Toby Samuel, dal circuito Challenger alla Coppa Davis: “Chiamato mentre camminavo per New York”

Toby Samuel si è tolto delle grandi soddisfazioni in questo 2026 e sarà uno dei protagonisti della sfida della Gran Bretagna contro l'Ecuador

Di Manuel Ventriglia
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Toby Samuel (@ X LTA)

Anche in un terreno solitario come quello dei tennisti, può sbocciare il fiore del gioco di squadra votato all’orgoglio nazionale. Per tutto questo c’è la Coppa Davis, risaputo convogliatore di simili emozioni e prossima al ritorno, dopo l’epilogo dello US Open a chiudere la parentesi Slam stagionale. Il vincitore di Flushing Meadows potrebbe essere uno dei protagonisti del weekend votato all’Insalatiera. Zverev è convocato per Germania-Croazia, ma sono le storie di chi orbita ancora nel sottobosco a suscitare maggiori curiosità. E quella che sta vivendo Toby Samuel si candida ad essere una delle predilette di questa edizione.

Dopo aver interrotto, in quel di New York, la striscia di italiani portati ai quarti di finale Slam, possiamo consolarci ribadendo, e sottolineando a più riprese, di essere i tre volte campioni in carica della Coppa Davis e ciò che accadrà in questa ronda di secondo turno di qualificazioni ci riguarda solo da spettatori interessati. Gli azzurri sono di diritto alle Finals Eight di Bologna dove tenteranno di difendere il titolo e calare il poker. Le sette avversarie che li raggiungeranno nel capoluogo di provincia emiliano usciranno dai sette confronti in programma nel weekend del 18-20 settembre. Tra cui c’è la Gran Bretagna contrapposta all’Ecuador.

La scalata di Toby Samuel e la chiamata in Coppa Davis

Qui la lente di ingrandimento vale la pena spostarla su Toby Samuel. Il classe 2002 ha vissuto un anno caratterizzato da grandi miglioramenti che lo hanno portato a vivere diverse prime volte. Quella dei debutti Slam, quella dell’ingresso in top-100 sino alla convocazione in Coppa Davis con la Gran Bretagna. Il ragazzo di Winchester ha inaugurato il suo personale 2026 partendo dalla casella n. 261 del ranking, ha conquistato tre titoli Challenger, uno in Canada e due in Grecia, e un M25 in Portogallo. Poco comparato, però, alle emozioni vissute nel palcoscenico più luminoso, quello dei Major.

L’esordio in assoluto arriva sulla terra rossa parigina, dove sul Campo 14 del Roland Garros, affronta Alex de Minaur dopo aver superato i tre turni di qualificazioni per il main draw. L’australiano lo liquida in tre set, ma il britannico esce con un bagaglio esperienziale inevitabilmente arricchito. Le cose vanno meglio nello Slam di casa, quando a Wimbledon onora la wild card concessagli vendendo cara la pelle contro Jakub Mensik: il ceco passa solo al super-tie break del quinto.

Tutto fieno in cascina, sino alla prima vittoria Major che si materializza a Flushing Meadows. Dopo aver superato ancora i tre turni di qualificazioni per il tabellone principale, Samuel si regala l’exploit battendo con un secco 3-0 Thomas Machac all’esordio nell’US Open. Poco male se la sua corsa si ferma, con il medesimo risultato, contro Jiri Lehecka.

Toby Samuel: “Convocato in Coppa Davis mentre camminavo per New York”

Proprio durante la sua avventura nella Big Apple, arriva un’altra gioia inaspettata, la chiamata di Leon Smith. Il capitano di Coppa Davis della Gran Bretagna alza il telefono e chiama Toby che orgogliosamente racconta l’aneddoto alla BBC Sport: “Ero in giro, camminando per le strade di New York quando ho ricevuto la chiamata di Leon e mi ha detto ‘Congratulazioni, sei stato selezionato’. È incredibile, è stato uno dei momenti migliori della mia vita tennistica, essere chiamati per questo, è quello che ogni giocatore britannico sogna, rappresentare il proprio paese e giocare per esso”.

Dai Challenger agli Slam, un duplice salto carpiato che Samuel racconta così: “All’inizio è stata un’esperienza completamente nuova: ero piuttosto nervoso all’idea di partecipare a quei tornei, di vedere i migliori giocatori negli spogliatoi e di giocare contro di loro, in campo tremavo un po’. Ma dopo la seconda o terza volta mi ci sono abituato e mi sono sentito molto più tranquillo in campo, il che mi ha aiutato ad arrivare fino in fondo”.

Samuel avrà come compagni di squadra Arthur Fery, Cameron Norrie, i doppisti Henry Patten e Lloyd Glasspool e potrebbe essere uno dei protagonisti della sfida all’Ecuador, prevista alla Copper Box Arena di Londra. Inimaginabile sino ad un anno fa. Insomma, emozioni da Coppa Davis.

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