Anche quest’anno la stagione Slam è giunta al termine. Tre settimane intense di US Open sono appena andate in archivio, ed è quindi il momento di riepilogare chi se ne andrà (o se n’è già andato) da New York con un trofeo tra le mani. Partendo dal singolare maschile, per finire con i sigilli dei tennisti junior, di seguito ripercorriamo tutti i campioni dello US Open di quest’edizione, la 146esima dello Slam americano.
Alexander Zverev: una vittoria da realizzare
(di Jenny Rosmini)
Sei anni dopo la finale persa contro Dominic Thiem dopo essere stato avanti di due set, Alexander Zverev si è finalmente preso lo US Open. Il tedesco ha battuto Ben Shelton 6-3 7-6(2) 5-7 6-2, conquistando il suo secondo titolo Slam della stagione e della carriera, dopo il Roland Garros vinto a giugno. Una finale condotta per larghi tratti da Zverev, capace di contenere la reazione dello statunitense nel terzo set e di riprendere immediatamente il controllo nel quarto.
Curioso, però, il momento del trionfo. Sul match point Shelton ha spedito fuori la risposta, ma Zverev non si è accorto subito di aver vinto: per qualche istante è rimasto sulla linea di fondo, pronto quasi a giocare il punto successivo, prima di realizzare che la partita era finita e lasciarsi andare ai festeggiamenti. Un attimo di esitazione prima di poter finalmente celebrare il suo primo titolo a New York.
Elena Rybakina: la consacrazione della nuova numero 1
Titolo meritato, meritatissimo per Elena Rybakina, che arrivava a questo torneo a seguito di un infortunio al piede rimediato a Cincinnati. In Ohio la kazaka aveva deciso di ritirarsi durante i quarti contro Iga Swiatek. “Non è stato un bel periodo, ero davvero giù di morale”, ha raccontato. “Non sapevo davvero come sarebbe andata giorno per giorno”. Giunta a New York, le preoccupazioni sul suo conto hanno lasciato tutti i suoi tifosi con il fiato sospeso. Almeno, fino a che non è scesa in campo. Vinti i suoi primi quattro turni senza perdere set, Rybakina è stata messa a dura prova da Qinwen Zheng ai quarti. Recuperando un set di svantaggio, però, l’allieva di Stefano Vukov ha conquistato una vittoria estremamente importante.
Un successo che la ha consegnato il primato in classifica. Con la sicurezza di diventare la numero 1 del mondo lunedì 14 settembre, ci si poteva immaginare che la kazaka si sentisse già appagata da questo traguardo, e finisse così per distendere i nervi e perdere in semifinale o in finale. Invece no. Seconda rimonta di fila ai danni di Coco Gauff e all’ultimo atto, lezione impartita ad Aryna Sabalenka. In un match che è sembrato un passaggio di consegne, dopo aver vinto il primo set Elena ha subito un tentativo di rientro della rivale, che l’ha costretta al parziale decisivo. Qui, però, la pulizia tecnica di Rybakina, la sua lucidità e velocità di palla hanno fatto la differenza. La bielorussa, sempre più nervosa, si è quindi vista sfuggire dalle mani il terzo titolo consecutivo a New York.
Ingiocabile quando ha messo la prima in campo (85% di conversione), la kazaka ha così accorciato nei testa a testa con Sabalenka, ancora avanti 10-8 nel bilancio totale, ma ora in svantaggio 7-8 in quello che tiene conto solamente dei confronti su cemento. Rybakina resta perciò imbattuta allo US Open negli incontri in cui ha vinto il primo set (12-0 il suo record), e diventa la seconda tennista a sconfiggere la numero 1 del mondo in due finali Slam dello stesso anno – la prima a riuscirci fu Steffi Graf nel 1995 (Roland Garros e US Open). Con un primato di 10 vittorie e solamente 8 sconfitte contro le tenniste in cima alla classifica, ora è Rybakina a sedersi in vetta al ranking. “Spero di poter rimanere in cima il più a lungo possibile”, ha affermato la kazaka, per la terza volta campionessa Slam dopo Wimbledon 2022 e Australian Open 2026. E con ampio merito, nuova numero 1 del mondo.
Harrison/Skupski: il nuovo sodalizio da due Slam stagionali
Primo turno a Montreal, sconfitta. Primo turno a Cincinnati, di nuovo sconfitta. Così Christian Harrison e Neal Skupski si sono presentati allo US Open. Vuoi il prestigio del torneo, vuoi la voglia di riscatto o i dolci ricordi dell’ultimo Slam su cemento – l’Australian Open, che hanno vinto -, sta di fatto che il duo anglo-americano è tornato a giocare un tennis stellare a New York. Senza perdere set, Harrison e Skupski si sono laureati per la seconda volta in stagione campioni Major. Nell’Era Open solo cinque tandem prima di loro erano riusciti a mettere la firma sia sull’Australian Open che sullo US Open nella stessa stagione.
