[1] A. Sabalenka b. T. Townsend 6-4 6-3 (Niccolò Moretti)
Aryna Sabalenka non si fa sorprendere da Taylor Townsend e conquista i quarti di finale dello US Open con una vittoria convincente, arrivata però al termine di una partita meno semplice di quanto il risultato possa suggerire. La numero uno del mondo, campionessa a New York nel 2024 e nel 2025, supera la statunitense numero 96 WTA, una delle grandi protagoniste di questa edizione dopo le vittorie su Maya Chwalinska e Diana Shnaider, e continua così la sua corsa verso un possibile terzo titolo consecutivo.
Townsend entra in campo con un lungo mantello nero di pelliccia e con l’atteggiamento di chi non ha nessuna intenzione di fare da comparsa. Il primo set è infatti molto divertente: entrambe spingono forte da fondo, servono con qualità ma soprattutto rispondono in maniera estremamente aggressiva. Ne viene fuori una battaglia di grande potenza, nella quale Sabalenka riesce però a mettere in campo qualcosa in più dal punto di vista atletico e, soprattutto, nei momenti decisivi. L’avvio è subito caotico. Townsend cede il servizio nel primo game al termine di una battaglia molto lunga, nella quale riesce anche ad annullare quattro palle break prima di capitolare. L’americana reagisce però immediatamente e trova il controbreak, riportando subito il set in equilibrio. L’impressione è che nessuna delle due riesca davvero a stabilizzare i propri turni di battuta. Townsend perde nuovamente il servizio alla terza palla break concessa, ma ancora una volta trova una risposta immediata, recuperando il vantaggio. La partita resta così su un filo sottile, con continui ribaltamenti e una qualità molto alta in risposta.
Sabalenka riesce però a prendere progressivamente il controllo. Townsend cede di nuovo il servizio al termine di un altro game molto combattuto e questa volta la bielorussa consolida con una vera prova di forza: due ace consecutivi (gli unici della sua partita) e turno di battuta tenuto a zero. È probabilmente il momento in cui il set cambia davvero volto. La numero uno del mondo trova poi un altro break, Townsend riesce ancora una volta a reagire, ma il margine accumulato basta a Sabalenka per chiudere il primo parziale 6-4. Il dato delle palle break racconta bene quanto sia stata aggressiva la bielorussa in risposta: cinque conversioni su nove occasioni.
Il secondo set segue invece un copione molto più lineare. Per diversi game entrambe riescono finalmente a proteggere il servizio e il livello resta alto, ma con meno oscillazioni rispetto al primo parziale. È Townsend, anzi, a trovare per prima il break e a provare a riaprire la partita. La risposta di Sabalenka, però, è immediata. La bielorussa recupera subito il servizio perso, poi tiene il proprio turno di battuta e strappa nuovamente quello dell’avversaria. È la sequenza che decide definitivamente il match.
Ancora una volta, quando la partita sembra poter entrare in una zona più complicata, Sabalenka risponde con grande qualità. Dopo il break, consolida il vantaggio tenendo il servizio a zero e toglie progressivamente fiducia a Townsend, che aveva provato a sfruttare anche il sostegno del pubblico per restare agganciata. Nel game conclusivo Sabalenka non lascia spazio a ulteriori rientri: alla seconda occasione utile trova un altro break, chiude la partita e conquista il pass per i quarti. La sensazione è quella di una numero uno che, pur senza dominare ogni singolo scambio, riesce a controllare molto bene i momenti realmente importanti. Townsend gioca un primo set di alto livello e prova a riaprire il secondo, ma ogni volta che il match si complica Sabalenka trova una risposta di forza e lucidità.
La bielorussa resta così pienamente in corsa per il terzo titolo consecutivo a New York, continuando al tempo stesso a difendere la posizione di numero uno del mondo. E soprattutto conferma di essere perfettamente a proprio agio anche quando la partita smette di essere lineare e diventa più sporca, fisica e nervosa.
[6] L. Noskova b. [11] M. Kostyuk 7-5 5-7 6-4 (con il contributo di Danilo Gori)
Linda Noskova esce vincitrice da un match bellissimo ed emozionante, costruito insieme con la sua avversaria, Marta Kostyuk: la ceca spinge il suo tennis rapidissimo e quanto mai adatto alla superficie e l’ucraina non riesce a trovare lo spazio per dispiegare l’incisività dei suoi colpi, soprattutto il drive.
Quello che rimane da fare per Marta è così rimandare tutto, facendo affidamento sull’istinto, sulla carica agonistica e sulle sue gambe miracolose. Ne esce una gara apertissima ed appassionante, dove Noskova pare aver quasi vinto nel finale della seconda partita e invece Kostyuk la ricaccia indietro con coraggio e forza di volontà da prima della classe.
