Jessica Pegula ha centrato la sua terza semifinale consecutiva allo US Open rimontando la connazionale Emma Navarro, 3-6 6-4 6-3 in 2h21. Raggiunta così Aryna Sabalenka in semifinale, parla del match della numero 1 del mondo e della sfida che l’aspetta, di Linda Noskova, di come sia riuscita a girare il proprio match, di Tiafoe e Michelsen.
D. Ho notato che all’inizio della partita, nel primo set, eri piuttosto frustrata. Che cosa ti frustrava di più della partita e di come stavi giocando? E poi come sei riuscita a cambiare la situazione?
JESSICA PEGULA: Non mi sembrava di giocare così male negli scambi. Il problema era soprattutto servizio e risposta: servizio, risposta, primo colpo. Credo che, in entrambe queste situazioni, lei stesse facendo un lavoro migliore di me. E sono proprio due aspetti in cui, di solito, io sono molto brava.
Ero quindi frustrata perché non riuscivo davvero a impegnarmi fino in fondo. Ero un po’ confusa, senza una direzione precisa. Non so se dipendesse dalla tensione, dal modo in cui stava giocando lei, dalle condizioni un po’ più lente o semplicemente dal fatto che non fosse la mia giornata. Sentivo soltanto che non stavo facendo bene quelle due cose. Per me, quindi, era sicuramente quello l’aspetto che mi frustrava di più e che sentivo di dover cambiare nel secondo set, se volevo avere una possibilità di rientrare in partita e di mettermi nella posizione di poter vincere. Sono contenta di essere riuscita a rendermene conto, a cambiare e a farlo molto meglio nei due set successivi.
D. Volevo chiederti della partita contro Aryna. Quando c’è una rivalità così lunga come la vostra, cerchi in qualche modo di separare la partita successiva da tutto il resto e considerarla per quello che è, guardando a come state giocando in questo momento? Oppure usi gli ultimi due anni, soprattutto qui, come motivazione e pensi: “In realtà, vorrei riguardare quelle partite, magari fare alcune cose diversamente e usarle come carburante”?
JESSICA PEGULA: Sì, penso sia divertente considerarla una rivalità. Credo che sia proprio questo a motivarmi. E, sinceramente, penso che probabilmente sia ciò che motiverà anche lei, visto che l’ho battuta nelle ultime due occasioni. Sono sicura che riguarderà quelle due partite e cercherà di capire cosa deve fare diversamente. Io cercherò di riprendere le cose che ho fatto bene in quelle partite, ma allo stesso tempo devo essere consapevole del fatto che lei è una giocatrice di vertice, è la numero 1 del mondo. Lei e il suo team sono davvero bravi ad analizzare ciò che devono migliorare e quello che le altre giocatrici stanno facendo contro di lei. E penso che sia anche per questo che è numero 1: hanno fatto un lavoro straordinario sotto questo aspetto.
Allo stesso tempo, dovrò essere molto attenta al fatto che magari loro potrebbero dover o voler fare qualcosa di diverso in vista di questa partita. Ma, ovviamente, è una nuova partita. Scenderemo in campo e giocheremo il nostro tennis, cercando di capire come sta giocando l’altra e vedere cosa succederà. Se per lei tutto funzionerà alla perfezione, magari penserà di non dover cambiare nulla. E lo stesso vale per me. Per me è divertente guardare alla rivalità che abbiamo avuto. Lei mi ha battuta qui negli ultimi due anni. Io sono riuscita a batterla alcune volte, magari su palcoscenici più piccoli, quindi penso che questo sarà una sorta di ostacolo che dovrò superare. Ma allo stesso tempo penso che sia divertente. Ci siamo spinte a vicenda. So che lei mi ha sicuramente spinta a diventare una giocatrice migliore, quindi ho sempre rispetto e apprezzo questo aspetto della nostra rivalità.
D. Negli ultimi due mesi non aveva ottenuto grandi risultati arrivando a questo torneo. Prima di tutto, mi chiedo se tu faccia caso a queste cose, un po’ come negli sport di squadra, quando guardi cosa sta facendo la squadra prima in classifica. E, secondo, avrebbe fatto davvero qualche differenza? Avevi comunque pensato che prima o poi l’avresti incontrata in questo torneo, indipendentemente da come stava giocando?
