US Open, Sabalenka: “Difficile controllare le emozioni quando si perde una finale Slam”

"Io ed Elena abbiamo una grande rivalità, sono molte le cose che la rendono pericolosa. La pallina lanciata? Volevo solo sfogarmi"

Di Pietro Sanò
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Aryna Sabalenka - US Open 2026 (x @wta)

Complicato trattenerne le lacrime per una delusa Aryna Sabalenka, che lascia New York senza trofeo – o meglio, quello del 2° posto – e senza primato nel ranking mondiale, il tutto ormai saldamente nelle mani di Elena Rybakina, nuova campionessa dello US Open. Una sconfitta difficile da digerire, e proprio per questo motivo, la bielorussa ha faticato parecchio a parlare durante la premiazione, mostrandosi ancora scossa durante la conferenza stampa.

D. Aryna, cosa ne pensi della rivalità che si è creata tra te ed Elena e cosa credi che la renda una giocatrice così formidabile?
Aryna Sabalenka: “Sì, abbiamo una grande rivalità. Abbiamo disputato molte partite fantastiche e finali straordinarie in questa stagione. Sì, il suo servizio è incredibile, così come il modo in cui riesce ad avanzare e a sopraffarti in campo, soprattutto sui campi dell’US Open, che sono velocissimi: questo rappresenta sicuramente un enorme vantaggio per lei. Sono molte le cose che la rendono pericolosa”.

D. Aryna, a un certo punto hai lanciato la palla tra il pubblico e poi anche la racchetta. Cosa ti passava per la testa? Cosa ti ha reso difficile, per così dire, controllare le tue emozioni oggi?
Aryna Sabalenka: “È davvero difficile controllare le proprie emozioni quando si perde in finale di un torneo del Grande Slam e quando si sta cercando di conquistare il terzo titolo consecutivo. Quindi volevo solo sfogarmi, perché se avessi tenuto tutto dentro, in quel momento, lì sul campo, non sarei riuscita a dire una parola o mi sarei comportata in modo poco corretto. Volevo solo far uscire tutta quell’aggressività e quella delusione”.

Cacciatrice o preda

D. C’è una parte di te che non vede l’ora di tornare a “cacciare” e di essere, per così dire, quella che potrà dare la caccia alle altre invece di avere il bersaglio sulla schiena?
Aryna Sabalenka: “Penso che, in ogni caso, quando scendi in campo, tu abbia comunque il bersaglio sulla schiena. Non importa se sei la numero 1, la numero 2, la 3, la 4 o qualsiasi altra posizione. Continuerò semplicemente a lavorare sodo e a migliorare il mio tennis, il mio livello. Spero di vincere altri tornei”.

D. Che sfortuna. È stata ovviamente un’estate difficile, e hai fatto davvero un ottimo lavoro per arrivare in finale. Trai qualche insegnamento da questo, dal modo in cui ti sei ripresa e sei riuscita a tornare in finale?
Aryna Sabalenka: “No, penso che nel complesso dovrei essere soddisfatta del livello a cui ho giocato, e ci sono molte cose da cui trarre insegnamento da questo torneo. Voglio dire, come dimostra l’esperienza, ne esco solo più forte e tutte queste lezioni di questa stagione mi hanno sicuramente già resa più forte, ma mi motiveranno sicuramente per il prossimo anno a fare ancora meglio”.

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