Il terzo parziale sublima il tema dei primi due e vede la ceca tentare la fuga e l’ucraina rintuzzarla, fino all’epilogo, che dà ragione alla prima. Noskova centra così i quarti di finale dopo il titolo a Wimbledon; pur con qualche paura nel finale, per lei è una prova di grande maturità e di consapevolezza del suo nuovo ruolo nel panorama del tennis femminile. Pochissime cambiano velocità alla pallina come lei, il suo forcing è imperioso e irresistibile.
La sua candidatura al titolo dell’ultimo Slam dell’anno è posta, il prossimo esame sarà proprio quello della campionessa in carica e numero uno del mondo Aryna Sabalenka, un incontro che dirà molto anche sulle gerarchie talvolta ballerine del tennis WTA.
A partire meglio è proprio Noskova. La ceca strappa subito il servizio a Kostyuk, ma l’ucraina reagisce immediatamente e, al termine di un game lungo, trova il controbreak che vale l’1-1. Da quel momento il primo set segue per qualche gioco il binario dei servizi, fino al settimo game, quando Noskova torna a mettere pressione in risposta e piazza il break del 4-3. Anche questa volta, però, Kostyuk reagisce con grande rapidità e controbrekka quasi senza concedere spazio all’avversaria. Noskova ha il merito di non scomporsi: supera un turno di battuta complicato e, sul 5-5, torna a colpire in risposta. La ceca trova un altro break, sale 6-5 e questa volta non spreca l’occasione, chiudendo con autorità il primo parziale.
Nel secondo set entrambe rientrano in campo con grande intensità, ma è ancora Noskova a dare l’impressione di aver alzato maggiormente il livello. Per diversi game non si vedono palle break e il set resta in equilibrio fino al 3-3, quando la ceca cambia marcia: strappa il servizio a Kostyuk addirittura a 15 e consolida il vantaggio con un turno di battuta molto solido. Sul 5-4, Noskova va a servire per il match e sembra ormai a un passo dalla vittoria. Sale infatti 40-15, procurandosi due match point. È qui, però, che Kostyuk mostra tutta la sua capacità di restare dentro la partita. L’ucraina annulla il primo, poi il secondo, alza ulteriormente l’intensità e riesce infine a trovare il controbreak del 5-5. Il colpo si fa sentire. Noskova, che fino a pochi minuti prima sembrava avere la partita completamente in mano, perde improvvisamente continuità e nel game successivo cede addirittura il servizio a zero. Kostyuk completa così una rimonta impressionante nel finale del set e porta la sfida al terzo parziale, trasformando due match point annullati in un potenziale punto di svolta dell’incontro.
Si va dunque al terzo set. Serve per prima Kostyuk e questo è un bene per Noskova, che sulla sua battuta ha un parziale di 0-8 da quando è arrivata al matchpoint. La ragazza morava ritrova parzialmente la prima palla e pone fine all’improvvisa emorragia che le costata la seconda partita, tenendo il game dell’1-1 senza cedere un solo punto. Del resto anche la sua rivale pare aver ricaricato le batterie del suo colpo di inizio gioco e impiega il numero minimo di scambi per sedersi sul 2-1 in proprio favore.
Il lavoro di Kostyuk in copertura continua ad attingere vette di qualità notevoli e costringere la rivale a riprendere daccapo punti che sembravano già vinti; Linda forse vede qualche spettro di finale del secondo parziale ma riesce a gestire le situazioni più difficili, anche scendendo a rete. L’ucraina sembra delle due quella più a suo agio ma improvvisamente durante il quinto game, sul 40-15 in proprio favore, è lei a bloccarsi e Noskova ritrova convinzione piena nelle geometrie più sperimentate.
L’atleta ceca riprende a trovare le righe e cala il poker del break. Linda è confortata e spinge benissimo ma Marta esordisce alla grande nel game successivo con lo 0-30 della speranza. Noskova la raggiunge ma Kostyuk si supera in difesa, arrivando a giocare il dritto in drop sulla riga di fondo per allungare lo scambio e costringere la rivale all’errore.
Il game è bellissimo, la determinazione di chi attacca e il cuore di chi si difende; ha ragione il secondo e c’è il contro-break. Kostyuk è irriducibile, urla di gioia e geme di disappunto mentre Noskova è impassibile e concentra in quasi impercettibili espressioni del volto l’insoddisfazione dei momenti negativi del match. Il pubblico sostiene il coraggio dell’ucraina, che però non riesce a difendere la battuta nel settimo gioco.
Il nuovo break par spronare la ceca, che ritrova la massima incisività del suo repertorio, di dritto e con il rovescio dal centro verso sinistra; Kostyuk è ancora una volta ammirevole per come raccatta siluri in ogni angolo del court e si rifugia, con il solido aiuto della battuta, sul 4-5.
Noskova serve così per il match e alterna spinte impressionanti a colpi rallentati che hanno l’effetto di disorientare Kostyuk, che sbaglia. La ceca sale sul 40-15 ma da qui in poi il game si complica perché Marta è ovunque e scivola con la naturalezza di una pattinatrice, salvando tre matchpoint. Noskova sbaglia troppo ma la quarta palla-gara del gioco, la sesta complessivamente, la promuove ai quarti.
