US Open: Rybakina rimonta Zheng e conquista il numero 1 del mondo

La kazaka perde il primo set, domina il secondo e chiude 3-6 6-1 6-4 dopo 2 ore e 14 minuti. Prima semifinale a New York per Elena, che da lunedì sarà in vetta al ranking WTA

Di Carlo Galati
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Dal nostro inviato a New York

Elena Rybakina attraversa il sole e le ombre dell’Arthur Ashe e ne esce con due traguardi che ancora mancavano alla sua carriera: la prima semifinale allo US Open e il numero 1 del mondo. La certezza matematica arriva al termine di una partita complicata, vinta in rimonta contro Zheng Qinwen con il punteggio di 3-6 6-1 6-4 in 2 ore e 14 minuti. Il sorpasso su Aryna Sabalenka diventerà ufficiale lunedì, quando la kazaka salirà per la prima volta sul gradino più alto del ranking WTA.

Non è la Rybakina quasi perfetta che aveva travolto Naomi Osaka negli ottavi e non è neppure una partita dal livello costantemente elevato. Elena fatica a prendere riferimenti dopo aver disputato tutti i precedenti incontri in sessione serale, perde il primo set del suo torneo e combatte a lungo anche con i propri pensieri. Poi, però, reagisce da campionessa: domina il secondo parziale e nel terzo concede una sola opportunità alla risposta, cancellandola nel momento più delicato. Il sogno della cinese, numero 121 del mondo e proveniente dalle qualificazioni dopo il lungo stop per l’operazione al gomito, termina soltanto sul rettilineo finale.

Zheng colpisce alla prima occasione

Il confronto si apre nel segno dei servizi e della potenza da fondo. Zheng parte senza alcun timore, Rybakina risponde con un turno a zero e per sette giochi non si vede una sola palla break. La cinese tiene meglio lo scambio quando riesce a muovere per prima la rivale, mentre Elena appare infastidita dall’alternanza fra sole e ombra e non trova con continuità la misura del diritto.

La partita cambia nell’ottavo game. Rybakina sale 30-0, ma sbaglia una volée di diritto e permette a Zheng di rientrare. La campionessa olimpica si procura la prima palla break con un diritto vincente, non la sfrutta, poi ne costruisce una seconda grazie a uno smash. Questa volta Elena forza il diritto e lo manda fuori: Zheng strappa il servizio e va sul 5-3.

Per chiudere il set, però, la cinese deve superare un autentico esame. Parte 0-30, trova un ace di seconda e poi annulla due palle del controbreak consecutive con un altro ace e uno splendido rovescio lungolinea. Il game diventa una maratona: Rybakina ha complessivamente cinque occasioni per recuperare il break, Zheng le cancella tutte e al quarto set point chiude 6-3 dopo 46 minuti. I numeri fotografano la differenza: dieci vincenti a cinque per la cinese e soprattutto cinque palle break mancate da Elena nell’ultimo gioco.

La reazione della futura numero uno

Rybakina parla a lungo e con insolita agitazione con il proprio angolo, poi rientra in campo con un’altra intensità. Due ace scandiscono il primo turno di battuta e nel game successivo la kazaka risale da 40-15, accelera con il diritto e ottiene il break alla seconda opportunità, ancora con il colpo più importante della sua rimonta.

Il 3-0 arriva rapidamente. Zheng interrompe la serie tenendo il servizio a zero, ma non riesce più a incidere in risposta come nel parziale precedente. L’unico spiraglio si apre sull’1-3, quando cinque prime mancate da Rybakina le consegnano una palla del controbreak: Elena la cancella, ritrova immediatamente il servizio e sale 4-1.

È lo snodo che spegne il tentativo di reazione della cinese. Nel sesto game Rybakina aumenta ancora la profondità della risposta e si prende il secondo break; poco dopo chiude 6-1 con un diritto incrociato vincente e una battuta esterna che Zheng non riesce a controllare. Nel secondo set il conto dei vincenti è 10-1 per la kazaka, dato che racconta meglio di ogni altro la trasformazione del match.

Il doppio fallo che vale la vetta

La partita ritrova equilibrio nel parziale decisivo. Zheng torna a spingere con la prima, Rybakina conserva invece i propri turni con grande rapidità. Sul 2-2 la kazaka manca una palla break con il diritto e la cinese si salva; sul 4-3 è Zheng ad avere l’occasione che può cambiare tutto. Un rovescio vincente le procura una palla break che la manderebbe a servire per il match, ma il rovescio successivo finisce fuori. Rybakina completa la rimonta nel game con un vincente dalla stessa diagonale e tiene il servizio per il 4-4.

La pressione si sposta immediatamente dall’altra parte della rete. Due risposte profonde e un altro errore di Zheng consegnano a Elena lo 0-40. La cinese mostra ancora una volta la tenacia esibita durante tutto il torneo: cancella tre palle break consecutive, l’ultima con un magnifico diritto lungolinea. Rybakina non arretra di un centimetro, si procura una quarta occasione e questa volta Zheng cede con un doppio fallo: 5-4.

Chiamata a servire per la semifinale e per il numero 1, Elena non trema. Sale 30-0, concede un solo punto e al primo match point raccoglie l’ultimo errore di diritto della rivale. Il bilancio conclusivo resta molto vicino — 20 vincenti e 26 gratuiti per Rybakina, 18 e 27 per Zheng — ma la kazaka ha conquistato 88 punti contro 79 e, soprattutto, ha salvato tre delle quattro palle break affrontate.

“È difficile trovare le parole giuste, ho tante cose in testa. È stata una battaglia, anche contro i miei pensieri negativi, e sono felice per la mia prima semifinale qui“, racconta Rybakina in campo. Poi prova a ridimensionare il traguardo appena raggiunto: “Essere numero uno è un grande risultato, ma alla fine è soltanto un numero. Le cose possono cambiare rapidamente: ciò che conta è competere per il titolo“. In semifinale affronterà la vincente fra Coco Gauff e Mirra Andreeva. Da lunedì, qualunque cosa accada, il tennis femminile avrà una nuova regina.

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