Complicato trattenerne le lacrime per una delusa Aryna Sabalenka, che lascia New York senza trofeo – o meglio, quello del 2° posto – e senza primato nel ranking mondiale, il tutto ormai saldamente nelle mani di Elena Rybakina, nuova campionessa dello US Open. Una sconfitta difficile da digerire, e proprio per questo motivo, la bielorussa ha faticato parecchio a parlare durante la premiazione, mostrandosi ancora scossa durante la conferenza stampa.
D. Aryna, cosa ne pensi della rivalità che si è creata tra te ed Elena e cosa credi che la renda una giocatrice così formidabile?
Aryna Sabalenka: “Sì, abbiamo una grande rivalità. Abbiamo disputato molte partite fantastiche e finali straordinarie in questa stagione. Sì, il suo servizio è incredibile, così come il modo in cui riesce ad avanzare e a sopraffarti in campo, soprattutto sui campi dell’US Open, che sono velocissimi: questo rappresenta sicuramente un enorme vantaggio per lei. Sono molte le cose che la rendono pericolosa”.
D. Aryna, a un certo punto hai lanciato la palla tra il pubblico e poi anche la racchetta. Cosa ti passava per la testa? Cosa ti ha reso difficile, per così dire, controllare le tue emozioni oggi?
Aryna Sabalenka: “È davvero difficile controllare le proprie emozioni quando si perde in finale di un torneo del Grande Slam e quando si sta cercando di conquistare il terzo titolo consecutivo. Quindi volevo solo sfogarmi, perché se avessi tenuto tutto dentro, in quel momento, lì sul campo, non sarei riuscita a dire una parola o mi sarei comportata in modo poco corretto. Volevo solo far uscire tutta quell’aggressività e quella delusione”.
Cacciatrice o preda
D. C’è una parte di te che non vede l’ora di tornare a “cacciare” e di essere, per così dire, quella che potrà dare la caccia alle altre invece di avere il bersaglio sulla schiena?
Aryna Sabalenka: “Penso che, in ogni caso, quando scendi in campo, tu abbia comunque il bersaglio sulla schiena. Non importa se sei la numero 1, la numero 2, la 3, la 4 o qualsiasi altra posizione. Continuerò semplicemente a lavorare sodo e a migliorare il mio tennis, il mio livello. Spero di vincere altri tornei”.
D. Che sfortuna. È stata ovviamente un’estate difficile, e hai fatto davvero un ottimo lavoro per arrivare in finale. Trai qualche insegnamento da questo, dal modo in cui ti sei ripresa e sei riuscita a tornare in finale?
Aryna Sabalenka: “No, penso che nel complesso dovrei essere soddisfatta del livello a cui ho giocato, e ci sono molte cose da cui trarre insegnamento da questo torneo. Voglio dire, come dimostra l’esperienza, ne esco solo più forte e tutte queste lezioni di questa stagione mi hanno sicuramente già resa più forte, ma mi motiveranno sicuramente per il prossimo anno a fare ancora meglio”.
