US Open, preview semifinali: Zverev può vincere un altro Slam senza battere top 10?

Per la terza volta in carriera Sascha Zverev potrebbe raggiungere una finale Slam senza affrontare un solo top 20. Shelton o Tiafoe, chi terrà vivo il sogno americano?

Di Giovanni Pelazzo
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Alexander Zverev - US Open 2026 (foto X @usopen)

Se le semifinali del tabellone femminile dello US Open erano sulla carta le migliori possibili (1 vs 3, 2 vs 4), lo stesso non si può dire del tabellone maschile. Delle prime quattro teste di serie soltanto Alexander Zverev ha rispettato il pronostico, giungendo in semifinale dopo due primi turni molto complicati (5 set contro Sonego e Halys), compensati però da una netta ripresa contro Tabilo, Darderi e Van de Zandschulp, a cui non ha lasciato alcun set.

La stagione Slam del tedesco rischia di andare contro ogni più rosea aspettativa: la possibilità che Zverev chiuda il 2026 con più Major di Sinner e Alcaraz è infatti tutt’altro che remota. Se così non sarà, per la prima volta dal 2014 (allora furono Wawrinka e Cilic) ci saranno due nuovi vincitori Slam – un risultato a dir poco impronosticabile alla fine del 2025. Nonostante 3 su 5 dia spesso il meglio di sé, Khachanov sembra quello con meno chance, mentre uno tra Tiafoe e Shelton riporterà gli Stati Uniti in finale a New York due anni dopo la finale persa da Fritz contro Sinner. Capiamo quindi che cosa possiamo aspettarci dalle due semifinali newyorkesi.

Zverev-Khachanov

Sascha Zverev non aveva iniziato al meglio la sua campagna a Flushing Meadows, andando a due punti dalla sconfitta all’esordio contro Sonego ma ritrovando man mano quella tranquillità che pare avergli cambiato la vita – quantomeno tennistica – dopo il trionfo a Parigi. Dopo la finale a Wimbledon, complice l’eliminazione di Alcaraz, il tedesco è sicuramente il favorito alla vittoria finale anche allo US Open, dove potrebbe finalmente dimenticare la finale persa nel 2020 contro Thiem. Per farlo dovrà superare Khachanov, n. 50 del mondo (ma n. 26 della classifica live), con cui è avanti 6-3 nei precedenti e ha vinto 4 dei loro ultimi 5 incontri. A proposito di classifica, se Zverev dovesse approdare in finale aggancerebbe Sinner in testa alla race, superandolo in caso di vittoria del torneo.

Un altro dato curioso è che il tedesco potrebbe – proprio come al Roland Garros – arrivare in finale senza battere alcun top 20, non dovendo comunque affrontare nessun top 10 per conquistare il titolo (vedi Parigi, ancora una volta). Khachanov, dal canto suo, giocherà la terza semifinale in un Major, ancora sul cemento dopo quella di quattro anni fa persa a New York contro Ruud e quella del 2023 a Melbourne, sconfitto da Tsitsipas.

In caso di vittoria, oltre alla prima finale Slam il russo farebbe nuovamente il suo ingresso in top 20, estromettendo Lorenzo Musetti e andando a piazzarsi al 20esimo posto. E dire che il russo non veniva certo da un grande momento: 4 sconfitte consecutive tra Wimbledon (Cobolli), Los Cabos (Tomic), Montréal (Atmane) e Cincinnati (Kovacevic). A New York però, dopo l’esordio vincente con Burruchaga, è stato il match contro Auger-Aliassime a fare da spartiacque: il russo ne ha preso il posto in tabellone e ha superato Bonzi, è resistito a Tien e ha approfittato del ritiro di un malconcio Blockx. Il pronostico, in ogni caso, sembra indicare ampiamente la via di Amburgo.

Tiafoe-Shelton

Decisamente più equilibrio ci si aspetta invece dalla seconda semifinale, dove Tiafoe e Shelton sono reduci da due maratone al quinto set. Per la terza volta negli ultimi quattro anni Frances e Ben si affronteranno allo US Open, indubbiamente il torneo dove entrambi tirano fuori il meglio. Una vittoria a testa: Shelton vinse in 4 nei quarti nel 2023, Tiafoe in 5 al terzo turno del 2024. I precedenti dicono 3-1 per il 2002 di Atlanta, che ha trionfato anche in finale a Houston nel 2024 e l’anno scorso ai quarti di Washington, sempre comunque al termine di match tirati.

Logico quindi aspettarsi un’altra battaglia, sia per lo storico che per il recentissimo passato. Nessuno dei due sarà al top della forma, ma daranno tutto quello che rimane loro nel serbatoio pur di provare a riportare a casa quello Slam che manca adl 2003. Sono 23 anni ormai che uno statunitense non vince un Major: l’ultimo è stato Andy Roddick, proprio a Flushing Meadows. In generale, non c’è un campione Slam extra-europeo dallo US Open 2009 di Juan Martin Del Potro.

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