US Open, Rybakina: “Io e Sabalenka ci spingeremo al limite, ma non mi metto pressione”

"Contro Sabalenka sarà difficile fisicamente e mentalmente: io e Aryna ci spingiamo al limite, si vede chiaramente ciò su cui si può ancora lavorare". Le parole di Rybakina in vista della finale a Flushing Meadows

Di Giovanni Pelazzo
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Elena Rybakina - US Open 2026 (foto X @usopen)

Non conterà ufficialmente per le statistiche, ma a Flushing Meadows Elena Rybakina non solo rimonta Coco Gauff e conquista la prima finale in carriera allo US Open, ma sabato giocherà anche per il suo primo titolo da numero 1 del mondo. Anche se le classifiche aggiornate usciranno il prossimo lunedì, la kazaka è già aritmeticamente sicura del primo posto, pure se dovesse perdere la finale contro colei che, dopo 99 settimane consecutive, le cederà il posto sul trono. Anche della super sfida ad Aryna Sabalenka, inevitabilmente, Rybakina ha parlato in conferenza stampa dopo il successo contro Gauff. Di seguito quanto evidenziato.

L’importanza di un team di “brave persone”

“Ho un team fantastico attorno a me, sono tutte brave persone e questo inevitabilmente aiuta, sono successe molte cose fuori dal campo nell’ultimo anno. Adesso tutta la mia concentrazione è finalmente sul tennis: non posso performare sempre al meglio, ci sono sempre alti e bassi, ma credo che stiamo facendo un gran lavoro. Senza di loro sarebbe molto difficile raggiungere questo livello così alto: speriamo di fare tutto nel miglior modo possibile per rimanerci a lungo”.

Sulla partita con Gauff e sull’atmosfera dell’Arthur Ashe

“È stata una grande partita, è normale che tutti volessero che vincesse Coco, è comprensibile. All’inizio ho pensato che l’atmosfera fosse davvero bella, poi solo verso la fine quando ero avanti nel terzo set il pubblico ha davvero tifato tanto per lei. Io però ho cercato di non sentire e di concentrarmi su me stessa. Era la mia prima partita sull’Arthur Ashe in sessione serale, mi sono goduta l’atmosfera anche se il pubblico era principalmente per Coco”.

Sulla finale contro Sabalenka

“Ci siamo sfidate molte volte, lei è una giocatrice molto aggressiva ed è difficile affrontarla, sia mentalmente sia fisicamente, perché ha un gioco potente e un gran servizio. Ci siamo allenate tanto insieme. Saranno necessarie tutte le mie energie residue, conto Aryna poi dovrò servire al meglio e prendere le giuste decisioni nei giusti momenti. Cercherò di fare del mio meglio e darò tutto. Non voglio mettere troppa pressione su me stessa, siamo tutte molto vicine in classifica. Anche se qualcosa non andrà bene in finale avrò comunque altre opportunità e altri tornei da qui a fine stagione. Io e Aryna ci spingiamo al limite quando giochiamo queste partite, si vede chiaramente ciò su cui si può ancora lavorare. È molto bello affrontare qualcuno che ti porta al limite”.

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