Brunold, Reis Da Silva e un pezzo di storia: il primo match tra due tennisti apertamente gay

È successo al Challenger di Tulln in Austria. La finale tra Reis Da Silva e Mika Brunold, gli unici due tennisti professionisti ad aver fatto coming out, assume un forte valore simbolico: “Possiamo essere degli esempi per tante persone”

Di Michelangelo Sottili
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Mika Brunold – ATP Challenger Tulln 2026 (foto via Twitter @ATPChallenger)

L’aggettivo storico è spesso abusato nello sport e il tennis non fa eccezione. Domenica 13 settembre, tuttavia, ci sentiamo di dire che un piccolo grande di storia è stato davvero scritto. Il luogo è il Centrale del Nö Open Powered By EVN, torneo Challenger 100, organizzato a Tulln an der Donau (“sul Danubio”), in Austria. In campo per la finale c’erano il qualificato Mika Brunold, ventunenne svizzero n. 410, e Joao Lucas Reis Da Silva, ventiseienne brasiliano n. 282 ATP. Il trofeo è stato alzato da Brunold, che ha superato l’avversario 6-4 6-3 in un’ora e venti minuti. L’aspetto che ha reso unica questa finale è che è stata la prima tra due tennisti apertamente omosessuali. Non solo finale, a ben vedere, ma il primo match (noto) nel tennis professionistico maschile.

Le parole di Brunold

Nel discorso durante la premiazione, Mika si è congratulato con l’avversario e il suo coach, “il tuo livello è stato altissimo, mi hai dato parecchio filo da torcere”. Ma la parte importante è arrivata subito dopo: “Voglio anche ringraziarti. Un anno dopo il tuo coming out ho fatto il mio. Sei stato di grande ispirazione per me e sono davvero orgoglioso di noi. Possiamo essere degli esempi per le tante persone che hanno difficoltà con il proprio orientamento sessuale. Grazie e in bocca al lupo per il futuro”.

Reis Da Silva, il pioniere

Joao Lucas Reis è stato il primo tennista pro a fare coming out, due anni fa. Come ha avuto modo di raccontare a Ben Rothenberg, “era un normale post sul suo compleanno. E non era il primo, perché lo facevo ogni anno. Stiamo insieme da tre anni ormai. Negli altri due anni ho pubblicato un post sul suo compleanno e non è successo nulla. Nel 2024 pensavo sarebbe stato lo stesso… ma è stato diverso. Da allora ho ricevuto molti messaggi: persone che mi dicevano che ero una fonte di ispirazione per loro, che volevano vedermi nei grandi tornei”.

In pratica, aveva fatto ciò che fa qualsiasi altro tennista o tennista: pubblicare sul proprio profilo Instagram una foto del compagno. Con buona pace di quelli che “non ho niente contro i gay ma…”, topos che in questo caso prosegue “… ma perché devono farlo sapere?”. D’altra parte, abbiamo permesso ai mancini di impugnare in pubblico la racchetta con la sinistra e a quel punto la strada era segnata, signora mia.

Ma le ragazze vincono a mani basse

Sarà che per qualche motivo l’omosessualità femminile spaventa meno e provoca reazioni meno scomposte, ma le ragazze sono arrivate prima. Avevamo avuto modo di raccontare del match andato in scena nel luglio 2019 al primo turno del WTA 125 di Karlsruhe tra Alison Van Uytvanck e Greet Minnen. Quella che in realtà non era nemmeno stata la prima sfida tra due tenniste lesbiche ha prodotto particolarmente clamore perché all’epoca Alison e Greet erano una coppia nella vita.

Tornando ai protagonisti di questa domenica, con buona pace degli altri finalisti – Zverev e Shelton compresi –, Brunold festeggia anche il suo miglior piazzamento al 257° posto, mentre Reis da Silva ha guadagnato la posizione 220 nella classifica live, con il miglioramento del best ranking di 187 nel mirino. .

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