US Open, Bolelli e Vavassori rimonta da impazzire: “Scrivete che il doppio è divertente” [ESCLUSIVA]

Gli azzurri rimontano Krajicek e Mektic e vincono 4-6 7-6(5) 7-6(8) dopo tre ore e sei minuti. Per la prima volta sono ai quarti a New York: “Queste partite danno tanta fiducia. Adesso si punta in grande”

Di Carlo Galati
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Simone Bolelli e Andrea Vavassori -US OPEN 2026 - foto Ray Giubilo Simone Bolelli (ITA) / Andrea Vavassori (ITA) Photo © Ray Giubilo

dal nostro inviato a New York

L’hanno persa almeno tre volte, senza perderla mai. Prima sotto di un set e di un break, poi sul 2-5 nel tie-break del secondo parziale, infine sul 3-6 nel tie-break decisivo. Ma Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono rimasti aggrappati a una partita bellissima, intensa e a tratti spettacolare, completando una rimonta che sembrava impossibile.

Dopo tre ore e sei minuti gli azzurri, teste di serie numero 4, hanno piegato Austin Krajicek e Nikola Mektic 4-6 7-6(5) 7-6(8), prendendosi anche la rivincita sugli avversari che li avevano eliminati negli ottavi di Wimbledon. Per Bolelli e Vavassori è il primo quarto di finale insieme allo US Open, nuovo miglior risultato della coppia a Flushing Meadows.

Subito dopo la partita, nell’intervista esclusiva concessa a Ubitennis al direttore Ubaldo Scanagatta e al sottoscritto, i due azzurri hanno raccontato le mille svolte di un incontro che li ha visti più volte a un passo dall’eliminazione.

Due partenze in salita, poi cambia tutto

La partita comincia nel peggiore dei modi. Vavassori perde il servizio nel game inaugurale e quel break finisce per decidere il primo set. Krajicek e Mektic giocano un tennis pulito, sbagliano appena tre volte e, senza cercare soluzioni particolarmente complicate, occupano bene la rete e mettono pressione costante agli italiani.

“Loro hanno giocato sia qui sia a Wimbledon due partite pazzesche”, riconosce Vavassori. “Hanno risposto tantissimo e ci hanno messo sotto pressione fin dall’inizio. Siamo partiti sotto di un break sia nel primo sia nel secondo set, ma siamo stati bravi a restare lucidi e a far girare la partita”.

Anche il secondo parziale, infatti, si apre con Vavassori al servizio e subito in difficoltà. Sotto 0-30, Andrea commette doppio fallo e, sulla seconda palla break, Krajicek trova una risposta vincente che sembra complicare definitivamente la serata azzurra. L’americano è il migliore dei quattro in questa fase: legge bene il servizio, anticipa e concede pochissimo spazio a Bolelli e Vavassori.

Gli italiani, però, non si disuniscono. Recuperano il break e trascinano il set al tie-break, dove Krajicek e Mektic volano sul 5-2. Anche stavolta la partita sembra scivolare via. Un punto straordinario di Bolelli vale il 5-5, poi il doppio fallo di Mektic consegna agli azzurri il set point al servizio. Vavassori non trema: smash vincente e 7-5. “Quest’anno stiamo giocando benissimo i tie-break, ne abbiamo vinti tanti”, spiega Andrea. “Quando arriviamo in quella zona della partita siamo molto fiduciosi e riusciamo a giocare bene nei momenti di pressione”.

Occasioni da una parte e dall’altra

Nel terzo set Vavassori sale di livello sia al servizio sia da fondo. Gli azzurri costruiscono una prima palla break nel terzo game, ma Mektic si salva con una splendida volée bassa in uscita dal servizio. Poco dopo arriva forse il punto più bello dell’incontro: uno scambio giocato in apnea, con Krajicek e Mektic piazzati a rete e Bolelli e Vavassori costretti a difendersi, prima del diritto diagonale vincente del torinese.

È un punto spettacolare, ma soprattutto pesante, perché permette agli italiani di cancellare una palla break nel sesto game. Nel gioco successivo Mektic commette doppio fallo e concede un’altra occasione, salvata però con una seconda di servizio che pizzica la riga. Krajicek e Mektic si tirano fuori dai guai anche sul 4-4 15-40.

