[11] F. Tiafoe b. A. Michelsen 5-7 3-6 7-5 6-3 7-6(6)
Spento, passivo, irriconoscibile per quasi tre set (dove quasi è la parola chiave), sull’Arthur Ashe Frances Tiafoe ritrova in extremis il sé stesso del Louis Armstrong e rimonta due partite a un Alex Michelsen che, fino a quel momento padrone del campo, aveva servito con poca fortuna (e molta colpa) per il match. Un duello a senso unico diventa esaltante e sappiamo che quelle sono le condizioni che Tiafoe preferisce, no, ama, vive per quelle. Ciononostante, è andato sotto 0-3 nel quinto, ma nessuno credeva che fosse finita. E infatti la fine è arrivata dopo 4h39 5-7 3-6 7-5 6-3 7-6(6) con il passante vincente a sigillo di una prestazione alla Big Foe.
Un match diviso in due parti, dunque, con una riga nettissima tirata su quello che avrebbe dovuto essere l’ultimo game della sfida. A tirarla, suo malgrado, è stato Michelsen con i due doppi falli che hanno aperto il game sul 5-4 del terzo, quello che ha prepotentemente svegliato il numero 12 del mondo, dandogli un’altra chance. E Tiafoe se l’è presa. Rimane in ogni caso il gran torneo per il californiano che ha contribuito in larga misura all’iniziale prestazione sottotono dell’avversario, esprimendo grande aggressività, squarciando il campo con i dritti stretti, rispondendo con efficacia e continuità (era all’81% di risposte in gioco contro la prima avversaria dopo due giochi del terzo set, un’enormità). E ha anche dato prova di grande mobilità e rapidità, ottimo in fase difensiva, capace di scivolare sul piede esterno su entrambi i lati.
Insomma, per vincere Michelsen avrebbe dovuto giocare con la consueta aggressività per salire sopra l’avversario, naturalmente limitando gli errori, per tre set – gli è mancato un game. Poi, pur davanti all’occasione sfumata, ha continuato su alti livelli per dare vita a una seconda parte di sfida esaltante. Bravissimo Tiafoe, naturalmente, considerando com’era iniziata, tra l’altro con pochissime prime in campo e incapace di incidere nello scambio. Certo, non giocare per due set e mezzo non sembra una tattica particolarmente felice nel lungo periodo, ma è piuttosto probabile che non ci ricaschi troppo presto. Intanto, altre due posizioni guadagnate nella Race, è numero 6.
Primo set – Michelsen impiega un game per trovarsi, Tiafoe non convince
Alex parte contratto, una sola prima in campo, errori in rete e perde la battuta, subito imitato dal connazionale a dispetto delle 4 prime su 4. Michelsen si è ripigliato in fretta e scappa 3-1, scoprendo che in realtà chi sbaglia presto è un Tiafoe inutilmente accorto. Se ne rende conto, Big Foe, tenta di indossare i suoi veri panni, fa un paio di numeri nei pressi della rete e rientra nonostante altre imperfezioni.
Sul 4-5, Frances concede una palla break per via di un doppio fallo e di un attacco morbido, che è anche set point perché al sorteggio ha scelto di rispondere, ma l’annulla con il servizio. Aggressivo come previsto, al dodicesimo game Michelsen guadagna il 15-40. La risposta pesante sulla seconda forza l’errore in uscita di Tiafoe e primo set in cascina. 15 vincenti e 12 gratuiti per il californiano, 4-10 per il n. 12 del mondo, finora troppo spettatore.
Secondo set – Michelsen sempre più sicuro, Tiafoe subisce e non reagisce
Alex lascia andare i suoi colpi con grande tranquillità, trova il 3-1 ma anche un piccolo passaggio a vuoto che gli impedisce di consolidare il vantaggio. Nessun problema per lui, che fedele al proprio piano brekka di nuovo (grande scambio per procurarsi il 30-40) e poi sale 5-2. Frances non può fare molto più che ridurre la distanza, prendersi un warning per pallata verso la stratosfera e annullare due set point prima di capitolare al terzo, trasformato dal decimo vincente del parziale di Michelsen. Tiafoe ha messo il 35% di prime, 7 su 17 sulla seconda troppo spesso ben aggredita.
Terzo set – Tiafoe si presenta in extremis con l’aiuto di Michelsen
Completamente in fiducia, Alex inizia rispondendo ancora forte e profondo. Un 2-0 rapido e in fondo tutt’altro che inaspettato, con le probabilità di una reazione del due volte qui semifinalista in caduta libera. Riesce comunque a evitare lo 0-3 e a muovere il punteggio e restare in scia, Big Foe, parte imprescindibile del copione quando si attende il calo di un avversario che sta giocando troppo bene. Sembra tuttavia mancare l’altra parte, quella in cui Tiafoe fa sentire di crederci.
Qualcosa del genere però arriva quando tiene per il 3-4, piazzando anche un lob deliziosamente letale. Forse coincidenza, Michelsen riparte con due errori, bel punto di Tiafoe e 0-40. Due servizi non tornano indietro, ma poi c’è parecchia colpa di Frances che risponde timido alla seconda e Alex può salire 5-3. Pochi minuti e momento della verità. Si comincia con due doppi falli, altra mozzarella in risposta sulla seconda ma l’errore significa 15-40. Stavolta la ribattuta è più che degna, due colpi ed è 5 pari. Ma soprattutto ora è il Big Foe straripante che tutti volevano vedere e che vola a prendersi il set, 7-5.
Quarto set – Tiafoe sfrutta l’inerzia, parte e rimane avanti
Il californiano si prende una pausa. Frances, però, è lì ad aspettarlo per propinargli la stessa intensità con cui ha chiuso la frazione precedente e va 3-0. Ruoli invertiti ma fino a un certo punto, perché Michelsen torna a giocare. Scambi da highlights per il vantaggio ceduto, ripreso e a fatica difeso da Tiafoe che si prende il parziale. Per lui percentuali al servizio in salita, 11-10 il bilancio winner/unforced a fronte dell’8-15 di Alex.
Quinto set – Gran livello e finalone al tie-break che si aggiudica Tiafoe
Forse si rilassa per aver rimesso la questione in parità e accusa un passaggio a vuoto, Frances, che cede la battuta al secondo game e l’avversario conferma per il 3-0. Non è certo il Tiafoe dei primi due set mezzo, però, Michelsen deve tenere alta l’attenzione, il livello è bello alto, basta una sbavatura e il classe 1998 agguanta il 3 pari.
Ecco la parte in cui non c’è più margine, soprattutto per il meno giovane che serve per secondo e al nono gioco si trova due volte a due punti dalla sconfitta e pianta altrettanti ace. 5 pari, Alex è 0-30, un attacco telefonato e un’ottima risposta, ma anche lui fa il fenomeno e ne esce. Facile Tiafoe ed è tie-break. L’allungo decisivo arriva con la risposta vincente di Frances che gli vale il 5-4. Il suo servizio non si tocca, 9-6, e chiude in anticipo con il passante imprendibile. Terza semifinale allo US Open dopo quelle del 2022 e 2024, in attesa di Carlos Alcaraz o Ben Shelton.
