Sinner a Monza, Berrettini: “Jannik vi è scappato? Vuol dire che sta bene”

Intervistato da Sky Sport, Matteo dà la sua opinione tecnica sul GP, mentre Jannik va (veloce) dall'amico Antonelli

Di Michelangelo Sottili
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Matteo Berrettini – ATP Santiago 2026 (foto via Twitter @chile_open)

Nella domenica di mezzo di questo US Open, tanti VIP si sono recati a Monza con la scusa del GP d’Italia, una gara automobilistica di Formula 1 (citiamo Wikipedia ma in fondo lo sapevamo). Una parata di stelle dello sport e dello spettacolo, anche se qui ci limiteremo al tennis, tenendo fede alla seconda parte del nome della testata. Ma, quasi per antonomasia, anche alla prima.

Ecco allora presenti Jannik Sinner e Matteo Berrettini. Il Rosso di Sesto nonché numero 1 del mondo è colui che catalizza l’attenzione e, in polo bianca e previdenti bermuda (blu), ha concesso qualche autografo. Poi non poteva mancare un saluto all’amico Kimi Antonelli, al primo piano dell’Hospitality di Mercedes, secondo il Corriere Milano.

Sinner corre, Berrettini ha caldo

Meno previdente per quanto riguarda l’abbigliamento degli arti inferiori è Berrettini. Intervistato da Sky Sport, Matteo si dichiara accaldato, “vorrei avere i miei pantaloncini invece ho messo i pantaloni lunghi, ho sbagliato”. Reduce da una trasferta nordamericana non proprio esaltante, con Mariano Navone, improvvisa bestia nera, che lo ha sconfitto all’esordio in Canada e al secondo turno allo US Open, Berretto dice di essere arrivato insieme a Sinner e chiede all’intervistatore se l’abbia visto. “Sì, l’ho visto bene. Ci è scappato” ammette, “così, di corsa”. Un gancio perfetto per Matteo: “Allora vuol dire che sta bene”.

Il riferimento è al ginocchio più chiacchierato dell’estate 2026, quello il cui problema lo ha fatto rinunciare a Cincinnati e US Open (e forse, prima di questi, a Montreal). Così, nella seconda settimana newyorchese, Luciano Darderi è l’unico azzurro. L’intervista prosegue con cose che non intendiamo comprendere e il trentenne romano guadagna punti rispondendo: “Se mi fai una domanda tecnica, non so. So solo che l’ultima volta che sono stato qua ha vinto la Ferrari”. Era il 2024, a beneficio di coloro che non sanno di automobilismo (o non hanno ancora la pagina di Wikiedia aperta). “Vediamo se porto fortuna un’altra volta”. Pare di no.

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