La corsa di Mirra Andreeva allo US Open si ferma ai quarti di finale al termine di una battaglia ricca di emozioni contro Coco Gauff. Dopo aver dominato il primo parziale e aver avuto il match in pugno nel secondo, la giovane tennista ha ceduto alla distanza. L’americana è riuscita a ribaltare l’inerzia della partita, salvandosi in rimonta con il punteggio finale di 6-2 6-7(7) 2-6. Una sconfitta che lascia inevitabilmente l’amaro in bocca per le occasioni mancate, ma che conferma ancora una volta il talento di Andreeva sul palcoscenico di Flushing Meadows.
L’avversaria Coco Gauff
D: Partita dura là fuori. Hai avuto il match in posizione di vittoria un paio di volte. Ripensandoci, quali sono alcune cose che vorresti aver fatto diversamente quando avevi quello slancio e quel vantaggio?
MIRRA ANDREEVA: “Forse rischiare di più, immagino. Penso che in quel momento volessi solo giocare, volevo fare uno scambio, un punto più lungo. Quindi penso che se magari avessi provato qualcosa di più rischioso per vedere cosa sarebbe successo, forse sarebbe l’unica cosa che cambierei“.
D: Voi due avete avuto delle belle battaglie. Cosa la rende così difficile da affrontare?
MIRRA ANDREEVA: “Penso che lei (Coco Gauff, n.d.r.) sia semplicemente più paziente di me. Nel senso che in certi momenti commette meno errori e, ovviamente, rimanda indietro molte palle; il che credo mi porti poi a essere quella che cerca di affrettare i tempi e a fare più errori di lei. Quindi penso sia una cosa da analizzare e da tenere in considerazione per le prossime partite che giocheremo contro “.
D: Circa la metà degli incontri di Gauff quest’anno siano andati al terzo set (e molti vinti). Arrivati al secondo set, e verso la fine del secondo set, ti è passato per la mente qualcosa del tipo: “devo assolutamente chiuderla adesso”?
MIRRA ANDREEVA: “No, non ci ho pensato. Ho cercato di pensare di meno. Ho solo cercato di concentrarmi su ogni punto che dovevo giocare. So che vince, ora che me lo hai detto, sì, vince un sacco di partite in tre set. Mentre giocavo non ho pensato che dovessi chiuderla, tipo “Oh mio Dio, cosa succederà se non lo faccio”. Stavo solo giocando punto su punto“.
“Ho trattenuto le emozioni troppo tempo”
D: Molti giocatori parlano di stare attenti al proprio linguaggio del corpo e a ciò che mostrano in campo. Quanto sei consapevole del fatto che, quando le cose ti stavano sfuggendo di mano nel terzo set e lanciavi la racchetta arrabbiandoti con te stessa, stavi mandando, o potevi mandare, un messaggio alla tua avversaria che eri in difficoltà e che non ci credevi più?
MIRRA ANDREEVA: “Sì, è vero. Voglio dire, penso che di ogni emozione che mostri, poi la tua avversaria se ne accorga. Ma in quel momento sentivo di aver trattenuto le mie emozioni per troppo tempo, sai, non reagendo su molti punti nel primo set. E anche nel secondo set, dopo aver avuto dei match point e aver perso il set. Ma sì, a un certo punto ho semplicemente sentito che avevo bisogno di sfogarmi. Quando lascio uscire quelle emozioni, non penso veramente se sto mostrando o meno qualcosa alla mia avversaria. In quel momento non ci ho nemmeno pensato“.
D: Sono curioso di sapere quale fosse il tuo livello di stress in campo. Lei (Coco Gauff, n.d.r.) all’inizio sembrava stressata e in difficoltà con il servizio.
MIRRA ANDREEVA: “Oggi mi sentivo meno nervosa. Sono entrata in questa partita pensando solo a giocare i miei colpi, fare quello che dovevo fare. Ho visto che lei era nervosa all’inizio, quindi ho cercato di sfruttare la cosa a mio vantaggio. Ho cercato di metterle più pressione, di spingere di più con i miei colpi. E poi dopo che lei ha iniziato a sentirsi meglio, a un certo punto io ho iniziato a fare più errori. Poi è così che va il gioco. Alla fine lei è stata la vincitrice, ma oggi, non so, non mi sentivo più nervosa del solito“.
