Toccare con mano il miglior risultato della carriera e poi vedersi risucchiati nel vortice di risultati non soddisfacenti e infortuni è quanto di peggio il tennis possa offrire.
Quanto questa disciplina sappia essere spietata lo ha ben compreso nel 2026 Eva Lys. A gennaio la tedesca ha ritoccato il best ranking fino al numero 39 del mondo. Il suo gioco stava sostenendo le ambizioni già dalla fine della scorsa stagione, quando a Pechino è riuscita a superare Elena Rybakina, prima che la kazaka compiesse l’evoluzione finale. La grande prova contro Iga Swiatek, pur con sconfitta in rimonta, in United Cup a inizio anno lasciava intravedere ulteriori margini di miglioramento nella classe 2002 nata a Kyev.
Poi, però, sono arrivati i problemi fisici e con questi un turbine negativo. Perché nel tennis non c’è tempo di godersi i traguardi. Quando si è raggiunto qualcosa di assai positivo, l’anno seguente è sempre richiesta la conferma per rimanere nel posto al sole della classifica. Lys ha faticato a confermarsi e la discesa nel ranking è stata inevitabile. Attualmente staziona al numero 99, una posizione di frontiera per l’accesso diretto agli Slam.
Intanto, Eva è la quinta testa di serie nel tabellone del WTA 250 di San Paolo.
“È la prima volta che gioco qui e anche la prima volta da molto tempo che gioco a una certa altitudine. Quindi abbiamo bisogno di qualche giorno per adattarci, ma mi sento bene” ha dichiarato in un’intervista per TenisBrasil.
“So di aver avuto un anno difficile, quindi le aspettative sono moderate” ha proseguito, analizzando la propria stagione. “Voglio stare bene fisicamente e giocare il maggior numero possibile di partite. Mi sto godendo molto il tempo che trascorro qui e spero di poter rimanere ancora un po’”.
Lys: “Voglio essere un esempio per le generazioni future. La spondiloartrite? Ci convivo, ma non tutti i giorni sono facili”
Lys è nata in Ucraina, ma vive in Germania da praticamente tutta la vita. Ed è entro i confini tedeschi che Eva si è formata come tennista. Appoggiata dalla Federazione tedesca, che l’ha selezionata per il programma per giovani talenti, e allenata dal padre Vladimir, ex giocatore che ha disputato la Coppa Davis per il suo Paese d’origine, è cresciuta in un clima tennistico frizzante.
Per la Germania sono stati anni di grande fervore agonistico, dopo le fatiche nel raccogliere l’eredità pesante di Steffi Graf. A guidare la rinascita è stata Angelique Kerber, accompagnata da Sabine Lisicki, Andrea Petkovic, Julia Goerges, Laura Siegemund e Mona Barthel. Per Lys sono state grandi fonti di ispirazione
“In Germania diciamo sempre che abbiamo avuto una generazione d’oro, perché c’erano tantissime giocatrici incredibili! E per me, così come per qualsiasi giovane tennista, è stato fantastico crescere avendo dei grandi esempi” ha raccontato. “Ho conosciuto Petkovic e ho iniziato a giocare con uno stile simile al suo. Ho conosciuto anche molte giocatrici più grandi. Naturalmente ora è un po’ triste, perché stanno smettendo di giocare, ma per tutte noi è stato importante poterci ispirare a loro”.
L’auspicio per la 24enne tedesca è poter essere un modello per le giovani, come le sue colleghe più grandi lo sono state per lei. “Spero di poter essere anch’io un esempio per le generazioni più giovani, affinché possano vedere che il tennis è un lavoro duro, ma che può essere anche divertente”.
Lys è consapevole che i risultati sportivi sono imprescindibili per essere innalzata a fonte di ispirazione, ma sa altrettanto che non tutti si esaurisce con il tennis. Nel 2020 le è stata diagnosticata la spondiloartrite, una malattia cronica che colpisce colonna vertebrale e articolazioni.
“È qualcosa con cui convivo ogni giorno. E resterà con me finché continuerò a giocare. Devo essere più prudente. Il mio team sa che a volte il programma degli allenamenti deve cambiare quando mi sveglio e non mi sento bene” ha confessato. “Non faccio mai troppi programmi per il futuro, perché so che dipenderà da come starà il mio corpo. Soprattutto perché quest’anno è stato il più difficile che abbia mai vissuto. Ho cercato di spingermi fino al limite, ma il mio corpo mi ha chiesto di rallentare”.
Una sfida quotidiana a cui non può sottrarsi e che deve far conciliare con i ritmi forsennati del tennis. E non sempre è facile.
“È per questo che non ho potuto giocare molte partite e ho avuto alti e bassi dal punto di vista fisico. Ma penso che tutti abbiano un peso da portare” ha aggiunto “Nessuno sa mai al 100% cosa succede nella vita degli altri. È una grande sfida capire fin dove posso arrivare, ma credo che ora le cose miglioreranno”.
Le grandi prestazioni contro Swiatek e Rybakina
Infine, la conversazione è virata sui momenti più importanti della sua carriera. Lys ha ricordato in particolare il successo su Elena Rybakina a Pechino a fine 2025 e la sconfitta in tre set – che sarebbe potuta essere anche una vittoria – con Iga Swiatek in United Cup. La prestazione contro la polacca lasciava presagire un 2026 diverso, ma, come ha spiegato Eva stessa in questa intervista, convivendo con una malattia cronica, è costretta a vivere alla giornata.
“Penso che siano state le partite più importanti che abbia giocato in carriera, soprattutto perché in precedenza riuscivo a vincere pochissimi game contro di lei e, in quella partita arrivata al terzo set, ho avuto l’opportunità di vincere. Credo che questo sia un segnale del fatto che sto crescendo come giocatrice” ha analizzato parlando della partita contro Swiatek. Poi ha fatto un parallelismo tra come si sentiva a inizio stagione e quanta fatica abbia fatto allo US Open. “Quando ho giocato lo US Open, ho affrontato Mirra Andreeva e mi sono ricordata dell’anno scorso, perché stavo giocando un buon tennis, ma fisicamente non mi sentivo abbastanza bene per affrontare una top 10”.
“So di essere sulla strada giusta, ma devo essere fisicamente forte per affrontare queste giocatrici” ha concluso. “Ritroverò il mio livello e giocherò partite migliori rispetto a quella della scorsa settimana. Ma ricordare il modo in cui ho giocato contro Iga all’inizio dell’anno è qualcosa che mi motiva ad andare avanti”.
