US Open, Blockx: “Penso che il mio corpo abbia semplicemente ceduto”

Sul ritiro il belga ha affermato: "La situazione stava peggiorando sempre di più. Non volevo rischiare ulteriormente"

Di Matteo Beltrami
8 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Alexander Blockx - US Open 2026 (Photo by Darren Carroll/USTA)

Non nasconde la delusione il tennista belga Alexander Blockx, che ha dovuto abbandonare il suo primo quarto di finale agli US Open contro Karen Khachanov, ritirandosi nel terzo set sul punteggio di 6-2 7-5 3-2 per una serie di problemi fisici. “Oggi il mio corpo ha semplicemente ceduto”, ha affermato in conferenza stampa. Blockx è entrato sull’Arthur Ashe Stadium con la coscia destra completamente fasciata, e dopo il primo set contro Khachanov, ha chiesto un medical time-out per farsi curare il piede destro.

Alla fine del secondo set, il fisioterapista è tornato in campo, lavorando sull’anca e sulla schiena. Blockx ha provato comunque, stoicamente, a stringere i denti nel terzo set, perché: ” Non sai mai cosa può succedere”, ma alla fine ha dovuto ascoltare il suo corpo, lasciando di fatto che fosse il meritevole tennista russo ad approdare in semifinale. “ Onestamente, stavo aspettando che lui mi breakkasse, perché mi sentivo davvero male in campo. Alla fine ho sentito che quello era il momento giusto per ritirarmi”.

Primi quarti Slam

D: Alex, ottimo torneo. Grande prova questa sera. Cosa ne pensi?

ALEXANDER BLOCKX: “Sì, grazie. Penso che oggi il mio corpo abbia semplicemente ceduto. Come dicevo due giorni fa, ero già in grande difficoltà dal punto di vista fisico. Contro Francisco ero sul punto di ritirarmi e oggi, sì, le cose hanno continuato a peggiorare. Sentivo ancora molto dolore alle costole. Sentivo ancora anche la gamba. Poi, nel secondo set, mi si è bloccato un nervo nella schiena, e questo ha reso ancora più difficile muovermi. Ero già in difficoltà a muovermi, e questo ha peggiorato ulteriormente la situazione. Quindi, sì, stavo semplicemente aspettando che lui riuscisse a breakkarmi. Sai, non puoi mai sapere cosa può succedere. Ho cercato di resistere fino alla fine, finché fosse ancora realistico farlo, e poi non volevo rischiare di peggiorare ulteriormente una situazione che era già abbastanza seria”

D: Ancora complimenti per il tuo percorso. Come ti senti? Questo è di gran lunga il risultato migliore che tu abbia mai ottenuto in uno Slam, e soprattutto qui agli US Open. Come ci si sente ad aver raggiunto così tanto e ad aver fissato un nuovo standard per te stesso?

ALEXANDER BLOCKX: “Penso di essere arrivato sicuramente più avanti di quanto mi aspettassi prima del torneo. Credo di aver finalmente capito quanto siano impegnativi fisicamente gli Slam. È completamente diverso dai normali tornei ATP, dove si gioca al meglio dei tre set. Qui ti rendi anche conto di quanto sia impressionante quello che fanno i migliori giocatori, che riescono a vincere questi tornei più volte di fila.

Quello che mi porto via da questa esperienza è che, ovviamente, è stato un percorso davvero, davvero positivo e una grandissima esperienza per me, ma voglio sempre fare meglio. Sicuramente imparerò da tutto questo e migliorerò dal punto di vista fisico. Forse dovremo anche capire come riuscire a individuare più rapidamente, durante il torneo, se qualcosa non va. Ma per me il mio standard rimane lo stesso. Non mi sento un giocatore diverso adesso. Cerco sempre di migliorare e spero di avere molte altre occasioni come questa”

La decisione di ritirarsi

D: Mi chiedo quali siano le emozioni mentre tutte queste cose stanno accadendo. Sei più triste perché continuano a succedere? Sei arrabbiato, pensando: “Prima avevo questo problema, ora quest’altro, e adesso anche questo”? Cosa ti passa per la testa in quei momenti?

