Prize money, i big danno tregua agli Slam: “La protesta pubblica è finita”

I top player, guidati da Jannik Sinner e Aryna Sabalenka, hanno annunciato una tregua ai Major per la battaglia sui prize money

Di Manuel Ventriglia
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Jannik Sinner e Aryna Sabalenka - Madrid 2026 (foto X @MutuaMadridOpen)

Tanto tuonò che piovve. Le gocce che cadono dal cielo potrebbero non dissetare tutti i protagonisti di questo sport, ma sicuramente quelli con la voce più altisonante: i top player. L’argomento è risaputo a tutti gli appassionati di questa disciplina. Ma ribadire il succo del contenzioso non fa male, con gli esponenti della racchetta ad insorgere contro l’organizzazione dei quattro Slam per una ripartizione non equa, a loro opinione, del prize money totale con il solo 15% a loro destinato. Ora però sembra esserci una svolta, con l’ascia di guerra che sembra finalmente seppellita.

Jannik Sinner e Aryna Sabalenka erano a capo di questa “insubordinazione”, con tanti tennisti a seguire l’azzurro e la bielorussa nella protesta. I primi passi del boicottaggio risalgono allo scorso Roland Garros quando le conferenze stampa dei giocatori si ridussero a 15 minuti. I primi segni di distensione ci furono a Wimbledon, quando sotto la medesima minaccia, l’All England Club decise di elargire qualche concessione ai membri del circuito maggiore. Ed eccoci arrivati ai giorni correnti, con lo Slam americano a suggellare la fine di questa spaccatura tra i quattro Major e i primi attori di questo sport.

Se Zverev ha vinto sull’Arthur Ashe, tutto il circuito ha esultato quando, proprio a New York, la federazione tennistica statunitense (USTA) ha stanziato 2 milioni di dollari per welfare players. Rimanendo però lontani dal 22% agognato. Oltre al risvolto economico, arriva un mutamento strutturale positivo. Quando, a fine agosto, si annunciò la creazione di un comitato consultivo dei giocatori del Grande Slam con l’obiettivo di esserne parte attiva nelle decisioni organizzative.

Il comunicato dei giocatori

Tanto basta ai tennisti per tirare il freno, concedendo un armistizio che si riserva, però, l’opzione di nuova rivolta in caso di promesse non mantenute. Ad annunciarlo i diretti interessati attraverso un comunicato dove orgogliosamente vengono elencate le vittorie conquistate e quelle ancora auspicate. “Ora che esiste un consiglio ufficiale incaricato di portare avanti questo lavoro, la fase pubblica della campagna guidata dal gruppo unificato dei top player giunge al termine. I giocatori si riservano il diritto di riavviare la campagna qualora il consiglio non riuscisse a raggiungere questi obiettivi. I giocatori collaboreranno ora direttamente con i tornei del Grande Slam per istituire il consiglio. Attraverso il quale saranno consultati direttamente e potranno negoziare su base continuativa”.

“Da quando la proposta formale dei giocatori è stata presentata il 31 luglio 2025, il montepremi complessivo di questi tornei del Grande Slam è salito a 415,6 milioni di dollari. Secondo le stime dei giocatori, oltre 30 milioni di dollari di tale importo rappresentano incrementi superiori al tasso di crescita registrato negli anni precedenti l’inizio della campagna. Ciò testimonia i risultati ottenuti grazie all’azione concertata e unitaria dei giocatori in uno sport individuale. E al dialogo costruttivo con i tornei del Grande Slam e gli organizzatori. I giocatori si affidano al Consiglio affinché, sulla scia di questi progressi, continui a perseguire gli obiettivi non ancora pienamente raggiunti“.

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