Poi tocca a Bolelli. Sul 4-5, con gli azzurri sotto 0-30 e a due punti dalla sconfitta, Simone inventa tre giocate una più bella dell’altra nei pressi della rete. In mezzo arriva anche l’ace alla T di Vavassori. Poco più tardi, sul 6-5 0-30, sono invece gli italiani ad avvicinarsi alla vittoria, ma gli avversari resistono e portano la sfida al tie-break a dieci punti.

“La chiave è stata restare insieme, crederci e non mollare”, racconta Vavassori. “Nel terzo set abbiamo avuto tante occasioni noi e tante loro. In questi giorni abbiamo visto Arévalo e Pavić vincere partite assurde e un po’ ci ho pensato: perché non possiamo riuscirci anche noi, almeno una volta?”.

Da 3-6 all’ace della vittoria

Il tie-break decisivo parte con Vavassori a rete per l’1-0, ma gli azzurri perdono entrambi i successivi punti al servizio. Mektic è rapidissimo nel duello ravvicinato con Bolelli e Krajicek continua a rispondere con grande profondità. Gli avversari salgono fino al 6-3, ma il tie-break arriva a dieci e questa volta è una fortuna per gli italiani.

“Meno male che si arrivava a dieci e non a sette”, sorride Andrea.

Bolelli e Vavassori cancellano ancora una volta lo svantaggio, rientrano sul 6-6 e completano il sorpasso quando una risposta di Krajicek danza sul nastro senza ricadere nella metà campo italiana. Sul 9-7 l’americano salva il primo match point con un capolavoro di tocco. Sul secondo, però, Vavassori trova l’ace che chiude la partita e completa la decima rimonta stagionale della coppia.

“Sono queste le partite che ti danno tanta fiducia”, sottolinea il torinese. Una fiducia alimentata anche da quell’energia spesso incontenibile che, durante la partita, lo aveva portato a schiaffeggiarsi il volto per scuotersi: “Ero un po’ flemmatico e dovevo reagire in qualche modo. Devo imparare a incanalare quell’energia positivamente, perché a volte diventa troppo nervosismo. Ma io sono il vulcano della coppia”.

Vavassori trova anche il modo di scherzare sugli smash in elevazione che hanno ricordato a Ubaldo Scanagatta quelli di Pete Sampras: “Quanto salto? Faccio soltanto squat tutti i giorni. Il mio preparatore mi ammazza di squat, non mi serve altro”.

“Siamo una grande squadra. Ora puntiamo in alto”

Bolelli e Vavassori sono gli ultimi italiani ancora presenti nei tabelloni senior dello US Open. Più che un peso, per loro è un motivo d’orgoglio.

“Tutti i ragazzi della squadra cercano sempre di fare il massimo e noi prendiamo tanta fiducia anche da quello che fanno gli altri”, spiega Vavassori. “Darderi ha disputato un grande torneo e sappiamo che purtroppo Jannik non è riuscito a essere qui, altrimenti probabilmente sarebbe arrivato anche lui nella seconda settimana. Siamo una grande squadra, pensiamo sempre anche alla Coppa Davis e siamo molto uniti. Abbiamo superato il nostro miglior risultato qui, che erano due ottavi di finale: adesso si punta in grande”.

Nei quarti troveranno Christian Harrison e Neal Skupski, teste di serie numero 5 e campioni in carica dell’Australian Open. Gli azzurri li hanno già battuti due volte nel 2026, a Miami e a Roma, sempre al tie-break decisivo.

“Harrison da fondo colpisce forte ed è molto solido sia di diritto sia di rovescio”, analizza Bolelli. “Skupski vede meglio il campo a rete e taglia di più. Harrison, invece, quando sarà a rete cercheremo di martellarlo parecchio”.

La sfida sarà l’ultimo incontro sull’Arthur Ashe, dopo Zverev-Van de Zandschulp, nella sessione serale di mercoledì: dunque nella notte italiana tra mercoledì e giovedì. Per Bolelli sarà la prima partita sul campo più grande del mondo. Vavassori, invece, ci ha già giocato tre volte nel doppio misto, vincendo sempre.

Prima di salutare, dopo una maratona rara per il doppio sul cemento veloce, Andrea affida a Ubitennis un ultimo messaggio: “Scrivete che il doppio è divertente da vedere e da giocare, in qualsiasi modo lo si giochi. Oggi ci sono stati mille punti divertenti”.

Difficile dargli torto.

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