ALEXANDER BLOCKX: “A dire il vero, durante la partita la cosa mi faceva quasi ridere. Dovevo semplicemente riderci sopra (sorride), perché continuava a succedere qualcosa di nuovo. Penso che anche il mio corpo avesse iniziato a compensare. Cominciavo a fare movimenti diversi dal solito solo per evitare il dolore. Come probabilmente avete visto, nel primo set il mio servizio non era quello abituale, semplicemente perché avevo paura di sentire molto dolore.

Poi, nel secondo set, avevo la sensazione che stesse andando un po’ meglio, ma sì, poi mi si è bloccata la schiena. Ho avuto la sensazione che, nelle ultime due partite, stessi combattendo più con me stesso mentalmente per riuscire in qualche modo a rimanere in campo. Rispetto alle partite precedenti, ero molto concentrato sul mio tennis e riuscivo a pensare in modo più lucido. Nelle ultime due, invece, cercavo più che altro di sopravvivere. A dire il vero, sono orgoglioso di come ho giocato, anche se fisicamente ero molto lontano dal mio livello migliore”

D: Per quanto riguarda la decisione di ritirarti durante la partita, è stata determinata più dalle tue condizioni fisiche oppure da come stava andando il match?

ALEXANDER BLOCKX: “Sì, non puoi mai sapere cosa può succedere. Magari lui può fare un movimento sbagliato, può girarsi una caviglia. Non si sa mai. Quindi tengo sempre questa possibilità in mente. È come se potesse accadere un miracolo dalla mia parte. Ma mi sono ritirato perché sentivo che la situazione stava peggiorando sempre di più. Non riuscivo ad atterrare senza provare dolore, senza sentire la schiena e le costole. Non volevo quindi rischiare di peggiorare la situazione e magari dover saltare l’intera stagione. Penso di aver combattuto mentalmente fino all’ultimo punto, fino a quando sono stato breakkato. Onestamente, stavo aspettando che lui mi breakkasse, perché mi sentivo davvero male in campo. Alla fine ho sentito che quello era il momento giusto per ritirarmi”

Un tuffo nel passato

D: Karen è tornato a giocare un’altra semifinale di uno Slam. Sono curioso: cosa ti ha colpito in particolare del suo gioco in questo momento?

ALEXANDER BLOCKX: “A essere sincero, oggi non ero veramente concentrato sul suo gioco. Ero molto dentro la mia testa, pensando a come muovermi o come colpire la palla senza sentire dolore. Quindi non prestavo davvero attenzione a quello che stava facendo. Ovviamente ha giocato bene. Ha servito bene, è stato molto solido da fondo campo. Penso che sia semplicemente un giocatore davvero bravo e sottovalutato. Credo che molte persone non vedano o non apprezzino abbastanza le sue qualità. Ma sì, direi che è sicuramente uno dei favoriti qui”

D: Una domanda un po’ più leggera: hai giocato qui nel torneo juniores del 2022. Ripensando al giocatore che eri allora e alla crescita che hai avuto fino a oggi, di cosa sei più orgoglioso?

ALEXANDER BLOCKX: “E’ passato parecchio tempo. Penso di essere migliorato molto dal punto di vista fisico. All’epoca ero un piccolo stecchino (sorride). E anche il mio gioco, in generale. Penso che ora giochi in modo più aggressivo. La mia resistenza è migliorata. Prendo decisioni migliori in campo. Finora è stato un percorso divertente e bellissimo. Se allora mi aveste detto che quattro anni dopo avrei giocato i quarti di finale qui, avrei sicuramente firmato il contratto. Quindi, sì, non posso lamentarmi.”

Leave a comment