[2] E. Rybakina b. [4] C. Gauff 3-6 6-4 6-4
Sono da poco passate le 23 sull‘Arthur Ashe Stadium, quando la kazaka Elena Rybakina, prossima n.1 WTA, si appresta a salutare, in maniera cordiale, una afflitta Coco Gauff, rimontata e sconfitta nella semifinale di Flushing Meadows. Elena sa, ma non lo da a vedere. Sa di aver raggiunto per la prima volta in carriera la finale dello US Open – appena un giorno dopo aver conquistato per la prima volta il numero 1 del ranking mondiale -, rimontando l’americana , dopo aver perso il primo set, per 3-6 6-4 6-4 dopo 2 ore e 8 minuti di gioco.
Per Rybakina sarà la quarta finale Slam della sua carriera, dove affronterà, guarda un po’, Aryna Sabalenka, giustiziera dell’altra americana, Jessica Pegula. E pensare che nelle sue sette precedenti partecipazioni, la kazaka non era mai riuscita a superare gli ottavi a Flushing Meadows. “Considerando la situazione da cui arrivavo a questo torneo, essendo infortunata e senza allenarmi, penso che siamo arrivati piuttosto lontano”, aveva dichiarato alla vigilia della semifinale.
La partenza di Elena però non è delle migliori. Infatti Gauff si guadagna subito una palla break nel secondo game, senza sfruttarla. Ma la statunitense è in palla, sia al servizio, con quattro ace nel set, che da fondo campo, dove comanda con il dritto. A condannare la kazaka sono i troppi errori gratuiti. Come la risposta profonda di rovescio che Rybakina non controlla sul 3-2, e che manda avanti di un break Coco. Quello decisivo per intascarsi il primo set 6-3, dopo 38′.
Ma il cuore delle campionesse non va preso sottogamba. Rybakina infatti parte forte nel secondo set, ottenendo il break nel quarto game e portandosi avanti 4-1. Intanto Gauff ha smarrito la sua prima palla, mentre la kazaka è salita al servizio e nella pressione da fondo campo – la diagonale di rovescio sarà decisiva per la testa di serie n.2 nel set – . Coco prova a restare aggressiva, ma finisce per commettere diversi gratuiti, soprattutto con il diritto. Il break kazako arriva sull’1-2, quando Rybakina manovra splendidamente di rovescio inducendo Gauff a due errori forzati. L’americana ha però un grande serbatoio di energie da cui attingere e nel settimo game torna in corsa con un contro break di pura foga agonistica. Ma quando sembra tutto apparecchiato per il tie-break, sul 5-4 Rybakina sgambetta Coco, strappandole il servizio in un game contratto, minato da un doppio fallo decisivo sul 15-30.
Il terzo set parte in sordina, difficile trovare un pertugio in risposta. Poi, sul 3-3, la kazaka sale a due palle break, ma non le concretizza, complici due leggerezze di rovescio, colpo barometro del suo tennis. Nell’ottavo game la situazione si sblocca. Rybakina rompe gli indugi grazie ad un rovescio in rete di Coco, ma al momento di servire per il match, alla kazaka trema la mano, e con l’ennesimo errore di rovescio, riporta l’americana in partita. A questo punto, come nell’epilogo del set precedente, ci si attende un tie-break concitato, ma Gauff crolla sul più bello. La numero 4 del mondo perde lucidità e Rybakina non perdona. Anzi, attacca, guadagnandosi la finale contro Sabalenka dopo l’ultimo smash sbagliato da Gauff, quello che fa calare la notte sull’Arthur Ashe e sulle speranze americane.
