La sostanza è che Alexander Zverev è diventato re di New York sollevando il secondo Slam della sua carriera, mentre Ben Shelton è stato costretto a vestire i panni dello sconfitto e leccarsi le ferite nell’epilogo dello US Open. Al netto del successo del tedesco, meritato e incontrovertibile, quello che fa discutere nel day after di Flushing Meadows è un tema già sollevato da Karen Khachanov in semifinale, con papà Shelton a fargli eco e mettersi sulla stessa lunghezza d’onda del russo. Trattasi dei rimbalzi della pallina di cui si serve Sascha al servizio.
Zverev ha impostato il suo servizio con una particolare flemma, facendo rimbalzare la pallina un numero di volte a ridosso della ventina, prendendosi tanto tempo per eseguire il primo colpo. Troppo a giudicare dalle rimostranze di Khachanov e Shelton senior. Ad onor del vero, sebbene il modus operandi del due volte campione Slam sia di fresca datazione e relativo alla campagna americana, ciò non ha impedito al russo di esternare tutto il suo disappunto, chiamando in causa gli altri tennisti come se fosse una pratica consolidata: “Non infastidisce solo me, ovviamente, ma molti giocatori, perché ci vuole davvero troppo tempo. Non sai come prepararti al servizio“.
La ‘critica’ di Bryan Shelton a Zverev
Espresso il proprio disappunto, Khachanov aveva chiosato con un politicamente corretto: “Se rientra nelle regole per quanto riguarda il tempo tra un punto e l’altro, non posso dire nulla contro questo“. Ulteriormente sibillino è stato Bryan Shelton, noto per la sua solarità e poco incline alla bagarre. L’esternazione dell’ex giocatore è arrivata live ai microfoni di ESPN, nel bel mezzo della finale, con Zverev sopra 1-0. Oltre a sottolineare le difficoltà del figlio e rendere merito all’avversario, l’americano ha avuto modo di sottolineare, con il sorriso, quanto possa essere fastidiosa un’attesa così lunga in risposta: “Sascha fa rimbalzare così tante volte la palla che interrompe la tua concentrazione e ti distrae”.
Malumori, circoscritti a questa situazione a giudicare dai reciproci complimenti tra il team Shelton e team Zverev, che non sembrano turbare il sonno del nuovo campione dell’US Open che ha disinnescato la polemica rifugiandosi in un’inattaccabile inconsapevolezza con una punta di ironia: “Non lo faccio apposta. Ho visto la statistica: ho fatto rimbalzare la pallina circa 12 mila volte o qualcosa del genere. È piuttosto divertente. Non le conto nella mia testa e non cerco di arrivare a un numero preciso. Non so perché il numero sia aumentato così tanto”.
