L’Italia saluta lo US Open, Darderi si arrende a Zverev: “Troppo teso nei primi due set”

Zverev domina i primi due set e vola ai quarti: 6-2 6-2 7-6(3). Darderi si scioglie soltanto nel terzo, quando riesce finalmente a giocare alla pari e a trascinare il tedesco al tie-break. Il tedesco ai quarti se la vedrà con Botic van de Zandschulp.

Di Carlo Galati
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Luciano Darderi - Montreal 2026 (Foto X @ATPTour_ES)

Finisce agli ottavi di finale la corsa di Luciano Darderi allo US Open. Sull’Arthur Ashe l’azzurro riesce a mostrare soltanto nel terzo set il tennis che gli aveva permesso di arrivare fino alla seconda settimana di Flushing Meadows. Troppo tardi contro un Alexander Zverev praticamente inattaccabile al servizio, capace di prendere subito il controllo dei primi due parziali e poi di resistere al tentativo di reazione dell’italiano.Il numero 2 del mondo passa 6-2 6-2 7-6(3) e raggiunge i quarti di finale. Per Darderi resta il rammarico di non essere riuscito a entrare davvero nella partita prima del terzo set.
“Nei primi due set ero parecchio teso, sinceramente. Lui ha giocato una grande partita e ha sempre servito bene. Nel terzo set ho mostrato un po’ meglio il mio livello, però oggi il servizio non ha funzionato molto bene. Era la prima volta che giocavo di sera sull’Ashe”.

Darderi parte contratto, Zverev ne approfitta

L’avvio racconta subito la difficoltà dell’azzurro. Zverev trova due break e vola sul 3-0, mentre Darderi fatica a trovare profondità e continuità, soprattutto con il diritto.
Quando riesce ad allungare lo scambio Luciano trova qualche buona soluzione, ma il problema è arrivarci. Il tedesco serve con grande autorità, accorcia quasi ogni proprio turno di battuta e impedisce all’azzurro di mettere pressione in risposta. Il primo set scivola così via 6-2.
“Era un palcoscenico diverso, con tanta gente e tanto movimento», spiegherà Darderi. «Non ho molte partite disputate in campi così, con tanto rumore e tante situazioni diverse. Sono stato molto teso”.
Il copione cambia poco nel secondo parziale. Zverev costruisce rapidamente un altro doppio break, mentre Darderi prova ad alzare l’intensità senza però riuscire a cambiare realmente l’inerzia della partita.

Il tutto si traduce in un 6-2, e la sensazione è che la sfida sia ormai indirizzata. In tanti decidono di abbandonare le tribune dell’Ashe.
“Lui è già abituato a questi palcoscenici. Ha fatto la sua partita e mi ha strappato subito il servizio nei primi due set. Qui il suo servizio è più difficile da rispondere rispetto alla terra battuta. Appena subisci un break, diventa complicato”.

Nel terzo finalmente c’è Darderi

La nota migliore della serata arriva però nel terzo set. Invece di uscire lentamente dal match, Darderi finalmente si libera delle angosce e delle pressioni.
Il diritto comincia a viaggiare con un’altra velocità, Luciano trova meglio gli angoli e soprattutto riesce a difendere i propri turni di servizio senza partire sempre in salita. Per la prima volta Zverev deve davvero giocare.
Sul 2-2, 0-30 l’azzurro intravede anche una piccola apertura sul servizio del tedesco, ma Zverev si aggrappa ancora una volta alla battuta.
Darderi però non arretra. Sul 5-5 finisce sotto pressione, deve cancellare quattro palle break nell’undicesimo game, ma tiene e trascina il set al tie-break.

È il momento migliore della sua partita. Luciano spinge, prova a prendere l’iniziativa e costringe Zverev a un livello decisamente più alto.
Al tie-break, però, il servizio del tedesco torna a fare la differenza; a fine partita il tabellino segna il 72% di prime palle in campo. Zverev scappa sul 5-2 e chiude 7-3, mettendo fine al match in tre set.

“Queste sono le partite che ti fanno crescere”

La sconfitta non cancella comunque il significato della trasferta americana di Darderi, capace di arrivare fino agli ottavi sul cemento di New York e di mostrare, soprattutto nel terzo set contro Zverev, di poter competere anche su questa superficie.
“Penso sia stata una buona trasferta: ho fatto tanti punti, giocato tante partite e perso contro giocatori forti. Sono contento del mio livello, però ci sono ancora tante cose da migliorare”.
Prima però qualche giorno di pausa prima di tornare al lavoro. “Mi prenderò qualche giorno di riposo. Sono contento, perché queste sono le partite che ti fanno crescere. La trasferta americana è piuttosto lunga e penso che questa pausa mi farà bene anche mentalmente”. Poi, inevitabilmente il discorso torna sulla Coppa Davis: “Ci sono tanti giocatori e da qui alla fine dell’anno manca ancora molto. La decisione spetta al capitano e alla squadra. Se mi chiamano, sono pronto a giocare”.
New York per Darderi, ultimo rappresentate dei singolaristi del Bel Paese, si chiude qui. Con due set nei quali la tensione gli ha impedito di mostrare davvero ciò che sa fare e un terzo che, invece, può essere il punto dal quale ripartire per match del genere, su campi del genere. 

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