Frances Tiafoe , numero 11 dello US Open, vede infrangersi ancora una volta il sogno di raggiungere la sua prima finale in un Grande Slam. Sconfitto in semifinale da un solido Ben Shelton, testa di serie n. 8, con il punteggio di 6-4 3-6 3-6 5-7. Nonostante la cocente delusione per un traguardo sfumato a un passo dalla meta, il tennista statunitense si è presentato in conferenza stampa con serenità e persino qualche sorriso. Un atteggiamento che non riflette rassegnazione, ma la consapevolezza di una stagione giocata con estrema costanza e la determinazione di chi sa di avere le carte in regola per arrivare presto fino in fondo.
La sconfitta contro Shelton
D. È stata una dura sconfitta. Sono curioso, di cosa avete parlato tu e il tuo team dopo la partita? Com’è stato l’intero processo dopo che sei uscito dal campo?
FRANCES TIAFOE: “Ovviamente è una bella botta. È difficile. Insomma, bisogna guardare in faccia la realtà. Sai, volevo arrivare in una finale del Grande Slam, ovviamente. Era una partita importante. Devo dare i giusti meriti a Ben: ha giocato bene stasera, ha servito benissimo. Il che ha reso le cose molto difficili per me, e io non ho servito alla grande. Ma alla fine non ci siamo detti molto. Perché allo stesso tempo, è stata un’ottima stagione per me, ma d’altra parte questa è dura da mandare giù. Volevamo vincere questa partita. Le ultime due settimane sono state fantastiche, ma non sono riuscito a concludere l’opera, e questo sarà probabilmente il mio prossimo obiettivo“.
D. Ci sono stati dei momenti davvero emozionanti nel match, come circa tre o quattro scambi da 30 colpi,. C’è stato un game pazzesco in cui stavi cercando di tenere il servizio per rimanere in quel terzo set. Mi chiedo se hai visto qualcosa in Ben (Shelton, n.d.r.) che non avevi visto in lui prima di quest’anno e che lo stava aiutando a superare le difficoltà.
FRANCES TIAFOE: “È stato incredibile. Eravamo entrambi al 100% cercando di trovare la chiave, cercando di spuntarla. Ha risposto bene. Ha tenuto duro negli scambi, senza sparacchiare via i colpi. Sta iniziando a diventare più solido. Il suo gioco sta diventando più rifinito. Invece di essere solo un giocatore d’istinto e colpi spettacolari, sta effettivamente tenendo duro nei palleggi prolungati. Ovviamente, nonostante gli scambi lunghi, era sempre pronto a ripartire, cosa che di solito non fa ma che ha fatto molto quest’anno.
D. Qual è stata la tua impressione su cosa abbia fatto per ribaltare la situazione nel secondo e terzo set rispetto al primo? Cosa non stavi riuscendo a leggere?
FRANCES TIAFOE: “Anche se ho vinto molte partite, una cosa che ancora mi manca è il mio servizio a livello di percentuali. Stavo facendo troppa fatica nei miei turni di battuta, e lui serviva con l’82%. Specialmente con i mancini, che si muovono, usano gli effetti, i kick, gli slice, le botte piatte. Lui riesce a tirar su la palla a velocità altissime quando spinge al massimo. Da parte mia, mi logoravo e faticavo in ogni turno di battuta, e lui cercava di farmi il break. Poi ha anche iniziato a rispondere meglio. Il servizio è una cosa su cui devo continuare a migliorare. È la cosa che stasera mi ha messo spesso spalle al muro“.
“Lacrime agli occhi per l’affetto a New York”
D. Immagino che, anche nella sconfitta, tu possa apprezzare l’atmosfera che c’era stasera, l’ambiente, lo stadio, e anche tutte le partite che hai vinto sul Louis Armstrong. Questo è un torneo davvero incredibile per te ogni anno, eh?
FRANCES TIAFOE: “Sì, è per questo che voglio vincerlo. L’affetto della gente è incredibile. È qualcosa che mi fa decisamente venire le lacrime agli occhi pensando a come ho iniziato da bambino; l’amore che ricevo qui è pazzesco. In ogni partita che gioco, da parte di tutti, lo staff, le guardie di sicurezza, tutti vogliono davvero vedermi trionfare. Gli amici, la famiglia, la mia squadra, si respira un’energia fantastica. All’hotel in cui alloggio impazziscono di gioia nel vedermi ogni anno. Mi sento bene. Mi sento davvero bene a stare qui a New York“.
Prossimi obiettivi: Finals e trionfo in uno Slam
D. Considerando come hai giocato per tutto l’anno, te ne vai da qui con la sensazione di poter tornare a questi livelli? Ti senti più fiducioso di poterci arrivare di nuovo rispetto agli anni scorsi?
FRANCES TIAFOE: “Non si vuole mai essere troppo sicuri di potercela fare di nuovo, ma mi sento piuttosto fiducioso di poterci tornare. Sono semplicemente felice di come sto andando e di come mi sono fatto trovare pronto in campo. Ho avuto un problemino al polso, ma, a parte quello, mi sono presentato ogni settimana. L‘anno scorso facevo la mia intervista proprio qui, e stavo malissimo per la situazione in cui mi trovavo. Sono arrabbiato, ma allo stesso tempo sono così orgoglioso di me stesso per dove sono arrivato. Ma in fin dei conti voglio farcela. Voglio diventare un campione Slam un giorno“.
D. La parte autunnale del calendario non è sempre stata facile per te. Qual è la tua mentalità nell’affrontarla oggi dato che saresti in posizione di qualificazione per Torino?
FRANCES TIAFOE: “In un certo senso continuare quello che ho fatto tutto l’anno. Continuare a lavorare. Mi sono proprio innamorato del lavoro. Probabilmente mi piangerò addosso per i prossimi due giorni, ma dopodiché potrò rimettermi a farmi il mazzo per arrivare a Torino. Voglio esserci. Voglio giocare. Sarebbe la dimostrazione di aver giocato davvero bene per tutto l’anno dall’inizio alla fine. Era un obiettivo importante che avevo scritto sulla mia bacheca degli obiettivi, e voglio arrivarci“.
“Shelton o Zverev? Che vinca il migliore”
D. Avendoci giocato molto contro entrambi, cosa pensi debba fare Ben (Shelton, n.d.r.) per battere (Alexznder, n.d.r.) Zverev domenica, che finora non ha mai battuto?
FRANCES TIAFOE: “Voglio dire, ovviamente è una finale Slam. Dovrà cogliere i suoi momenti, e Ben lo sta facendo molto bene. Continuare a portare il pubblico dalla sua parte e vedere che succede. Entrambi serviranno con percentuali altissime e probabilmente tutto si deciderà a suon di tie-break. Ovviamente deve mettere da parte gli scontri diretti e credere davvero di poter vincere la partita. Deve giocare bene per un paio d’ore, forse di più, e vedere cosa succede. Che vinca il migliore“.
