Lottare contro sé stessi prima ancora che contro l’avversario. È questa la sintesi del duro match di quattro set, terminato 6-3 4-6 7-5 7-5, che ha visto Alexander Blockx superare Francisco Cerundolo agli US Open. Dopo oltre tre ore di pura battaglia sportiva e, soprattutto, fisica, Blockx diventa il primo belga nella storia a raggiungere i quarti di finale del Major newyorkese. Una vittoria che ha rischiato seriamente di non concretizzarsi a causa di un problema alla costola che ha tormentato il belga per gran parte dell’incontro.
Alex Blockx leads 3-2 vs. Fran Cerundolo with a break but asks for a MTO. pic.twitter.com/nAmiLr3uOV
— José Morgado (@josemorgado) September 7, 2026
Il match e il dolore alla costola
“Non è stato per niente facile oggi. Fisicamente è stata una vera battaglia in campo“, ha confessato Blockx in conferenza stampa, visibilmente sollevato ma provato dallo sforzo. Il vero ostacolo di giornata, infatti, non è stato solo il dritto dell’argentino, ma un fastidio persistente al costato che ha condizionato pesantemente il suo rendimento, in particolare nei turni di battuta. “Ho avuto un sacco di problemi con una costola, specialmente al servizio. Ha continuato a peggiorare per tutta la partita“. La situazione ha assunto contorni critici nei primi tre parziali, portando il giocatore a riflettere concretamente sull’eventualità di alzare bandiera bianca. “Ad essere onesto, durante quei primi tre set ero davvero preoccupato, perché sentivo un dolore davvero acuto“, ha spiegato senza filtri. “Sono andato davvero vicino al ritiro… Stavo solo stringendo i denti, ma penso che se avessi perso il terzo set, le probabilità che mi ritirassi sarebbero state molto alte“. Ad aggravare la preoccupazione, la scarsa efficacia dei rimedi iniziali presi prima di scendere in campo: “Anche prima della partita ero già sotto farmaci, e durante il match ho preso altre medicine. Se provi così tanto dolore mentre prendi un sacco di farmaci, non è un buon segno“. Solo il provvidenziale intervento del medico durante il match, verso la fine del terzo parziale, gli ha permesso di tornare a servire normalmente e completare l’opera nel quarto set. “Sono felice di aver continuato a giocare, perché alla fine è migliorato. Sarebbe stato un peccato se mi fossi ritirato per poi scoprire che la situazione sarebbe migliorata dopo. Sono stato solo fortunato” ribadisce il belga.
Il prossimo turno e la stagione di Blockx
Da capire dunque quali saranno le condizioni del belga in vista del prossimo match: nei quarti di finale ad Alexander Blockx ci sarà Karen Khachanov. Verso il russo, il belga nutre profondo rispetto: “È un ragazzone, serve bene e ha colpi da fondo campo molto pesanti; è davvero sottovalutato, secondo me. Penso sia ancora uno dei migliori giocatori al mondo se è in giornata. Sarà una partita difficile“.
Un percorso importante, quello di Blockx, che per il pubblico fiammingo riporta inevitabilmente alla mente i fasti del connazionale David Goffin, figura di grande impatto ma non l’unico faro tennistico per il giovane Alexander. “Goffin non direi che fosse il mio idolo… ma è stato sicuramente qualcuno a cui ho guardato con ammirazione come connazionale belga. Il mio idolo, mentre crescevo, è sempre stato Roger (Federer, n.d.r)”. Un percorso, quello di Blockx, che prometteva grandi risultati fin dai tornei juniores, dove ha vinto il titolo all’Australian Open. “Credo che sia stata la prima volta in cui ho pensato di avere una vera possibilità nel circuito. Anche se si trattava ancora degli juniores, sentivo di poter avere un buon inizio” confessa. Poi, riflettendo sulla stagione in corso: “Ho avuto un buon inizio in Australia, entrando nella top 100, e un’incredibile svolta sulla terra battuta. Voglio dire, se dovessi scegliere un torneo dove ho giocato meglio, allora sicuramente direi Madrid“.