JESSICA PEGULA: Penso che la partita di oggi probabilmente le abbia dato molta fiducia: battere una giocatrice di vertice in quel modo e riuscire a vincere un tie-break a dieci punti dopo essere stata sotto di un break nel terzo set credo sia stato davvero importante. È stata molto coraggiosa nel riuscire a rimontare. So che magari non ha ottenuto i migliori risultati quest’estate, ma so anche che qui, in questo torneo, ha molta fiducia, e sta cercando di vincere per la terza volta consecutiva. Avevo la sensazione che, visto il suo tabellone e il fatto che oggi fosse riuscita a passare il turno, avrebbe comunque trovato un modo per arrivare fino in fondo. È una grande combattente. Non so se pensassi davvero che avrei incontrato lei o se i suoi risultati facessero qualche differenza. Non ne sono sicura.
L’anno scorso ho avuto un’estate terribile e poi sono riuscita a giocare un ottimo tennis qui, arrivando a strapparle un set in semifinale l’ultima volta che abbiamo giocato. Quindi a volte i risultati non contano poi così tanto. Penso che, quando sei una giocatrice di vertice, sei lì perché sai attingere alla tua esperienza e riesci a ritrovare il tuo gioco nei momenti più difficili. Non succede sempre, ma non posso dire di essere sorpresa che sia in semifinale e che giocheremo l’una contro l’altra. Credo che me lo aspettassi.
D. Non so quanto della partita di Aryna tu abbia visto, o quanto tu abbia visto della partita di Tiafoe dopo. È stata un’altra giornata pazzesca e lunghissima sull’Ashe. Com’è farne parte, soprattutto considerando che la fine della partita di Tiafoe ha fatto slittare il vostro match? Hai visto il finale, con l’abbraccio e tutto il resto?
JESSICA PEGULA: Ho visto un po’ della partita tra Aryna e Noskova. Ho guardato il tie-break a dieci punti perché stavo per uscire per andare al sito e ho pensato: “Devo vedere come va a finire”. È stato davvero un ottimo tennis. Sono una grande fan di Linda. È così ceca, così rilassata e tranquilla, ma colpisce la palla in modo assolutamente incredibile. Mi piace molto anche il suo team, quindi ho grande rispetto per lei. E poi penso che il modo in cui Aryna è riuscita a reagire dimostri perché è la campionessa in carica e perché è numero 1. È una grande combattente, in qualsiasi situazione. È stata davvero una bella partita.
Sì, poi ho visto Alex servire per il match. E non è facile. È davvero difficile servire per chiudere una partita. Oggi ho avuto anch’io dei problemi quando ho servito per il match. In passato mi è capitato sicuramente di essere brekkata mentre servivo per chiudere. Penso che il modo in cui Foe è riuscito a gestire quella situazione dimostri quanto sia migliorato quest’anno dal punto di vista della competitività. E probabilmente tutte le partite difficili che ha dovuto affrontare durante l’estate e nel corso dell’anno lo hanno aiutato proprio a essere pronto per quel momento.
Quando ho visto Alex abbracciarlo alla fine, ho iniziato a piangere nello spogliatoio. È stato straziante. Mi si è spezzato il cuore. È pazzesco. Ho detto al mio allenatore: “Puoi vivere due esperienze completamente diverse”. Foe sta vivendo il giorno più bello della sua vita, mentre Alex sta vivendo probabilmente il momento peggiore della sua vita. Questo è il tennis. È durissimo, ma è stata una partita incredibile. E dover scendere in campo dopo tutto questo, riuscire a superare quella partita e poi avere adesso un’altra grande sfida in corso… penso che sia stata una bella giornata per il tennis.
D. Jess, hai parlato della rivalità con Aryna. Quando hai avuto successo contro di lei, quale pensi sia stata la differenza?
JESSICA PEGULA: Penso che, quando ho avuto successo contro di lei, sono riuscita a giocare il mio miglior tennis: farla muovere, cambiare la direzione della palla, prendere la palla presto e non permetterle di dettare troppo il gioco. Insomma, giocare al meglio delle mie possibilità, sfruttando la sua velocità di palla ma rimanendo comunque aggressiva. Credo che cambiare la direzione della palla, non diventare troppo prevedibile e costringerla a muoversi, a trovare buoni colpi mentre è in movimento, siano tutte cose che ho fatto molto bene quando ho giocato bene contro di lei.
Penso che per me sarà fondamentale. Lei non vorrà che io faccia questo, quindi è sempre una sorta di botta e risposta tra noi due. Credo che attingerò a quello che ho fatto nelle ultime partite contro di lei, ma penso semplicemente di essere riuscita a giocare in modo molto aggressivo e, sinceramente, a mandarla un po’ fuori equilibrio.
