US Open, spunti tecnici: Sabalenka e Rybakina, picchiatrici simili eppure diverse

Aryna ed Elena tirano più forte di tutte, e interpretano lo stesso tipo di tennis. Ma ottengono velocità di palla in modi diversi, una è più potente, l'altra è più fluida

Di Luca Baldissera
5 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina, US Open 2026, pic courtesy of USTA

NEW YORK – Un anno e mezzo fa, a Indian Wells, dopo aver perso da Aryna Sabalenka, Lucia Bronzetti mi disse che la bielorussa, oltre alla gran velocità di palla, aveva una personalità molto forte, che poteva intimorire le avversarie. Una come Elena Rybakina, che aveva battuto l’azzurra a Madrid l’anno precedente, raccontava Lucia, “gioca uguale” (parole sue), ma ti fa sentire meno pressione a livello di presenza in campo. Come sempre, tendo a fidarmi delle valutazioni di chi ha personalmente affrontato le tenniste che analizzo, nulla può sostituire l’esperienza diretta.

Tecnicamente, Elena e Aryna rappresentano il meglio che il tennis femminile può offrire oggi, i numeri non mentono. Attenzione, parliamo di “meglio” in senso prestazionale, a livello di varietà siamo lontanissimi da una come Karolina Muchova, per esempio. Rybakina e Sabalenka sono due giocatrici che a rete ci vanno solo a darsi la mano, a meno di non venirci trascinate da una palla corta avversaria.

Il loro tennis è basato su un grandissimo servizio
, entrambe arrivano intorno ai 200 kmh con la prima palla, e anche in questo US Open sono in cima alle classifiche di efficienza con la battuta. Facilitate dall’altezza e dalle leve lunghe (Rybakina è alta 1.84, Sabalenka 1.82), trovano velocità e angoli spesso imprendibili per le avversarie, o che quantomeno le mettono quasi sempre nelle condizioni di cominciare gli scambi controllando l’iniziativa. E qui inizia il bello, anche se chi sta dall’altra parte della rete, come la nostra Lucia, potrebbe avere un parere differente.

Il palleggio di Elena e Aryna è potentissimo, sia dal lato del dritto che da quello del rovescio, ma le loro pallate vengono ottenute in modo piuttosto diverso. Oltre alla differenza più superficiale ed immediata, ovvero che Sabalenka colpisce ruggendo come una tigre (che ha tatuata come portafortuna e animale-spirito guida), mentre Rybakina è silenziosa, a parte gli inevitabili sbuffi di sforzo che emettono tutti, e che non si sentono in TV. Anche le reazioni alle situazioni agonistiche sono diametralmente opposte, Aryna esulta gridando e non lesinando i “fist pump”, mentre Elena a volte è talmente composta e impassibile da risultare quasi buffa. La ricordo bene a Wimbledon 2022, quando vinse il suo primo titolo Slam in finale su Ons Jabeur: un timido gesto col pugnetto, mezzo sorriso, e a posto così. Hai appena raggiunto il sogno di chiunque nel tennis, ragazza mia, pensavo in tribuna, e pare tu abbia semplicemente concluso una giornata in ufficio. Affascinante davvero in questo, la kazaka.

Ma tornando alla tecnica, queste differenze di approccio e di personalità si riflettono anche sulle esecuzioni. Sabalenka prende letteralmente la palla a cazzotti, con grande ed efficacissimo sforzo muscolare, conferisce un minimo di top-spin in più, e in generale utilizza la forza fisica in modo molto appariscente, sottolineato come detto da un “grunting” parecchio rumoroso. Però che botte che le escono dalla racchetta, magari non sarà elegantissima nelle esecuzioni in senso classico, ma è in grado di generare una pressione e un bombardamento costanti che non sono contrastabili da quasi nessuna, quando inizia a menare dal centro del campo lo scambio è segnato.

Rybakina è più esile (relativamente, parliamo sempre di atlete al top mondiale), anche nella ricerca della palla e negli appoggi è più dinoccolata e meno potente, ricorda un po’ il modo che aveva Venus Williams di gestire le lunghissime gambe, che non rendono semplice trovare i giusto ritmo dei passi. Ma compensa l’apparente “gap” muscolare e di peso con una strepitosa scioltezza e linearità dei movimenti a colpire. Dal punto di vista strettamente tecnico a mio avviso è la migliore in assoluto per la capacità di accelerazione dei fondamentali, riesce a generare palle rapidissime attraverso un magnifico trasferimento del peso, con swing che attraversano la palla in orizzontale come poche altre.

Se sono in cima alla classifica WTA ci sono degli ottimi motivi, insomma. Ci attende una finale speciale, che oltre a essere per definizione la migliore possibile visto che si affrontano le prime due teste di serie, avrà dei risvolti statistici e psicologici curiosi. A prescindere dal risultato, Rybakina da lunedì prossimo sarà la nuova numero uno del mondo, scettro che le verrà passato ovviamente da Sabalenka. Di fatto, avremo una partita fra due numeri 1, e non succede tanto spesso. Speriamo che lo spettacolo soddisfi le aspettative.

Leave a comment