Eala, rischio multa da 10 000 dollari: il ‘problema’ è la partecipazione ai Giochi Asiatici

Alex Eala sceglie di indossare i colori del proprio paese e diserta il WTA 1000 di Pechino, per Tjen scelta opposta. Le possibili motivazioni alla base di una scelta

Di Danilo Gori
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Alexandra Eala - US Open 2026 (x @usopen)

La WTA potrebbe presto multare Alexandra Eala, che pare sia risoluta a partecipare ai Giochi Asiatici, manifestazione prossima alla partenza ad Aichi-Nagoya, in Giappone, il giorno 19 settembre, con termine domenica 4 ottobre. Per la filippina, in quanto top 20 del ranking, la presenza al torneo 1000 di Pechino, torneo con svolgimento in contemporanea, è infatti obbligatoria, e la sua eventuale assenza, in mancanza di un valido giustificativo, potrebbe valerle una sanzione di 10000 dollari.

La Federazione Filippina Tennis (Philta) ha già chiesto una deroga per la sua giocatrice più rappresentativa, l’unica di caratura veramente internazionale che, per bocca di Tonette Mendoza, direttore esecutivo della federazione locale, è “determinata a difendere i colori delle Filippine”. La vicenda assume consistenza se consideriamo l’atteggiameno opporto che sta adottando un’altra giovane star del tennis asiatico, Janice Tjen, numero 51 del ranking.

Eala sceglie i Giochi Asiatici, Tjen rinuncia

La ventiquattrenne indonesiana esprime rincrescimento per la mancata partecipazione all’evento panasiatico e sceglie di giocare l’impegno internazionale WTA. Queste le sue parole: “Dopo attenta riflessione, ho deciso di partecipare al torneo 1000 di Pechino e non ai giochi Asiatici, che si svolgeranno in contemporanea. È stata una scelta sofferta, perché sono incredibilmente fiera di poter rappresentare i colori del mio paese, magari vincendo medaglie ai giochi Asiatici o promuovendo il tennis nel mio paese con la Billie Jean King Cup”.

Cosa potrà succedere ora? La WTA ha negato la deroga a Tjen, che si è prontamente adeguata, e nulla lascia pensare che Eala godrà di un trattamento diverso. La sua posizione in classifica, oltretutto, la porta a essere una probabile protagonista dell’evento. Lei ha già deciso e la probabile sanzione non la sta frenando, come nemmeno la turba l’assegnazione di zero punti che deriverebbe dalla sua assenza in Cina.

Eala, i motivi della scelta

Dal punto di vista tecnico per una giocatrice giovane e promettente, come lo è Eala più di Tjen, partecipare a un torneo di categoria appena inferiore a uno Slam, che ha come assenze nel campo di partecipazione unicamente la lungodegente Victoria Mboko, è decisamente più significativo e ricco di spunti di miglioramento di una manifestazione, per quanto prestigiosa nel continente asiatico, dove le avversari e più forti si chiamano, con tutta la considerazione che meritano, Shuai Zhang, Xiyu Wang o Lanlana Tararudee.

Eala però può concretamente aspirare alla medaglia d’oro, circostanza che potrebbe in concreto valerle un consolidamento della popolarità, già altissima, nel suo paese, con immaginabili ricadute dal punto di vista economico, probabilmente tali da ammortizzare ampiamente la multa che si vedrà recapitare dall’associazione. E c’è da capirla. Non vanno infatti trascurate le peculiarità di determinate situazioni, soprattutto quando un giocatore di livello internazionale nasce in un paese di tradizioni tennistiche modeste o comunque dai rari esempi di alto livello nel passato. Shuzo Matsuoka, tennista giapponese di discreto valore negli anni Ottanta e oggi commentatore, raccontò in una intervista di quei tempi di quanto fossero remunerativi i tornei nel suo paese.

I compensi e la fama nazionale, con tanto di contratti pubblicitari, erano tali da consigliargli di interrompere la carriera internazionale per monetizzare la propria notorietà in tornei di valore tecnico indubbiamente mediocre. Anche questo aspetto forse è alla base della scelta della giovane Eala, pronta a rientrare nel circuito ma desiderosa di difendere i colori del proprio paese, ovviamente con annessi e connessi.

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