il colpo con cui Alcaraz riesce progressivamente a prendere possesso del campo.
“In allenamento colpisco normalmente, con grande libertà e senza pensare al polso. La competizione è un mondo diverso, ma quando entro in campo devo andare sui colpi. Devo colpire come facevo prima dell’infortunio e poi vedere cosa succede. Mi sento benissimo, non c’è nessun motivo per avere paura e non giocare normalmente”.
Il secondo turno diventa così un altro piccolo esame superato, anche perché, dopo 139 giorni senza una partita ufficiale di singolare, quattro set possono avere un’utilità diversa rispetto a una vittoria rapida. Non abbastanza, però, da convincerlo che quattro mesi senza tornei siano stati una benedizione.
Alcaraz contro il calendario: “Mi prenderò delle pause”
È proprio parlando dello stop che Alcaraz allarga il discorso a uno dei temi più discussi del circuito. “Mi sono fermato più di quanto avrei voluto. Ovviamente non voglio avere una pausa del genere a causa di un infortunio, però in futuro mi prenderò delle pause lunghe. Magari non quattro mesi, ma uno o due, saltando qualche torneo, perché è impossibile giocarli tutti”.
Il ragionamento dello spagnolo è piuttosto netto. “Stanno aggiungendo tornei importanti e in qualche modo siamo costretti a giocare. È vero che puoi dire di no e scegliere il calendario, ma ci sono Masters 1000, Slam e tornei obbligatori. Se dovessimo disputare tutto ciò che l’ATP ci richiede, saremmo in campo per circa quaranta settimane”.
E la conclusione non lascia molto spazio alle interpretazioni: “È impossibile. Stiamo vedendo tanti giocatori infortunati e tanti giocatori stanchi. Se non verrà fatto qualcosa, in futuro ne vedremo ancora di più. Sicuramente mi prenderò delle pause e salterò alcuni tornei”.
Per ora il calendario di Alcaraz contiene soltanto un appuntamento: Yibing Wu. E dopo quattro mesi trascorsi soprattutto a chiedersi quando avrebbe potuto tornare a colpire il diritto senza pensarci, non è poco.
