“Certo è frustrante, perché sono stata in vantaggio di un break nel set decisivo, così come ho avuto un piccolo vantaggio all’inizio del secondo tie-break, e avrei potuto prendere decisioni diverse in quel momento. D’altronde, proprio in quei frangenti Aryna ha giocato il suo miglior tennis e questo non mi ha reso le cose facili”. Non è difficile avvertire l’amarezza di essere stata vicina al traguardo delle semifinali allo US Open, Linda Noskova lo ammette e cerca una consolazione, più che fondata, sulla qualità del gioco della campionessa in carica, Aryna Sabalenka.
D: Durante Toronto o Cincinnati hai parlato delle difficoltà a ritrovare le motivazioni dopo il successo a Wimbledon. Al termine di questa battaglia contro la numero uno del mondo, sei tornata a sentire la fame di tennis?
Noskova: “Sì, sento nuova energia. Era un torneo dello Slam e questo mi ha aiutata a entrare nella maniera giusta in campo. Molto bene per la motivazione, anche se una sconfitta resta una sconfitta; devo trarre quanto c’è di positivo”.
D: Sul matchpoint Aryna ritiene di essere stata fortunata perché probabilmente non ti aspettavi il servizio a uscire con la seconda palla. Cosa ne pensi?
Noskova: “Ha tirato l’unico ace con la seconda palla di tutta la gara; non me l’aspettavo così, è stata intelligente”.
D: Considerando la stagione estiva che hai avuto, come supererai questa sconfitta? Quanto ti ci vorrà?
Noskova: “Sta diventando sempre più difficile, dal momento che le partite crescono di importanza e io mi sento sempre più vicina a dove voglio arrivare. D’altro canto, per come sono, non riesco a sentire troppo tanto le vittorie quanto le sconfitte. E’ un bene ma anche un male, e dopo questi giorni tesi è positivo buttarsi tutto alle spalle”.
D: In merito alla chiusura del tetto, ti ha condizionato? Inoltre, quando c’è un matchpoint o un setpoint, soprattutto sull’Arthur Ashe, dietro di voi si illumina la scritta: ti dà noia?
Noskova: “Ho notato che hanno chiuso il tetto, si è mosso addirittura prima della fine del punto. E’ stato strano. D’altra parte gli organizzatori non vogliono che si giochi interamente nella luce. Non so perché si siano mossi così tardi. Per l’altra cosa non ci ho fatto caso”.
D: Aryna ha un record fantastico nei tie-break, e un grande servizio. Ci puoi dire com’è affrontarla in quei frangenti?
Noskova: “Il primo è stato orribile, ho iniziato malissimo ed è estremamente difficile rimontare in quanto si gioca in pochissimi punti. Nel secondo ho avuto le mie occasioni e ho fatto doppio fallo, uno degli errori più gravi per me della partita. In ogni caso è positivo poter riconoscere che la gara si è decisa su pochi punti”.
D: Sei molto delusa, perché non ti fermi a New York per spassartela un po’? Se potessi fare qualcosa in una città come questa, ora che sei fuori, cosa faresti?
Noskova: “E’ quello che farò, sto qua per tre giorni. Penso che mi ubriacherò per dimenticare tutto. Credo, almeno. Grazie al cielo sono grande abbastanza per farlo (ride). Sono stata a Broadway, ho un sacco di amici qui che mi porteranno in giro e in un paio d’ore tutto sarà dimenticato”.
D: Sei in buona posizione per andare alle Finals, hai vinto uno Slam e quindi hai un posto preferenziale. Dopo questa partita con la numero uno del mondo senti di essere ormai tra le migliori, di appartenere al lotto delle top player? Questo è il tuo nuovo ruolo?
Noskova: “Sì, dopo match come questi, quando arrivi vicino alla seconda semifinale Slam in un anno, ti ricordi di dove sei arrivata; è stato positivo arrivare sin qui ripartendo da un successo come Wimbledon. Il mio posto è sul campo; la classifica non è così importante, anche se mi fa sentire bene”.
