US Open: a New York si sogna in grande, Tiafoe e Michelsen si giocheranno un posto in semifinale

Tre set a zero senza appello: Tiafoe batte Medvedev e Michelsen batte Etcheverry. (Almeno) un semifinalista sarà americano

Di Redazione
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[11] F. Tiafoe b. [7] D. Medvedev 7-6(1) 6-4 7-6(6) (Pietro Sanò)

BigFoe Show sul Louis Armstrong di Flushing Meadows. Una prestazione sontuosa del tennista americano, che ha liquidato Daniil Medvedev in tre set, accedendo ai quarti di finale dello US Open per la quarta volta in carriera.

Non ha ancora perso un set Daniil Medvedev in questo US Open, e l’inizio del match contro Frances Tiafoe testimonia un feeling eccezionale del russo sul cemento newyorkese. L’ex numero uno del mondo ottiene immediatamente il break, mettendosi in mostra con colpi vistosissimi. Il padrone di casa impiega qualche minuto per prendere le misure a Meddy, che incappa in qualche errore di troppo, restituendo il break guadagnato in apertura. Tete a tete più che serrato, che dà vita ad un primo parziale dai mille volti. Picchi di altissimo livello, intervallati da passaggi a vuoto devastanti – quasi preoccupanti – di Daniil Medvedev, giunto a pochi passi dalla conquista del primo parziale, prima di auto-sabotarsi nel dodicesimo gioco, per poi disputare un tiebreak insufficiente. Il numero 7 del seeding sembra esser rimasto focalizzato su quel terrificante dodicesimo game che gli è costato il set, compromettendo la performance nei giochi seguenti. Tiafoe spinge al massimo, ma con l’andare del match, non trova più un Medvedev ostico e tentacolare in difesa, ma soltanto una versione ridimensionata e remissiva del russo, che fatica a trovare il campo. Frances, dinanzi al proprio pubblico, entra in trance-agonistica, mentre Daniil in uno stato di grande confusione, e il secondo set vede lo statunitense dominare indiscutibilmente gli scambi da fondo. Le continue incursioni a rete di Tiafoe sono deleterie per Meddy, depistato dal gioco aggressivo del rivale americano, che sul palleggio prolungato, invece, concede qualcosina. Si presenta una chance di rientro per il russo, nel corso dell’ottavo game, ma la prima di servizio toglie dai guai BigFoe, che mette la firma sul secondo set con lo score di 6-4.

Dopo tre turni praticamente a Flushing Meadows praticamente perfetti, Medvedev si ritrova in svantaggio di due set contro lo scatenato Frances Tiafoe. E il traguardo sembra lontano un miglio per il russo. Quest’ultimo tenta di rimboccarsi le maniche e riorganizzare le idee, imbastendo una rimonta. Nel secondo game del terzo parziale riesce a far qualcosa di diverso, aumentando la pressione, e strappando il servizio a Foe dopo tempo immemore, assumendo il comando del parziale. Vantaggio che dura un’inezia, a causa di un disastroso turno di battuta. Medvedev entra in una fase di grande difficoltà, perdendo ogni tipo di sensazione col dritto, e sbagliando tutto ciò che si poteva sbagliare in risposta. I due giungono nuovamente al tiebreak, dove Tiafoe si riconferma in stato di grazia, salvando un set point, e chiudendo la pratica in tre set. BigFoe approderà ai quarti dello US Open per la quarta volta in carriera. Sfiderà il connazionale Michelsen.

A. Michelsen b. [27] T.M. Etcheverry 7-6(6) 6-4 6-4 (Danilo Gori)

La sfida tra due giocatori che toccano mediamente i 200 chilometri all’ora con la prima palla di servizio non si riduce ai colpi di inizio gioco, dal momento che gli scambi a campo aperto si susseguono e i game sono tutt’altro che veloci inserti compresi nel primo set. Alex Michelsen, che ha forse maggiore simpatia per la superficie di quanta non ne abbia Tomas Etcheverry, imbocca la via della fuga scappando sul 3-0, ma il tennista sudamericano alza il livello del proprio gioco crescendo con il dritto, che, come si sa, è capace di colpire in corsa con notevole efficacia.

Etcheverry colma così il ritardo e, fidando su buoni riflessi sotto rete, si porta sul 5-5, sospinto anche da una rumorosa claque di connazionali, per poi guadagnarsi il tie-break. Al primo cambio di campo il duellanti sono in parità, con un servizio vincente per parte; l’equilibrio persiste anche alla seconda pausa, solo che Etcheverry si porta sul 6-4 grazie all’esuberanza del suo dritto inside in.

Michelsen recupera annullando due setpoint, uno dei quali con una bella volée di rovescio; l’impresa gasa il biondo americano che chiude il set all’attacco con uno smash. Sei ace per lui, due per Etcheverry, nessuno dei due raggiunge il 60% di prime palle in campo.

Anche nel secondo parziale la battuta principale di entrambi entra con percentuali lontane dall’eccellenza ma Michelsen trova notevole incisività e in pratica non rischia più nulla nei game al servizio, circostanza che gli permette di difendere il break preso al termine del gioco d’apertura. Etcheverry difende il turno che lo porta sul 4-5 spostandosi repentinamente sulla destra e sferrando un dritto lungolinea che trova Michelsen impreparato, ma nel gioco successivo lo statunitense chiude la seconda partita con un ace.

Per Alex 14 su 15 con la prima palla, tre doppi errori e 15 colpi vincenti, quasi il doppio di quelli del rivale (8). L’argentino parte bene nella terza frazione difendendo la battuta a zero nondimeno si rafforza l’impressione che i colpi dello statunitense siano nel complesso più robusti e centrati. Michelsen non concede una palla-break dal quinto game del primo set, l’unico in cui ne ha dovute annullare, e il numero delle sue incursioni a rete aumenta, proprio perché l’azione preparatoria alla discesa verso il net è via via più convinta e agevole.

Nel quinto game del terzo parziale poi arriva anche il break in suo favore, che Alex firma con uno smash; anche in questa prima parte di set Alex non trova ostacoli quando il primo servizio tocca terra negli spazi consentiti, e anche con la battuta di scorta le cifre sono più che buone, aggirandosi sul 70%. Michelsen raggiunge facilmente il 5-4 e si porta a servire per il match.

E’ qui che sorgono gli impacci perché Etcheverry arriva in due occasioni alla palla che potrebbe dargli il 5-5 ma in entrambi i casi l’americano prende la rete con personalità. Nel primo tratteggia una volée di rovescio molto efficace, nella seconda non ha nemmeno bisogno di un colpo al volo perché il pasante di Tomas si spegne in corridoio. Passata la paura Michelsen chiude con un ace: per lui è il primo quarto di finale Slam in carriera, evento che festeggerà con Medvedev oppure con Tiafoe.

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