USA – CECHIA 1-1
L. Tien (USA) b. J. Mensik (CZE) 6-2 6-4
Inizia dannatamente in salita la Coppa Davis dei padroni di casa della Repubblica Ceca. In un’O2 Arena gremita (ma non c’è il tutto esaurito) il pubblico ceco deve applaudire un ottimo Learner Tien, solido e dinamico, bravo al servizio e molto centrato nella diagonale di rovescio, di fronte al quale il dritto di Mensik è stato inaspettatamente il colpo più debole. Sarà infatti la tensione di dover vincere come n.1 ceco contro il n.2 americano, ma il povero Jakub è incappato in una giornata no, caratterizzata da una marea di errori col primo fondamentale, spesso fuori misura e ancora più spesso affondato in rete.
La superficie dura dell’O2 Arena, il Laykold MF4, è dura fino a un certo punto: la palla rimbalza piuttosto bassa, perdendo rotazione, variabile che sarebbe non di poco conto, ma il match è a senso unico. Nel primo set, il campione di Miami 2025 subisce un micidiale parziale di cinque giochi a zero da un Tien molto in palla, che risponde bene e dimostra un’ottima solidità dal fondo.
Il campione di Ginevra sfodera un bel servizio e sbaglia molto poco, chiudendo in scioltezza il primo set dopo 27 minuti di gioco, nel brusio deluso del pubblico. Il giustiziere di Sinner a Doha è statico, fatica molto a leggere in anticipo i colpi dell’avversario ed è molto lento in uscita dal servizio. Aggiungiamo qualche doppio fallo di troppo e l’opera è completata: Tien toglie due volte di fila il servizio all’avversario nel terzo e nel quinto gioco del secondo set – in mezzo il break del ceco sotto 6-2 2-1, ma è un totale fuoco di paglia. Dopo un’ora e 4 minuti, il mancino americano va servire per il match, avanti 6-2 5-4, e non trema: un servizio sempre di livello gli consegna il match. Dopo poco più di un’ora, gli Stati Unit sono davanti 1-0, nonostante la passione del pubblico di Praga. Tocca a Jiri Lehecka sovvertire il pronostico contro nientemeno del finalista di New York, Ben Shelton.
J. Lehecka b. B. Shelton 6-4 6-4
“La Davis è un’altra cosa”. L’aveva detto il povero Jakub Mensik, ma non gli avevamo dato ascolto, derubricando le sue parole alle solite frasi fatte utili a superare rapidamente le domande della stampa. E invece la saggezza del n.1 della Repubblica Ceca si è concretizzata nel secondo match, quello che avrebbe dovuto vedere il n.2 Jiri Lehecka vittima sacrificale del ben più quotato n.4 del mondo. Ma Ben Shelton ha in parte imitato il collega n.1 avversario, offrendo una prestazione certo superiore a quella di Mensik con Tien ma dignitosa e nulla più. Una versione del giustiziere di Carlos Alcaraz a Flushing Meadows diversa da quella che abbiamo ammirato proprio agli US Open, oggi non poco falloso col dritto e un po’ leggero col rovescio. Dall’altra parte della rete, però, è andato in scena un grande Jiri Lehecka. Solidissimo al servizio e dal fondo, molto centrato alla risposta e corrosivo sulla diagonale del rovescio, il n.24 del mondo ha giocato un match pressoché perfetto, sapendo soffrire quando era necessario ed esaltandosi nei momenti migliori, come quando ha strappato la battuta all’avversario nel quinto game del primo set, dopo aver sfiorato lo stesso break due giochi prima, quando il finalista di New York ha dovuto annullare quattro break-point. Nel secondo set la musica non è cambiata e uno Shelton da 6 non era proprio abbastanza per arginare la freschezza e l’efficacia del vincitore del 250 di Brisbane 2025 e del 250 di Adelaide 2024. In una O2 Arena già molto calda, nonostante la netta sconfitta di Mensik e quindi la concreta possibilità di chiudere sullo 0-2 la prima giornata, l’ex n.12 ATP ha saputo chiudere al terzo match-point, senza scomporsi di fronte alla resistenza finale dell’avversario. Già all’inizio di questo tie, attorno alle 15, l’atmosfera era elettrica: gli inni, cantati a cappella nel silenzio generale, tutti rigorosamente in piedi, hanno una volta di più rimarcato un concetto che – nonostante tutto e nonostante questa nuova formula – continua a sorprenderci: la Davis è la Davis, non c’è pronostico che tenga. E domani dalle 14, si riparte daccapo col doppio. Repubblica Ceca e USA sono sull’1-1. Stasera scorreranno ancora più litri di birra del solito per le strade di Praga…
