Si dice che la toppa sia peggio del buco. È forse un po’ quello che sta succedendo a Tallon Griekspoor. In questi giorni il 30enne olandese si era lasciato andare a commenti piuttosto duri circa la finale dello US Open tra Alexander Zverev e Ben Shelton. L’attuale numero 55 del mondo (ex 21) aveva definito la partita come “piuttosto mediocre”. Inoltre, riguardo alla prestazione dei due giocatori, Griekspoor aveva affermato che “Shelton ha giocato in modo molto discontinuo e ha regalato due o tre punti gratuiti a game. Zverev non è stato eccezionale, ma ha servito davvero molto bene”.
Tallon aveva poi continuato, condividendo la sua insofferenza nel guardare le partite del tedesco. Il motivo? I numerosi rimbalzi della palla che il teutonico fa prima di servire. Una dinamica che ha fatto storcere il naso sia a Karen Khachanov che agli Shelton, sia Ben che Bryan. “Faccio semplicemente fatica a guardare Zverev”, aveva dichiarato Griekspoor. “Soprattutto in questo torneo, dove ha fatto rimbalzare la palla 400 volte prima di ogni servizio. È stato davvero estremo”. E in chiusura, alla domanda se Zverev possa chiudere l’anno da numero 1, l’olandese aveva risposto: “Assolutamente no. Non c’è un solo capello sulla mia testa che lo pensi”.
Griekspoor: “La situazione sta sfuggendo di mano”
Ebbene, le parole di Griekspoor sono state riportate da tutti. Tallon ha quindi voluto chiarire la situazione (o almeno provarci), postando qualche riga su X. “Di solito non intervengo qui, ma la situazione sta sfuggendo di mano 🤣 Ho solo detto che era difficile da guardare a causa di quei rimbalzi senza fine. Nient’altro che elogi per Sacha per quello che ha fatto durante tutto l’anno! 🫶🏼”.
A parte sbagliare il soprannome del tedesco – si scrive Sascha -, l’olandese ha deciso di scrivere queste parole a distanza di quasi due anni dal suo ultimo post sulla piattaforma, che risale a novembre 2024. Probabilmente non il personaggio più abile nel calibrare le parole – ricordiamo gli screzi con il connazionale Jesper De Jong -, Griekspoor ha deciso di chiudere così la questione. A onor di cronaca, l’olandese ha perso nove dei dodici confronti con Zverev, ovvero l’avversario che ha affrontato più volte in carriera.
Forse l’ultimo incrocio, che l’ha visto prevalere a Montreal, può averlo condizionato nello spingersi così in là con i commenti sul tedesco, che ricordiamo aver vinto anche il Roland Garros quest’anno. Poi la finale a Wimbledon, la semifinale all’Australian Open, l’ultimo atto a Madrid e altre tre semifinali sempre nella categoria 1000. Ma anche la prima posizione nella Race. È questo il ruolino di marcia di Zverev. Griekspoor invece, dopo la finale raggiunta e non giocata a Dubai, ha vinto solamente 2 incontri dei successivi 12 a livello ATP. Quando si dice che la toppa sia peggio del buco…
