Dal nostro inviato a New York
[8] B. Shelton b. [11] F. Tiafoe 4-6 6-3 6-3 7-5
Il sogno americano ha il braccio sinistro di Ben Shelton. Dopo aver eliminato Carlos Alcaraz, il ventitreenne supera anche Frances Tiafoe e conquista la prima finale Slam della carriera, vincendo il derby dell’Arthur Ashe per 4-6 6-3 6-3 7-5. Una vittoria costruita reagendo al primo set sprecato, prendendosi l’iniziativa e resistendo quando il connazionale ha provato a rimettere in discussione la partita. Domenica lo aspetta Alexander Zverev, vincitore su Karen Khachanov: in palio ci sarà la possibilità di riportare il titolo maschile dello US Open negli Stati Uniti 23 anni dopo Andy Roddick, ultimo campione di casa nel 2003.
Shelton ha superato la prova che seguiva la notte più bella del suo torneo: confermarsi dopo la maratona con Alcaraz, con una finale non impossibile e un avversario che conosce bene il peso di queste occasioni. Per Tiafoe arriva invece un’altra semifinale amara. Frances conquista il primo parziale, ma non riesce a contenere la reazione di Ben e nel quarto manca le opportunità per ripartire davanti. Shelton gli lascia sempre meno spazio, fino al doppio fallo che chiude il match.
Adesso resta un ultimo ostacolo. Il mancino dovrà affrontare un avversario che lo ha battuto in tutti e cinque i precedenti: per diventare campione dovrà vincere per la prima volta anche contro Zverev. Dopo aver abbattuto il muro Alcaraz, New York gli chiede un’altra prima volta. Di sicuro la più importante della sua carriera.
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Primo set, Shelton si complica la vita sul più bello
È Shelton a inaugurare la semifinale al servizio, tenendo a quindici il gioco d’apertura. Tiafoe risponde e nel terzo game si procura la prima palla break, favorita da un errore di rovescio del mancino: Ben la cancella, aiutato da un passante di diritto sbagliato da Frances dopo un attacco poco convincente, e conserva il vantaggio. Anche Tiafoe deve risalire dal 15-30 nel quarto gioco, ma trova a rete una soluzione preziosa. Si procede seguendo i servizi fino al 4-4.
L’equilibrio si spezza nel nono game, proprio quando il tie-break sembra l’approdo più probabile. Shelton perde il controllo del proprio turno di battuta e commette un doppio fallo proprio sulla palla break: un regalo pesantissimo nel momento in cui ogni punto comincia a valere di più. Tiafoe approfitta del passaggio a vuoto e firma il break del 5-4, che gli consegna la possibilità di chiudere al servizio.
Per Ben è un turno da rimpiangere. Dopo aver tenuto il punteggio in equilibrio, compromette tutto nel momento meno opportuno, con la battuta che contribuisce a tradirlo anziché toglierlo dai guai. Tiafoe ringrazia e va a servire (bene) per il set, mentre Shelton si ritrova improvvisamente costretto a inseguire: turno a zero e 6-4 in 45 minuti.
Secondo set, Shelton alza i giri e rimette tutto in equilibrio
Shelton riparte tenendo agevolmente il servizio, poi strappa a zero quello di Tiafoe: sulla palla break aggredisce una seconda con la risposta di diritto e firma il 2-0. Il vantaggio dura però pochissimo. Un errore di rovescio di Ben e due vincenti consecutivi di Frances valgono lo 0-40: Shelton cancella la prima opportunità, ma sbaglia nuovamente con il rovescio e concede il controbreak. Tiafoe risale sul 2-2; Ben tiene a zero il quinto gioco, Frances replica per il 3-3.
La svolta arriva nell’ottavo game, sul 4-3 Shelton, ed è il passaggio più spettacolare del parziale. Tiafoe conquista un grande scambio, ma non basta a scoraggiare Ben, che torna immediatamente ad aggredirlo. Prima una risposta fulminante, poi una grande accelerazione di diritto: Shelton prende l’iniziativa nel momento decisivo e firma il suo secondo break del set. Stavolta, per Frances, il margine per recuperare è ridotto al minimo.
È soprattutto il modo in cui arriva questo strappo a dare valore alla reazione di Shelton. Il lungo scambio perso avrebbe potuto frenarlo; Ben continua invece a cercare il punto e viene premiato. Dopo il regalo costato il primo set, il mancino si procura con coraggio la possibilità di pareggiare i conti. Al servizio completa il lavoro: 6-3 e un set pari. Al cambio di campo Tiafoe passa già alla quarta maglietta della serata, dopo appena un’ora e venti minuti di gioco.
Terzo set, quattordici minuti per chiudere
Tiafoe apre al servizio, ma nel terzo gioco deve cancellare due palle break, vincendo anche uno scambio di 31 colpi. Nel quarto game, sul 15-15 e con Frances avanti 2-1, il radar attribuisce a Shelton una battuta da 158 miglia orarie, pari a 254,28 km/h. Il primato dura però poco: USTA e Hawk-Eye analizzano i dati e correggono ufficialmente la velocità a 144 mph, circa 232 km/h, confermando un errore tecnico del sensore di rilevamento. Sul 2-2 Ben trova invece un break concretissimo, con un rovescio incrociato vincente sullo 0-40. Consolida il vantaggio e raggiunge il 5-3.
Il nono game diventa una partita nella partita: venti punti e quattordici minuti, con Tiafoe al servizio per restare nel set e Shelton deciso a chiudere senza dover tornare alla battuta. Frances si aggrappa al parziale, cancella le prime tre opportunità e costringe ogni volta Ben a ricominciare. Il game si trascina tra occasioni di chiusura e nuove parità, finendo per occupare più di un quarto dell’intero set.
Shelton passa al quarto set point: un altro 6-3, stavolta per portarsi avanti due set a uno, concluso con il game più lungo del torneo 20 punti e quasi 15 minuti. Il mancino vince anche questa prova di pazienza, Tiafoe esce a mani vuote da una resistenza che avrebbe potuto riaprire il parziale. Sono serviti 52 minuti, per un totale di due ore e quattordici. Al cambio di campo si aggiorna anche il conto delle magliette: sei cambi per Frances, mentre Ben è al primo.
Quarto set, Tiafoe resiste ma Shelton chiude sul più bello
Shelton cancella tre palle break in apertura. Tiafoe si salva dallo 0-30 nel quarto game anche con un pallonetto vincente, poi i servizi accompagnano il punteggio fino al 4-4. Frances raggiunge il 5-5 con una volée di diritto, Ben tiene per il 6-5.
Il tie-break sembra vicino, ma Tiafoe cede proprio all’ultimo: un doppio fallo sul match point consegna a Shelton il 7-5 e la finale. È un epilogo crudele per Frances, che vede sfumare ancora una volta il traguardo. Ben può finalmente guardare a domenica dalle 14 ora locale, le 20 in Italia: tra lui e il titolo c’è soltanto Zverev.
