Karen Khachanov ha raggiunto la sua terza semifinale in un torneo del Grande Slam a Flushing Meadows, dove il suo avversario, Alexander Blockx, si è ritirato per un infortunio nelle prime fasi del terzo set. Non una prima volta per il russo, che tra i migliori quattro a New York c’era già stato, perdendo da Casper Ruud nel 2022. Adesso Khachanov cercherà di raggiungere la sua prima finale Slam venerdì, contro il numero 1 del seeding Alexander Zverev. Ecco la sua conferenza stampa.
D: Congratulazioni. Ora sei in semifinale. Cosa pensi di questo risultato?
KAREN KHACHANOV: “Grazie mille. Guardate, penso che si voglia sempre concludere completamente una partita, diciamo, in un certo senso, per assaporare un po’ di più la vittoria. Ma allo stesso tempo penso di aver giocato a un buon livello. Credo che alla fine del secondo set mi sia accorto che lui aveva sempre più problemi dal punto di vista fisico. È, ancora una volta, una persona davvero fantastica. L’avevo detto anche prima della partita. È molto rispettoso. Gli auguro davvero una pronta guarigione. Avrei voluto concludere la partita in un modo migliore, perché anche lui ha fatto uno sforzo enorme, ha disputato un grande torneo. È il suo miglior risultato di sempre in uno Slam. Quindi, sapete, è andata così”
D: Dimenticando la partita di oggi e concentrandoci sul risultato che hai ottenuto, come valuti quello che hai fatto qui e cosa significa per la tua carriera?
KAREN KHACHANOV: “Ne abbiamo parlato, credo, all’inizio del torneo o forse dopo il mio primo turno. In ogni Slam, su ogni grande palcoscenico, vuoi fare bene. È quello che abbiamo sognato da bambini: giocare nelle fasi avanzate di questi tornei, pensando che un giorno potesse arrivare quel momento. Sapete, è già successo un paio di volte (sorride). Per questo penso che sia un momento per apprezzare quello che ho fatto e, allo stesso tempo, per avere ambizione e motivazione in vista di ciò che verrà”
D: E parlando proprio di ciò che verrà, vorrei chiederti qualcosa su Zverev. Cosa pensi di quello che ha fatto per arrivare fin dove è arrivato e della vostra rivalità nel corso degli anni?
KAREN KHACHANOV: “E’ dove si trova perché se lo merita. È stato tra i primi cinque per così tanti anni. Quest’anno ha fatto anche un passo avanti. Ha vinto il suo primo Slam. Ha giocato anche la finale di Wimbledon. Voglio dire, arriva davvero in grande forma, diciamo. Abbiamo giocato alcune grandi partite. Credo che sia avanti 6-3 negli scontri diretti, se non sbaglio: battaglie molto dure. L’anno scorso ho vinto in Canada, che è stata una vittoria molto importante dopo alcune sconfitte che avevo subito contro di lui“.
D: Quale aspetto del tuo gioco pensi possa darti un vantaggio?
KAREN KHACHANOV: “Contro Zverev dovrò sicuramente essere nella mia forma migliore. Dovrò avere pazienza, ma allo stesso tempo cercare di prendere l’iniziativa da fondo campo. Giocare sostanzialmente nello stesso modo in cui ho giocato finora, perché sta dando i suoi frutti. Prendere il controllo da fondo campo, dettare il gioco, ma senza avere fretta. Costruire il punto nel modo giusto e poi, quando vedo e sento l’opportunità, devo cambiare ritmo, perché semplicemente giocando a un ritmo regolare, diciamo con una buona velocità, dovremo giocare a lungo (sorride). Da qualche parte bisognerà fare la differenza. E ovviamente servizio e risposta. È da lì che si comincia. Lui ha una prima di servizio molto, molto potente e una grande risposta. Quindi dovrò essere concentrato anche su quello”
D: Karen, ormai sei nel circuito da parecchio tempo, ma forse la gente dimentica ancora quanto sei giovane. Il tuo approccio al gioco o alle partite è cambiato drasticamente negli ultimi anni?
KAREN KHACHANOV: “Non direi che sia cambiato drasticamente, perché alla fine, se fai bene qualcosa, devi continuare a farla. Quindi alcune cose ovviamente sono cambiate. Voglio dire, sono cresciuto. Sono, diciamo, più grande. Sono più maturo. In un certo senso ho un po’ di esperienza alle spalle, ma allo stesso tempo dipende da quello di cui stiamo parlando: la preparazione, le routine prima della partita, il riscaldamento… Alcune cose sono state modificate un po’. Ma, in generale, non direi che l’intera struttura sia cambiata”
D: Ti diverti ancora allo stesso modo, magari come nell’anno in cui hai vinto a Parigi indoor e in occasioni simili?
KAREN KHACHANOV: “A dire la verità, sì. Guardate, anche con il passare degli anni, parlavo proprio dell’approccio alle vittorie e alle sconfitte. Penso che anche questo sia cambiato molto nel corso della mia carriera. In generale è cambiato anche il modo in cui vedo le cose: cosa è più importante, cosa non lo è, cosa conta fuori dal campo e cosa conta dentro il campo. Alla fine, tutte queste cose sono legate anche ai tuoi valori e a come affronti la vita in generale. Sì, sotto questo aspetto sono cambiate molte cose”
