US Open, la nuova vita di Qinwen Zheng: “Avevo quasi dimenticato cosa significa competere”

Dai problemi fisici agli ottavi a New York. La campionessa olimpica ritrova fiducia e agonismo: "Ho dovuto lottare tantissimo anche solo per tornare in tabellone"

Di Niccolò Moretti
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Qinwen Zheng - Pechino 2025 (foto Instagram @chinaopen)

La rimonta contro Madison Keys resterà probabilmente una delle immagini più forti dello US Open di Qinwen Zheng, ma fermarsi allo 0-5 trasformato in 7-5 nel terzo set significherebbe raccontare soltanto una parte della storia. La cinese, campionessa olimpica a Parigi 2024 ed ex numero 4 del mondo, è arrivata a New York da numero 121 WTA, costretta a passare dalle qualificazioni dopo quasi due stagioni segnate da problemi fisici, un intervento chirurgico al gomito e diversi tentativi di rientro mai davvero riusciti, che lasciavano intuire un periodo di profonda crisi anche a livello mentale per la nativa di Shyan, come dimostrato anche dalle lacrime in conferenza stampa a maggio, dopo la nettissima sconfitta contro Chwalinska al Roland Garros.

Contro Keys, campionessa dell’Australian Open 2025, finalista a New York nel 2017 e testa di serie numero 22, Zheng ha completato una rimonta quasi impossibile: 1-6 7-6(3) 7-5, dopo essere stata sotto 0-5 nel terzo set e aver salvato un match point sull’1-5. Impressionante il filotto di cinque giochi consecutivi vinti nel finale, ma soprattutto è arrivata la sesta vittoria consecutiva a New York tra qualificazioni e tabellone principale.

Una notizia che acquista ancora più valore se si guarda a ciò che era successo nei mesi precedenti. Dopo l’operazione, Zheng non era più riuscita a vincere più di due partite consecutive. Il ranking era precipitato fino alla posizione numero 125 e la giocatrice che nel 2024 aveva raggiunto la finale dell’Australian Open e conquistato l’oro olimpico sembrava improvvisamente molto lontana. Lei stessa non ha cercato di nascondere le difficoltà vissute. “Dopo l’operazione non è stato facile. Sentivo di aver perso un po’ della mia energia sul campo da tennis. Negli ultimi tre, quattro, cinque mesi ho attraversato momenti davvero difficili“, ha raccontato in conferenza stampa.

Il problema, per Zheng, non era stato soltanto recuperare fisicamente. Il lungo stop aveva intaccato anche una parte meno visibile del suo tennis, l’abitudine alla competizione. Tornare ad allenarsi, colpire bene la palla e sentirsi nuovamente in condizione rappresentavano soltanto il primo passo. Ritrovare la capacità di stare dentro una partita, gestirne le tensioni e reagire ai momenti negativi era un’altra cosa. “Dopo essere tornata dall’infortunio non riuscivo più a competere come prima. Avevo perso quell’energia e avevo quasi dimenticato come si compete“, ha ammesso la cinese. È forse questo il motivo per cui le qualificazioni dello US Open, che per una giocatrice del suo livello avrebbero potuto essere percepite quasi come un’umiliazione sportiva, hanno finito invece per rappresentare una parte fondamentale del suo ritorno.

Zheng aveva deciso di saltare Cincinnati per dedicarsi a un vero blocco di preparazione con il proprio team, sapendo che quella scelta l’avrebbe quasi certamente costretta a giocare le qualificazioni a Flushing Meadows. Una decisione tutt’altro che scontata per chi, appena un anno prima, era abituata a entrare negli Slam tra le primissime teste di serie.

“Quando ho deciso di non giocare Cincinnati e di fare un blocco di allenamento con il mio team, avevo accettato il fatto che avrei dovuto giocare le qualificazioni dello US Open“, ha spiegato. “Abbiamo lavorato molto duramente prima del torneo. Non pensavo troppo al risultato: volevo soltanto lottare in ogni partita e mettere tutta la mia energia in ogni match. Dopo quel periodo di allenamento sentivo di essere tornata più forte, sia fisicamente sia mentalmente“. Le tre partite di qualificazione hanno finito per restituirle qualcosa nel suo gioco che forse non avrebbe potuto restituirle nient’altro. Zheng ha raccontato di aver persino pianto dopo aver conquistato l’accesso al main draw.

Il quarto turno raggiunto a New York non rappresenta ancora il ritorno definitivo ai livelli toccati tra il 2024 e il 2025, ma è il primo vero segnale che quella giocatrice possa essere nuovamente vicina. E il modo in cui è arrivata la vittoria contro Keys conta quasi quanto il risultato.

Nel primo set Zheng era stata dominata. Nel terzo, dopo aver pareggiato il conto dei parziali, si era ritrovata nuovamente travolta: 5-0 Keys, con la statunitense apparentemente in completo controllo. La cinese, in quel momento, non pensava nemmeno alla rimonta. “All’inizio mi dicevo soltanto: per favore, non voglio perdere 6-0. Voglio almeno vincere un game“. Quel game, però, è arrivato. E da lì la partita ha cominciato lentamente a cambiare. Zheng ha salvato un match point sul 5-1, ha trovato il primo controbreak e ha iniziato a percepire qualcosa di diverso dall’altra parte della rete.

“Dopo aver vinto il mio primo game ho visto forse un po’ di dubbio. Non era più precisa come prima e ha cominciato a commettere più errori. In quel momento ho pensato: devo restare qui, continuare a lottare, non arrendermi e vedere cosa succede“. E quello che inizialmente sembrava un tentativo di sopravvivere è diventato, poco alla volta, il modo per rientrare nella partita. Keys ha perso progressivamente sicurezza, mentre Zheng ha ritrovato quella capacità di restare dentro ogni punto che aveva caratterizzato i suoi momenti migliori.

Zheng è diventata anche la prima qualificata a raggiungere gli ottavi dello US Open femminile dai tempi di Emma Raducanu nel 2021. Il paragone si ferma inevitabilmente qui, almeno per ora, ma rende l’idea della portata del percorso fin qui. Per Zheng, peraltro, New York non è un luogo nuovo per i grandi risultati. Aveva già raggiunto i quarti di finale nel 2023 e nel 2024. Stavolta, però, il significato è diverso. Non è tanto la conferma di una giocatrice già stabilmente ai vertici, quanto il primo passo importante di una possibile ricostruzione.

Agli ottavi troverà Iga Swiatek, vincitrice in america nel 2022 e avanti 7-1 nei precedenti. L’unica vittoria della cinese, però, è tutt’altro che marginale, arrivò infatti nella semifinale dei Giochi Olimpici di Parigi 2024, prima che Zheng conquistasse l’oro che l’ha consacrata. Sarà un test molto più severo di quelli affrontati finora e probabilmente il primo vero modo per capire quanto la cinese sia già vicina al livello che l’aveva portata tra le migliori del mondo.

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