Dal nostro inviato a New York
Coco Gauff era praticamente fuori dallo US Open e non una sola volta ma ben due. Mirra Andreeva aveva giocato meglio per gran parte della partita, aveva dominato il primo set, aveva avuto l’occasione di andare a servire per il match nel secondo e soprattutto si era procurata due match point nel tie-break. Non è bastato.
Perché Gauff, anche quando il tennis non funziona e il servizio la tradisce, possiede una qualità che a Flushing Meadows vale probabilmente più di tutte le altre, quella capacità di restare dentro la partita, che ieri ha dimostrato di avere anche il suo grande amico Frances. La statunitense salva tutto, trascina Andreeva al terzo e alla fine completa la rimonta 2-6 7-6(7) 6-2, tornando in semifinale a New York, dove troverà Elena Rybakina, diventata poche ore prima la numero uno del mondo in pectore.
Andreeva parte a tutta, Coco non c’è
L’inizio è quasi brutale. Andreeva strappa a zero il primo turno di battuta di Gauff, conferma il break e sfrutta subito altri due doppi falli dell’americana per portarsi sul 3-0. Poco dopo è 4-0.
Mirra gioca pulita, trova profondità senza dover forzare e soprattutto concede pochissimo. Gauff, al contrario, sembra completamente scollegata dal match: quando finalmente muove il punteggio sul 4-1 ha già commesso dieci errori gratuiti contro i due dell’avversaria.
Il parziale non cambia più direzione. Andreeva chiude 6-2, con appena cinque gratuiti contro i 14 della statunitense, e soprattutto con la sensazione di avere trovato il modo per disinnescare una giocatrice contro la quale aveva perso tutti i cinque precedenti confronti. Gauff era arrivata ai quarti dopo aver superato Iva Jovic, mentre Mirra aveva eliminato Potapova, come raccontato nel live della giornata di ottavi di Ubitennis.
Il set che cambia il finale del racconto: Mirra arriva a un punto dalla semifinale
Gauff prova innanzitutto a sopravvivere. Il servizio continua a essere un problema e anche nel game d’apertura del secondo set arrivano due doppi falli, ma Coco riesce a tenere. Poco alla volta l’americana comincia a entrare negli scambi e sul 2-2 si procura una prima occasione in risposta, ancora senza sfruttarla.
Il break arriva poco dopo per il 4-2, quando il rovescio di Andreeva comincia a perdere precisione. Sembra il momento della svolta, ma è solo l’inizio del caos: Mirra recupera immediatamente il servizio, Gauff strappa ancora la battuta per il 5-3 e Andreeva risponde nuovamente con il controbreak.
Quattro break consecutivi, nervi sempre più scoperti e una partita che smette di avere una direzione.
Sul 5-5 arriva forse la prima occasione davvero enorme per Mirra. Sul servizio di Gauff si procura una palla break che le avrebbe permesso di andare a servire per la semifinale. Ha anche una palla relativamente comoda da chiudere, ma la mette in rete. Coco sopravvive ancora e si arriva al tie-break.
Ed è qui che il quarto di finale cambia la sua proprietà. Gauff sale 4-2, Andreeva recupera e sul 6-5 conquista il primo match point. Lo scambio diventa una battaglia, lunghissimo, e alla fine è Mirra a sbagliare. Poco prima le due avevano dato vita a un rally di 39 colpi, emblema di una partita ormai giocata soprattutto sui nervi.
Andreeva ha però un’altra possibilità. 7-6, secondo match point. Questa volta costruisce persino un grande passante per procurarselo, ma Gauff annulla anche quello. Sul 7-7 la pressione passa definitivamente dall’altra parte della rete: Coco conquista il set point e chiude 9-7. Dall’essere a un punto dalla semifinale, Andreeva si ritrova improvvisamente costretta a giocare un terzo set. Il tennis e quel suo maledetto modo di girare tutto a proprio piacimento.
Le racchette di Mirra, la testa di Coco
Mirra prova a ripartire e tiene il primo turno di servizio del set decisivo, ma ormai qualcosa si è incrinato. Sul 1-1 Gauff trova il break, attaccando la rete con coraggio sul punto decisivo. Andreeva reagisce scaraventando la racchetta verso la propria panchina. È l’immagine di una frustrazione che da quel momento diventa sempre più difficile da controllare.
Coco invece cresce proprio quando conta. Tiene a zero il servizio e sul 3-1 è avanti nel punteggio per la prima volta in tutta la partita. Da una parte Gauff trova energia dall’Ashe e accetta che il suo tennis non debba necessariamente essere perfetto; dall’altra Andreeva continua a ripensare alle occasioni perdute.
Sul 4-2 arriva il colpo definitivo. Quattro errori consecutivi di dritto di Mirra consegnano a Gauff il secondo break, questa volta a zero. Coco può servire per la semifinale e non si volta più indietro: un ultimo dritto chiude il 6-2 e una partita che, per lunghi tratti, sembrava appartenere completamente alla sua avversaria. Andreeva esce così dallo US Open con un rimpianto enorme. Un set di vantaggio, una palla break che l’avrebbe mandata a servire per il match e soprattutto due match point nel tie-break: difficile avere più occasioni di così contro Coco Gauff.
L’americana invece continua a fare ciò che forse le riesce meglio: vincere anche quando non gioca il suo miglior tennis. E subito dopo la partita lo ammette: “Dopo il primo set ho dovuto resettare tutto e cercare soprattutto di non regalare punti a Mirra. Ho pensato a Frances ieri sera e ho cercato di prendere energia dal pubblico.”
Adesso per Gauff arriva una semifinale completamente diversa. Dall’altra parte della rete ci sarà Elena Rybakina, fresca di vittoria su Zheng Qinwen e soprattutto nuova numero uno del mondo. La kazaka era arrivata alla giornata con la possibilità concreta di completare il sorpasso in vetta, e che vi abbiamo raccontato passo per passo nel live del Day 11 su Ubitennis.
Vittoria meritata dunque per Coco che con l’innato feeling nei confronti del pubblico americano è riuscita a trovare energie e forza che forse ad altre latitudini non avrebbe trovato. Anche questa è una caratteristica dei veri campioni, saper prendere forza dal contesto e rialzarsi. Non farsi schiacciare. Sembra banale, ma non lo è.
