US Open junior: l’ambidestro Davidov ruba la scena. “Cambiare mano non sarà un problema”

Il 16enne americano ha perso in due set al primo turno, ma ha incuriosito gli appassionati di tutto il mondo. Ecco la sua storia

Di Andrea Binotto
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Teodor Davidov - US Open 2026 (foto X @PuntoDBreak)

Domenica 6 settembre, presso lo USTA Billie Jean King National Tennis Center di New York, si è potuto assistere a qualcosa di speciale. Allo US Open junior, oltre a due vittorie e altrettante sconfitte degli azzurrini, ad attirare l’attenzione è stata la wild card di casa Teodor Davidov. Il classe 2010 americano è stato battuto per 7-6(4) 6-3 dal 18enne sudafricano Connor Doig.

Non sembrerebbe nulla di strano: il numero 43 della classifica junior che supera il 154esimo del ranking. Se non fosse che… Davidov è ambidestro! Due dritti, uno con la mano sinistra, l’altro con la destra. E due servizi, uno con ciascuna mano a seconda del lato da cui batte – nei punti pari utilizza la mano destra, in quelli dispari la sinistra. Ma da dove arriva questo ragazzo, e quali possono essere le sue prospettive future?

Le radici, il padre e quel match storico

Nato a Sofia, in Bulgaria, Davidov si è traferito negli Stati Uniti con la famiglia, quando lui aveva solamente un anno e mezzo. Impugnata la racchetta inizialmente solo con la mano destra, Teodor con il passare degli anni ha sviluppato un modo unico di giocare. “Quando Teo stava per compiere otto anni, ho deciso che avrebbe giocato con la mano sinistra per stimolare il suo emisfero cerebrale destro”, ha affermato il papà Kalin in un’intervista concessa al The Guardian nel 2021.

Sia il padre che la madre Elena, in passato, oltre ad aver praticato numerose discipline hanno studiato medicina cinese. Inoltre, hanno trascorso molto tempo in India approfondendo le tecniche dello yoga. Gli insegnamenti imparati in quelle terre sono poi stati trasmessi al figlio, che nel corso degli anni ha praticato anche sci, calcio, ping-pong, basket ed escursionismo. “Teodor lavora per sviluppare le abilità tennistiche con la mano destra e la sinistra, e la forza mentale”, ha raccontato il suo coach nel 2021, come riportato da SuperTennis. “L’obiettivo tecnico è raggiungere un totale equilibrio su entrambi i lati e poter realizzare tutti i colpi con entrambe le mani”.

Di recente, Davidov ha ottenuto i suoi primi punti in classifica ATP, prendendo parte ad alcuni tornei internazionali. Lo scorso maggio, poi, è stato protagonista di un match storico: lui, il più giovane tennista nel ranking ATP, ha sfidato Ryan Haviland, che con i suoi 45 anni era il più vecchio nella graduatoria mondiale. Tra i due c’erano trent’anni di differenza.

Precedenti e prospettive

Non è la prima volta che il tennis internazionale accoglie un tennista ambidestro. Rimanendo dentro i nostri confini, l’italiano Giorgio De Stefani, che giocava due dritti, nel 1932 si qualificò per la finale del Roland Garros. Una sessantina di anni dopo, nel 1993, lo statunitense Luke Jensen vinse il Roland Garros in doppio in coppia con Murphy Jensen. Luke, tennista con due dritti e capace di sferrare servizi a oltre 200 km/h sia con la mano destra che con la sinistra, nel 1991 trionfò anche a Montecarlo nella specialità a coppie, dove arrivò sino alla sesta posizione mondiale. Inoltre, ebbe soddisfazioni anche nel misto, issandosi sino all’ultimo atto sia all’Australian Open che al Roland Garros nel 1996 (perse entrambe le finali). In singolare, però, non superò mai il 168esimo posto.

Tornando ai nostri tempi, “molti sostengono che il suo grosso limite sarà passare da una mano all’altra”, ha dichiarato il padre di Teodor Davidov riferendosi a suo figlio. “Ritengono che non sarà abbastanza veloce. Rispetto la loro opinione, ma è una visione lontana dalla realtà. La gente parla, ma non sa come funziona nello specifico. Teo ha una tecnica che gli permette di non cambiare impugnatura. La sua presa è già pronta per tirare il dritto da entrambi i lati. Dunque, trova l’impugnatura più rapidamente rispetto a chi tira dritto e rovescio. Non sarà un problema. E se anche lo fosse, potrà sempre affidarsi al rovescio”.

Difatti, Teodor sa anche impattare di rovescio, anche se negli ultimi anni ha chiaramente perfezionato la via dell’ambidestrismo. Per ora, fatta eccezione qualche punto ATP e le prime esperienze nei tornei junior, Davidov è ancora un tennista piuttosto acerbo. Nel circuito junior è ben lontano da essere al top, come invece lo sono i suoi connazionali e coetanei Michael Antonius e Jordan Lee, rispettivamente numero 3 e 7 della classifica. Allo stesso tempo, è però ancora troppo presto per trarre delle conclusioni. Senz’altro, nei prossimi anni Davidov sarà un giocatore da tenere d’occhio. “Gli sto semplicemente dando delle opzioni: poi un giorno sarà lui a decidere come giocare”. Papà Kalin gli ha mostrato le possibili vie. Ora tocca a Teodor decidere quale strada imboccare.

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