US Open, Zheng che rimonte: Keys e Swiatek ribaltate da 0-5! “Avevo perso il conto dei punti”

"Non sei più la top 10 di prima. Inizi dal basso, quindi resta lì e continua a lottare" si ripete Qinwen Zheng allo US Open dopo l'infortunio che le ha cambiato la vita

Di Sabrina Giorgi
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Qinwen Zheng - US Open 2026 (x @usopen)

Annullare un divario importante richiede lucidità mentale e la freddezza di lasciarsi alle spalle i game persi e ripartire. Zheng Qinwen ha incarnato questa essenza agli ottavi degli US Open, ribaltando un iniziale 0-5 contro Iga Swiatek in una clamorosa vittoria per 7-5 6-3. Già nel turno precedente aveva compiuto un’impresa simile, rimontando sotto da 5-0 nel terzo set per battere Madison Keys. In conferenza stampa ha parlato di come sia riuscita a fare tutto ciò.

La rimonta di Zheng sotto 5 game

“Con Swiatek ho iniziato la partita molto a rilento, ecco perché è riuscita a portarsi avanti cinque game“, ha spiegato la cinese, che poi ha aggiunto: “In un certo momento ho anche perso il conto del punteggio, perché ero così concentrata a giocare ogni singolo punto. Penso che questa sia stata la chiave per la mia rimonta“. La sua trance agonistica era tale che, arrivata sul 4-5, si era diretta verso l’asciugamano convinta di essere ancora sotto 3-5, ripetendo a sé stessa: “Ok, questa palla devo giocarla qui, quella palla lì, punto successivo… Ma quando ho visto il tabellone ero tipo, oh, 4-5, devo andare al mio posto a sedermi“.

La cinese campionessa Olimpica in carica, reduce da un periodo molto complicato, arriva ai quarti dopo essere partita dalle qualificazioni, a causa di un periodo complicato che le ha imposto una nuova e rigorosa prospettiva. “La realtà è che sei solo la numero 125. Non sei la top 10 di prima. Non devi trattarti in modo così altezzoso. Inizi dal basso, quindi resta lì e continua a lottare“, si ripete oggi per mantenere l’umiltà necessaria a non deragliare. Oltre allo sforzo mentale, Zheng sta lavorando attivamente anche sulla meccanica del suo gioco, perfezionando il movimento del servizio sia per prevenire nuove ricadute al gomito, sia per rendere il colpo ancora più letale.

Il ritiro a Bradenton

Questa rinascita sul campo è lo specchio di una rimonta professionale e personale ben più ampia. Scivolata fuori dalla top 10 fino alla 125esima posizione mondiale a causa di un infortunio al gomito, Zheng ha dovuto ingoiare bocconi amari: dal pesante ko al primo turno contro Maja Chwalinska al Roland Garros – “una delle sconfitte più difficili da accettare” – fino alla mancata qualificazione a Toronto. “Dopo aver perso malamente e in modo disastroso, io e il mio allenatore abbiamo fatto una lunga chiacchierata. Mi ha detto: “Non puoi continuare a giocare in questo modo. Devi ritrovare il tuo tennis”. Abbiamo deciso di andare a Bradenton, all’IMG Academy, dove non c’è nulla intorno. Solo tennis, palestra e un posto per riposare” racconta Zheng. A seguito di allenamenti estenuanti, dalle otto del mattino fino a sera inoltrata, ha confidato all’allenatore: “Ho tutti i pezzi nel mio tennis, è solo che non li ho ancora messi insieme“.

Zheng: “So di cosa sono capace”

Guardando alle future battaglie la cinese non si lascia intimidire. Sa che la chiave di tutto risiede in quella forza invisibile che l’ha tenuta a galla nei mesi di dolore e sconfitte. “La mia fiducia è sempre dentro di me, perché so sempre di cosa sono capace“, ha concluso, dimostrando che i punteggi e le classifiche possono crollare, ma la reale consapevolezza di sé è il motore inesauribile di ogni vera rimonta.

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