C’è anche Aleksandr Shevchenko tra le vittime del caso di sottrazione di dati che in questi giorni sta coinvolgendo Revolut. Il venticinquenne kazako, arrivato fino al numero 45 della classifica ATP nel febbraio 2024, figura infatti tra i clienti i cui dati sarebbero finiti nelle mani di un gruppo di hacker.
Secondo quanto ricostruito dal Financial Times e da Repubblica, l’incidente avrebbe interessato circa 680 clienti Revolut, tra i quali diverse personalità di alto profilo. Nel caso di Shevchenko sarebbero state pubblicate online anche copie di documenti di identità e fotografie utilizzate per la verifica dell’account attribuite al giocatore. Tra le informazioni complessivamente sottratte figurerebbero inoltre indirizzi, IBAN, estratti conto e cronologie delle transazioni.
Una frode senza violare i sistemi di Revolut
Secondo Repubblica, l’indirizzo coinvolto sarebbe una PEC appartenente alla Prefettura di Reggio Calabria. Revolut avrebbe inizialmente considerato autentiche le richieste, fornendo quindi alcuni dei dati richiesti, prima di insospettirsi e contattare direttamente l’istituzione italiana. A quel punto sarebbe emerso che le richieste non provenivano realmente dall’autorità. Sul caso è stata aperta un’indagine della Polizia Postale.
Revolut ha confermato l’incidente, precisando che si è trattato di una forma di impersonificazione esterna e sottolineando che né i propri sistemi né i fondi dei clienti sono stati compromessi.
Shevchenko non è l’unico nome noto comparso nelle ricostruzioni: tra le persone coinvolte figurano anche l’ex CEO dell’exchange di criptovalute Mt. Gox Mark Karpelès e il calciatore georgiano del Villarreal Georges Mikautadze. Per il tennista kazako, al momento, non risultano dichiarazioni pubbliche sulla vicenda.
