Aryna Sabalenka è ancora tra le migliori otto dello US Open. La numero 1 del mondo ha superato Taylor Townsend 6-4 6-3 in 75 minuti, conquistando il sesto quarto di finale consecutivo a Flushing Meadows e la diciassettesima vittoria consecutiva nel torneo, dove non ha ancora perso un set. Il punteggio racconta però solo in parte un incontro nel quale l’americana, con variazioni, risposte anticipate e continue discese a rete, l’ha costretta a trovare soluzioni diverse.
Sabalenka e il peso del numero 1: “Devi riuscire a non pensarci”
Essere al vertice significa anche convivere per un’intera stagione con aspettative che cambiano la prospettiva di ogni partita. Sabalenka non nasconde quanto sia impegnativo sostenere quella pressione, soprattutto dal punto di vista mentale.
D. Cosa non si comprende dall’esterno della pressione che deve sopportare per tutto l’anno una giocatrice di vertice?
ARYNA SABALENKA: “Probabilmente non si comprende quanto sia difficile, mentalmente e fisicamente, mantenere questo livello e allo stesso tempo riuscire a rimanere mentalmente distaccati da tutto questo. Perché nel momento in cui inizi a pensarci, rischi di perderti. La cosa difficile è non concentrarsi su quello e continuare invece a focalizzarsi sul migliorare sé stessi”.
Una riflessione particolarmente attuale a New York, perché la leadership WTA è realmente in bilico. Lo scenario, dopo l’accesso ai quarti, rimane semplice nella sostanza: Sabalenka deve vincere lo US Open e sperare contemporaneamente che Elena Rybakina non raggiunga le semifinali per conservare il numero 1. Anche Jessica Pegula e Coco Gauff possono ancora salire per la prima volta in vetta vincendo il titolo, sempre a condizione che Rybakina venga eliminata prima della semifinale. Se riuscisse a mantenere la leadership, Sabalenka arriverebbe inoltre a 100 settimane consecutive al numero 1.
Eppure la bielorussa assicura di non voler fare calcoli.
D. Quanto stai pensando ai diversi scenari legati alla posizione di numero 1?
ARYNA SABALENKA: “Mi tengo completamente distante da tutto questo, perché si tratta soltanto di ipotesi: se, se, se, se. Io cerco di concentrarmi su me stessa e di portare in campo il mio miglior tennis ogni volta che gioco. C’è sempre qualche scenario, qualche statistica che compare sui social media, quindi cerco proprio di restarne fuori”.
Il principio è elementare: “Cerco di controllare quello che posso controllare. Quando qualcosa è fuori dal mio controllo, è fuori dal mio controllo. Perché dovrei pensarci?”.
Non solo potenza: Sabalenka continua ad aggiungere soluzioni
Contro Townsend questa capacità di concentrarsi su ciò che accade dentro il campo è stata necessaria sin dai primi game. L’americana leggeva bene il servizio, riusciva a bloccare con efficacia le risposte e la partita è cominciata con una lunga sequenza di break.
D. Townsend ti ha messo molta pressione in risposta all’inizio. Che cosa hai cambiato?
ARYNA SABALENKA: “Rispondeva davvero bene, capiva dove avrei servito e bloccava molto bene. Ho dovuto modificare il servizio, cambiare velocità e rotazione, introdurre più variazioni nei miei turni di battuta per continuare a farla indovinare. È stato un inizio complicato”.
Sabalenka è emblema del cosiddetto “boom boom tennis”: servizio, anticipo, accelerazione e una ricerca molto rapida della soluzione definitiva. Caratteristiche che rimangono il cuore del suo gioco, ma non ne rappresentano più l’intero repertorio.
Negli ultimi anni difatti sono cresciute la capacità difensiva, le variazioni al servizio, i cambi di ritmo, l’utilizzo della palla corta e la disponibilità ad avanzare verso la rete. Soprattutto, è cambiata la predisposizione a trovare una strada alternativa quando la prima soluzione non funziona.
Dopo aver completato il Sunshine Double in primavera, la numero 1 non ha più raggiunto una finale prima dello US Open e durante l’estate ha lasciato per strada anche partite nelle quali era stata avanti nel punteggio: a Cincinnati, per esempio, Sara Bejlek l’ha battuta 7-6(7) 6-4 dopo che Sabalenka aveva condotto 5-1 nel tie-break del primo set e 4-1 nel secondo. La tentazione, in un periodo del genere, potrebbe essere quella di rifugiarsi nelle proprie certezze e aumentare ulteriormente velocità e aggressività. Che invece Sabalenka continui a parlare di variazioni e adattamenti anche durante una partita complicata è forse uno degli aspetti più rassicuranti!
“Servono le persone giuste intorno”
Certamente non si tratta di un processo individuale. Sabalenka attribuisce una parte importante del lavoro alla fiducia costruita con il proprio team e alla disponibilità ad accettare indicazioni nuove.
D. Come trovi l’equilibrio tra sperimentare qualcosa di nuovo e non allontanarti da ciò che in passato ha funzionato?
ARYNA SABALENKA: “Penso sia davvero importante avere intorno le persone giuste, persone di cui ti fidi. Quando ti fidi di ciò che ti propongono, non hai paura di provarlo in campo. Credo di essere abbastanza brava nell’introdurre qualcosa di nuovo nel mio gioco. Quando sento che in quella giornata non funziona, semplicemente lo metto da parte e mi concentro sulle cose che stanno funzionando in quel momento”.
Lo stesso atteggiamento emerge quando le viene chiesto di quei momenti in cui un giocatore sente che tutto sta funzionando e sembra entrare nella cosiddetta “zona”. Sabalenka dice di apprezzarli, ma anche di diffidarne: concentrarsi sulla sensazione che nulla possa andare storto può far perdere attenzione sul punto successivo. “Mentre pensi che tutto stia andando bene – spiega – rischi di perdere di vista il piano di gioco, di perdere di vista la partita stessa”.
Adesso Noskova: “Gioca velocissima, bisogna restare basse sulle gambe”
Il prossimo test sarà di tutt’altro genere rispetto a Townsend. Ai quarti Sabalenka affronterà Linda Noskova, numero 6 del seeding e campionessa in carica di Wimbledon, che ha superato Marta Kostyuk 7-5 5-7 6-4 dopo una battaglia estremamente tesa. Per la ceca sarà il primo quarto di finale allo US Open. Sabalenka conduce 2-0 nei precedenti, l’ultimo dei quali disputato nella semifinale di Indian Wells di questa stagione.
Quando in conferenza ancora non conosceva il nome della propria avversaria, la numero 1 aveva già delineato con precisione le caratteristiche della ceca.
D. Come descriveresti Linda Noskova?
ARYNA SABALENKA: “È un’altra grande giocatrice. Ha appena vinto Wimbledon. Ha uno stile di gioco molto aggressivo, serve davvero bene e gioca a una velocità altissima. Devi restare molto bassa sulle gambe per riuscire a gestire quella potenza e quell’energia. Ho già giocato un paio di partite contro di lei e non sono state certo le più semplici”.
