Poco ha potuto Naomi Osaka. Agli ottavi dello US Open, la campionessa delle edizioni 2018 e 2020, oltre che semifinalista uscente, ha ceduto alla numero 2 del mondo Elena Rybakina. Un 6-1 6-4 piuttosto comodo per la kazaka, autrice di un’eccellente prestazione in battuta – 87% di conversione con la prima e nessun break subito. A seguito della partita, nella quale la nipponica è stata condizionata da un problema alla gamba, Osaka è intervenuta in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti. Qui sotto, un estratto delle sue dichiarazioni.
D: Hai notato o meno qualche cedimento nei suoi movimenti? Poi, per quanto riguarda la potenza, c’è qualcuno che colpisce la palla più forte di lei?
Naomi Osaka: “Non posso dirti nulla su quello che stava passando, perché anch’io mi sentivo come se stessi affrontando delle difficoltà, Poi, per quanto riguarda i colpi, in un certo senso è strano. Da una parte mi sembra che si possano classificare le giocatrici in base alla potenza. Ma dall’altra, lei ad esempio ha una palla molto veloce, mentre quella di Sabalenka è piuttosto pesante. Quindi è come se fossero entrambe potenti, ma in modi diversi”.
D: Per quanto riguarda la tua situazione, avevi qualche problema fisico?
Naomi Osaka: “Sì, nell’ultima partita che ho giocato sentivo molto fastidio alla gamba. Poi stamattina la situazione è peggiorata notevolmente. Mi sembra comunque di aver giocato al meglio delle mie possibilità, vista la situazione. Il pubblico era davvero entusiasta, quindi è stato divertente. È stato un peccato, ovviamente. Ma la vita va avanti. Al servizio non riuscivo proprio a spingere come volevo, e quando atterravo mi faceva un po’ male. Stavo cercando di capire come ridurre al minimo il dolore. Ho pensato che, magari, se avessi servito un po’ più lentamente, l’impatto con l’atterraggio sarebbe stato più morbido”.
D: In questo torneo ci sarebbero state altre sorprese che avresti voluto mostrare se avessi disputato un altro match o due?
Naomi Osaka: “Penso che ci sia sempre qualcosa. Mi sembra un modo per divertirmi e, in un certo senso, anche per entusiasmarmi. Onestamente, adesso non sono delusa. È una sensazione molto strana. Nemmeno l’anno scorso lo ero, perché Amanda aveva giocato davvero alla grande. Forse sto solo invecchiando; in ogni caso, non mi sento triste”.
D: La stagione non è ancora finita, ma gli Slam sì invece per quest’anno. Cosa ne pensi dei tuoi risultati? Avresti firmato per una stagione Slam come questa all’inizio del 2026?
Naomi Osaka: “Sì. Certo, ovviamente ho iniziato l’anno da infortunata. Di sicuro ho imparato molto su me stessa e sul mio tennis. Sono arrivata più lontana che mai sia al Roland Garros (ottavi, ndr) che a Wimbledon (quarti, ndr). Spero di poter continuare a migliorare partendo da questi risultati e di giocare altre partite contro queste tenniste di altissimo livello, perché sento di averne bisogno per fare esperienza”.
D: Se vincessi un altro Slam, stabiliresti il record per l’intervallo più lungo mai registrato tra due titoli Major. Questi anni ti sono sembrati molto lunghi? E cosa ne pensi di questa possibilità?
Naomi Osaka: “Mi è sembrato un periodo lungo e breve allo stesso tempo, perché durante la mia pausa ho avuto una figlia. Sono successe tante cose in quel periodo. Penso anche che, se rifletto sulla mia carriera e sulle cose che sono riuscita a fare, non c’è nulla di cui mi penta, né nulla che mi rattristi. Inoltre, e ci ho pensato, se dovessi vincere un altro Slam la mia vita non cambierebbe. È un po’ pazzesco che io lo dica, perché ricordo che quando ho vinto il mio primo Slam è stato come un enorme vortice”.
D: Ti sorprende il fatto di non essere così triste come forse lo saresti stata negli anni passati? Sei contenta di vivere le sconfitte in modo diverso?
Naomi Osaka: “Sono contenta di vivere le sconfitte in modo diverso. Sto cercando di imparare molto di più da esse. Onestamente, se oggi dovessi dire di essere triste, lo sarei solo perché non sono riuscita a spingere come volevo con il piede. Mi dispiace non essere riuscita a fare quello che mi ero prefissata. Ma sì, se penso alla mia vita mia figlia sta bene, tutti nella mia famiglia stanno benissimo. Ho avuto l’opportunità di giocare questo Slam. Sono arrivata il più lontano possibile. Da qua in poi posso solo migliorare, immagino”.
D: (in giapponese)
Naomi Osaka: “Mi sembra davvero di essere molto più costante adesso rispetto a quando ero più giovane. Una volta, magari, arrivavo in fondo a un torneo e poi perdevo al secondo turno in quello successivo. Ultimamente, sono contenta di arrivare con maggiore regolarità alla seconda settimana o ai quarti in quasi ogni torneo a cui partecipo. Credo che, con il mio tennis attuale, mi senta più sicura quando scendo in campo contro giocatrici che sulla carta dovrei battere. Poi, però, si arriva al punto in cui devo affrontare tenniste come Rybakina e altre top di quel calibro. Sento semplicemente di aver bisogno di più partite di quel tipo”.
