Ben Shelton trionfa sull’Arthur Ashe Stadium dello US Open superando Stefanos Tsitsipas con un netto 6-2 6-3 6-4. Con questo successo, lo statunitense pareggia i conti vendicando la sconfitta subita al primo turno di Cincinnati nel 2023, che rappresentava fino a oggi l’unico precedente tra i due.
Si tratta di un’affermazione fondamentale al termine di un torneo finora complicato per Shelton, forte però di una stagione eccellente condita da ben quattro titoli. Partendo come testa di serie numero 8, aveva infatti già dovuto affrontare un tabellone insidioso incrociando racchette del calibro di Tallon Griekspoor, Hubert Hurkacz e Denis Shapovalov.
Dall’altra parte della rete si ferma invece la corsa del greco. Tsitsipas saluta così la sua decima partecipazione allo Slam newyorkese, un palcoscenico dove ha da sempre faticato, ma che in questa edizione lo aveva visto raggiungere per la prima volta la seconda settimana. Ad arricchire la narrativa c’è anche una singolare nota statistica: dalla nascita del primo Slam – nel 1877 –, c’è sempre stato almeno un semifinalista con il rovescio a una mano; quest’anno non è ancora successo e, sfumata l’opportunità per il greco, si interrompe la sequenza storica. Ben Shelton affronterà ai quarti di finale dello US Open il numero uno del torneo, Carlos Alcaraz.
[8] B. Shelton b. S. Tsitsipas 6-2 6-3
Primo set: assolo di Shelton
Ben Shelton inaugura il match al servizio conquistando il primo punto con un attacco sul rovescio di Stefanos Tsitsipas. Rapidamente, poi, chiude il game d’apertura cedendo un solo punto. Lo statunitense impone da subito il proprio ritmo trovando un break immediato. Avanti 2-1 e al servizio, l’americano si dimostra in totale controllo e incisivo con le prime palle, che arrivano a sfiorare anche 150 miglia orarie. Il divario si allarga quando Shelton strappa nuovamente la battuta al greco per volare sul 4-1 e, dopo aver concesso un rapido game all’avversario, blinda agevolmente il 5-2. Di fronte a uno Tsitsipas che fatica a trovare soluzioni offensive, lo statunitense chiude la frazione 6-2 sul servizio dell’avversario.
Secondo set: l’americano firma il raddoppio
Il secondo parziale si apre con lo statunitense al servizio, che tiene la battuta inaugurando una fase di sostanziale equilibrio. Entrambi i tennisti rispettano i propri turni fino al 3-2. L’inerzia del set si spezza proprio nel sesto gioco, quando un attacco in rete del greco regala all’americano il primo break della frazione. Shelton consolida il vantaggio scappando sul 5-2, supportato da ace e colpi vincenti. In evidente debito di energie, Tsitsipas è costretto a chiamare un medical time out per assumere un classico antiacido contro un problema di reflusso. L’interruzione sortisce un effetto immediato ma effimero: il greco rientra in campo e conquista a zero il proprio game di battuta. Accorciate le distanze, nel momento di servire per il set, Shelton si dimostra glaciale. Non concede alcuna palla break all’avversario e chiude sul 6-3.
Terzo set: Tsistipas ci prova ma Shelton chiude i conti
Sotto di due set, l’impresa per Tsitsipas appare proibitiva: in carriera il greco è riuscito a ribaltare uno svantaggio simile solo in tre occasioni (al primo turno del Roland Garros nel 2020 e nel 2022, e ai quarti dell’Australian Open 2021). L’atto conclusivo si apre proprio con Tsitsipas al servizio, ma, complici evidenti problemi tecnici e troppi gratuiti concessi, perde subito la battuta. L’americano sale rapidamente sul 3-1, il greco però non cede e accorcia sul 3-2. Nel sesto gioco Tsitsipas resta ancora a mani vuote, riuscendo comunque a difendere il successivo turno di battuta. La partita prosegue in una fase di apparente equilibrio, sebbene sia ormai evidente chi detenga il reale controllo del campo. Sul 5-3, il greco resiste, ma l’epilogo viene solo rimandato. Chiamato a servire per la partita, allo statunitense basta il primo match point per chiudere i conti e sigillare la vittoria con il definitivo 6-2 6-3 6-4. Ben Shelton stacca così il pass per i quarti di finale allo US Open, dove lo attenderà Carlos Alcaraz.
