Dal nostro inviato a New York
[2] C. Alcaraz b. [20] T. Paul 6-4 6-3 6-4
Carlos Alcaraz continua a dare risposte sempre più convincenti nel suo ritorno al tennis. Dopo il convincente esordio contro Roman Safiullin, la vittoria in rimonta su Jaime Faria e il netto successo contro Yibing Wu, il campione in carica supera anche quello che alla vigilia appariva come il primo vero banco di prova del suo US Open, battendo Tommy Paul 6-4 6-3 6-4 in 2 ore e 23 minuti e conquistando un posto nei quarti di finale.
Paul arrivava all’appuntamento dopo la lunga battaglia vinta in cinque set con Alexander Bublik ed è stato di sicuro il test più probante da quando il campione in carica ha deciso di tornare a misurarsi con i limite del proprio corpo e del proprio tennis dopo oltre quattro mesi lontano dal circuito. Il campo conferma le gerarchie, ma almeno per un set l’americano riesce a restare molto vicino al livello del numero 2 del seeding. Poi Carlos fa semplicemente il Carlos diventando devastante.
A fare la differenza sono soprattutto le accelerazioni dello spagnolo da fondo, in particolare con il diritto, ma con il passare dei minuti torna a vedersi praticamente tutto il repertorio: smorzate, lob, discese a rete, volée e improvvisi cambi di ritmo. La sensazione più importante è che Alcaraz non solo sia tornato ai suoi soliti livelli, ma che sembri non essersene mai allontanato.
Primo set: Paul tiene il ritmo, Carlos colpisce nel momento giusto
Il primo set è probabilmente il più bello della partita. Paul parte senza alcun timore, cerca di anticipare appena può e prova a non lasciare allo spagnolo il tempo per organizzare il diritto. Alcaraz risponde con una gestione molto ordinata dei propri turni di battuta e, quando può entrare nello scambio con i piedi dentro il campo, comincia immediatamente a comandare.
I servizi tengono e il punteggio rimane in equilibrio. Sul 3-2 Alcaraz, Paul è costretto per la prima volta a lavorare parecchio, ma riesce a uscire da un game arrivato ai vantaggi. Sul 4-3 lo spagnolo si porta invece 0-30 in risposta, senza però riuscire a costruire la prima vera occasione di break: l’americano reagisce e trova il 4-4.
Carlos continua però a dare l’impressione di essere sempre un po’ più vicino al servizio dell’avversario di quanto Paul non lo sia al suo. Tiene bene per il 5-4 e stavolta mette immediatamente pressione. Due errori dell’americano lo portano sullo 0-30, poi arriva anche lo 0-40. Paul cancella il primo set point con un ace, ma sulla seconda occasione il suo diritto termina fuori: 6-4 Alcaraz dopo un parziale giocato ad altissima velocità e deciso praticamente nell’unico momento in cui uno dei due abbassa leggermente il livello.
Secondo set: Alcaraz entra in modalità spettacolo
Il secondo set cambia immediatamente tono. Alcaraz tiene il servizio iniziale e nel game successivo aggredisce Paul fin dalla risposta, procurandosi tre palle break consecutive e trasformando il vantaggio per il 2-0.
L’americano ha però una reazione immediata. Approfitta di qualche errore dello spagnolo, arriva a due opportunità di controbreak e sulla seconda trova il 2-1. Potrebbe essere il momento capace di riaprire il parziale, ma succede esattamente il contrario. Alcaraz risponde al break subito con un altro break, tornando immediatamente davanti sul 3-1 prima di consolidare il vantaggio.
È qui che la partita comincia realmente a prendere la direzione dello spagnolo. Carlos alterna accelerazioni violentissime con il diritto a soluzioni completamente diverse: viene avanti, usa la mano, trova la smorzata e costringe Paul continuamente a chiedersi quale colpo arriverà dopo.
Sul 4-1 ha addirittura tre opportunità consecutive per un altro break, poi ne costruisce altre in un game lunghissimo, ma l’americano riesce a salvarsi e resta aggrappato al set.
È però quasi soltanto una questione di punteggio. La differenza tra i due in questa fase è molto più ampia del 6-3 finale. Paul prova a tenere i propri turni di battuta, ma non riesce più a togliere tempo ad Alcaraz con la stessa continuità del primo set. Carlos sale 5-2 e, dopo un ultimo turno di servizio dell’americano, chiude senza problemi con la battuta: 6-3 e due set a zero.
Terzo set: break immediato e controllo fino alla fine
Paul apre il terzo set tenendo il servizio, ma ormai Alcaraz sembra avere completamente in mano le chiavi della partita. Dopo l’1-1 lo spagnolo sale rapidamente 0-40 in risposta. L’americano cancella tutte e tre le palle break, ma Carlos continua a spingere e alla quarta occasione arriva l’errore di rovescio di Paul: break e 2-1.
Lo spagnolo consolida immediatamente per il 3-1 e da quel momento gestisce il vantaggio senza praticamente concedere spazio a una vera rimonta. Paul si aggrappa soprattutto al servizio e riesce a restare a distanza, mentre Alcaraz continua a mischiare le carte: diritto per aprire il campo, smorzata, qualche discesa a rete e quella capacità di passare dalla difesa all’attacco nel giro di un colpo che progressivamente sta tornando ai livelli precedenti allo stop.
Sul 5-4 arriva l’unico piccolo brivido. Chiamato a servire per il match, Alcaraz si ritrova 15-40 e deve cancellare due palle break. Lo fa senza perdere la calma e spegne l’ultimo tentativo dell’americano, prima di chiudere la partita: 6-4 6-3 6-4.
Per Alcaraz si aprono così nuovamente le porte dei quarti di finale a Flushing Meadows. Il prossimo avversario sarà il vincente della sfida tra Ben Shelton e Stefanos Tsitsipas. Tre partite separano ancora lo spagnolo dal terzo titolo a New York, ma dopo quattro turni il messaggio comincia a essere piuttosto chiaro: il periodo di rodaggio sembra ormai alle spalle e il campione in carica è tornato a giocare da candidato principale alla vittoria finale.
