Arthur Fils potrebbe festeggiare uno dei traguardi più importanti della propria carriera senza nemmeno scendere in campo. E, quando accadrà, sarà trascorso più di un mese dalla sua ultima vittoria nel circuito.
Il francese, attualmente numero 11 del ranking ATP con 3150 punti, è infatti destinato a entrare per la prima volta tra i primi dieci del mondo alla fine di settembre, scavalcando Taylor Fritz, decimo a quota 3175. Non sarà però un risultato conquistato direttamente sul campo nelle prossime settimane, bensì uno degli effetti più curiosi dello spostamento del calendario ATP 2026.
Fritz perde i punti prima di poterli difendere
Il meccanismo è semplice. Il 28 settembre Fritz perderà i 330 punti conquistati con la finale raggiunta a Tokyo nel 2025, ma quest’anno il torneo giapponese inizierà soltanto il 30 settembre. L’americano si ritroverà quindi privato di quei punti prima ancora di avere materialmente la possibilità di difenderli e scenderà sotto Fils. Il ranking ATP, infatti, è costruito su una finestra mobile di 52 settimane, e lo slittamento delle date può produrre proprio questo tipo di disallineamento.
Non è neppure la prima volta che il calendario 2026 produce effetti simili. Era già accaduto durante l’estate nordamericana: essendo l’annata slittata di una settimana rispetto al 2025, i punti del Masters 1000 canadese erano usciti dal ranking mentre l’edizione successiva era ancora in corso, e lo stesso meccanismo aveva interessato Cincinnati. Una piccola anomalia già capace di generare movimenti in classifica indipendenti dai risultati ottenuti in quella specifica settimana.
Ad ogni modo il sorpasso interromperà anche una lunga permanenza di Taylor Fritz tra i primi dieci. L’americano non usciva dalla Top 10 dal settembre 2024, quando la finale dello US Open lo aveva riportato dal numero 12 al numero 7. La parentesi potrebbe però rivelarsi brevissima: Fritz sarà regolarmente al via a Tokyo e avrà immediatamente la possibilità di recuperare i punti appena scaduti. Utile notare che nella Race 2026 l’americano è attualmente decimo, segnale di una stagione che lo ha effettivamente riportato ai margini dell’élite.
Per Fils, dunque, il numero 10 arriverà quasi per inerzia. Dopo il trionfo di Cincinnati del 23 agosto, dove ha battuto Frances Tiafoe 6-3 1-6 6-0 conquistando il primo Masters 1000 della carriera, il ventiduenne francese è uscito all’esordio allo US Open contro Stefanos Tsitsipas. Da allora non ha più disputato incontri ufficiali. La sua posizione è soprattutto il risultato di una stagione che lo ha visto conquistare Cincinnati e accumulare abbastanza margine da trovarsi oggi a soli 25 punti da Fritz. Nella Race per Torino, inoltre, il francese occupa attualmente il settimo posto con 3150 punti.
C’è ancora un’ipotesi Djokovic
Perché l’ingresso diventi matematico resta in realtà una possibilità, decisamente remota, che porta il nome di Novak Djokovic. Il serbo è attualmente dodicesimo con 2980 punti e, secondo il programma annunciato, tornerà in campo nell’ATP 500 di Pechino, al via dal 30 settembre, per poi disputare il Masters 1000 di Shanghai. Per impedire a Fils di diventare numero 10 dovrebbe cambiare improvvisamente programma, chiedere una wild card per uno dei due ATP 250 della settimana precedente, Chengdu o Hangzhou, e vincere il torneo. Uno scenario “altamente improbabile”. Salvo sorprese, dunque, Fils diventerà il 13° francese della storia a raggiungere la Top 10 ATP.
Sei anni dopo Monfils, otto dopo Pouille
L’ultimo francese presente tra i primi dieci era stato Gael Monfils, numero 9 ancora nel settembre 2020 prima di scivolare all’undicesimo posto nel mese di ottobre. Da allora la Francia, una delle nazioni tradizionalmente più profonde del circuito maschile, non aveva più avuto un proprio rappresentante nella Top 10.
Fils stabilirà anche un altro piccolo primato nazionale: sarà il primo nuovo Top 10 francese dai tempi di Lucas Pouille, che raggiunse il numero 10 il 19 marzo 2018. Monfils era infatti entrato per la prima volta tra i dieci già nel 2009. Prima di Fils vi erano riusciti Yannick Noah, Henri Leconte, Thierry Tulasne, Guy Forget, Cédric Pioline, Arnaud Clément, Sébastien Grosjean, Richard Gasquet, Gilles Simon, Jo-Wilfried Tsonga, Monfils e Pouille. Otto anni dopo quest’ultimo, la Francia aggiungerà finalmente un tredicesimo nome alla lista.
E intanto Torino è tutt’altro che un miraggio
L’imminente ingresso nei primi dieci assume però una prospettiva ancora diversa osservando la Race to Turin, che considera esclusivamente i risultati ottenuti nel corso del 2026. Dopo lo US Open Fils occupa infatti il settimo posto con 3150 punti, alle spalle di Alexander Zverev, Jannik Sinner, Ben Shelton, Carlos Alcaraz, Flavio Cobolli e Frances Tiafoe. Dietro di lui ci sono Daniil Medvedev, ottavo con 2780 punti, Rafael Jodar (!) a 2509 e Taylor Fritz a 2480. Se la stagione terminasse oggi, dunque, il francese sarebbe nel gruppo degli otto giocatori destinati a Torino.
Il margine non consente naturalmente di fare calcoli definitivi: restano ancora la parte asiatica della stagione, Shanghai, gli ATP 500 autunnali e il Masters 1000 di Parigi, con molti punti a disposizione degli inseguitori. Ma la qualificazione non appartiene più al campo delle semplici suggestioni. Fils ha 370 punti di vantaggio su Medvedev e 641 sul nono posto e l’ATP lo annovera apertamente tra i giocatori in corsa per debuttare alle Finals. È un dato che aiuta anche a ridimensionare il carattere apparentemente fortuito del suo ingresso in Top 10, dopo il rientro nel circuito a febbraio, successivo a un’assenza di otto mesi,
Fils aveva costruito già prima di Cincinnati un’annata di alto livello. Un’eventuale qualificazione avrebbe anche un significato storico per il tennis francese: nessun transalpino disputa le ATP Finals dal 2016, quando Gael Monfils partecipò all’allora Masters di Londra. Fils potrebbe quindi riportare la Francia al torneo di fine stagione esattamente dieci anni dopo e diventare il primo francese a disputarlo da quando la manifestazione si è trasferita a Torino.