Cancellando un set point in finale ai tedeschi Kevin Krawietz e Tim Puetz, l’inglese e l’americano hanno così chiuso il torneo perfetto. Terza coppia capace di agguantare il sigillo newyorkese senza lasciare set per strada, Harrison e Skupski hanno quindi confermato la loro caratura su questa superficie. Ricordiamo che loro sono un duo nuovo di questo 2026, dato che fino alla passata stagione lo statunitense faceva coppia con Evan King, e il britannico con Joe Salisbury. Se Skupski ha un passato da numero 1 del mondo, non si può dire lo stesso di Harrison, che dal prossimo lunedì farà il suo debutto in top 10, alla quarta posizione mondiale (il suo compagno sarà n. 3).
Siniakova/Townsend: il Career Grand Slam di coppia è realtà
Ventotto mesi di collaborazione, ed è già Career Grand Slam di coppia. A New York, Katerina Siniakova e Taylor Townsend hanno completato la collezione. Dopo Wimbledon 2024, Australian Open 2025 e Roland Garros 2026, la ceca e la statunitense hanno chiuso il cerchio nella Grande Mela, che nel 2025 le aveva viste perdere all’ultimo atto. Giunte in finale senza perdere set, Siniakova e Townsend si sono fatte sorprendere nel primo set della partita conclusiva. Robin Montgomery e Ashlyn Krueger sono partite meglio, vincendo la prima frazione.
Dal secondo parziale, però, la ceca e la statunitense hanno inserito un’altra marcia, che le ha permesso di dominare sia il secondo che il terzo set. “Questo significa davvero tutto per me, ho sempre detto di voler costruire una mia eredità”, ha detto Townsend dopo il successo. “Sto creando una strada diversa e mostrando alle persone che è possibile”. Grazie a questo trionfo, Siniakova diventa la prima tennista a fare il Career Grand Slam con due compagne diverse (c’era riuscita anche con Barbora Krejcikova). Ora, per la ceca e l’americana, l’obiettivo sono sicuramente le WTA Finals, dove nel 2024 uscirono sconfitte all’ultimo atto.
Mensik/Muchova: un contrasto di stili che funziona
Aryna Sabalenka e Novak Djokovic. Serena Williams e Carlos Alcaraz. Jessica Pegula e Taylor Fritz. Ma anche i bicampioni uscenti, Sara Errani e Andrea Vavassori. Il doppio misto dello US Open proponeva coppie di un certo spessore, sia mediatico che tennistico. A farsi strada fino al titolo, passando quasi sottotraccia, sono stati però Jakub Mensik e Karolina Muchova. Battuti Mladenovic/Arevalo e Andreeva/Rublev al super tie-break, oltre che Navarro/Paul in due set, il duo ceco si è trovato a sfidare in finale Belinda Bencic e Flavio Cobolli.
Dopo due set perlopiù dominati, prima da Muchova e Mensik, poi dalla svizzera e dall’azzurro, è stato il super tie-break a decidere le sorti dell’incontro. I cechi sono stati bravi a conquistare il vantaggio sin da subito, e se lo sono tenuto stretto fino al successo. La potenza di Mensik e la manualità di Muchova hanno così finito per prevalere, regalando ai due cechi il loro primo titolo Slam in carriera.
Marcel Latak: la fine di un digiuno USA ultradecennale
US Open junior 2015: Taylor Fritz vince il titolo. Undici anni dopo, lo statunitense Marcel Latak riporta il trofeo negli Stati Uniti. In un torneo nel quale si è presentato da non testa di serie, il classe 2009 a stelle e strisce si è qualificato per la finale senza smarrire set nel tragitto, e superando tennisti del calibro di Keaton Hance (n. 4 del seeding) e Jamie Mackenzie (n. 2). In finale, Latak si è imposto sul primo tennista del tabellone, il coetaneo Luis Guto Miguel. In rimonta, dopo circa due ore e trequarti di partita, l’americano l’ha spuntata sul brasiliano per 15-13 al super tie-break decisivo. Dopo aver cancellato tre match point, lo statunitense è riuscito a chiudere alla sua quinta opportunità.
Xinran Sun: la vendetta della numero 1
La finale di Wimbledon junior le aveva bruciato parecchio. A maggior ragione, dopo che aveva perso anche l’ultimo atto al Roland Garros. Allo US Open, questa volta, Xinran Sun ha confermato il pronostico. La numero 1 del mondo (per distacco) è riuscita finalmente a vincere uno Slam. Giunta in finale dopo un percorso non del tutto tranquillo – ha perso un paio di set nei suoi primi cinque incontri -, la cinese si è trovata davanti la stessa Anna Pushkareva che l’aveva rimontata all’ultimo atto dei Championships. In questa occasione, però, Sun ha prevalso sulla russa, quinta tennista del seeding. Con carattere, grazie a un bagel nel parziale decisivo, la cinese è venuta a prendersi il trofeo.
