Lehecka: “Prima doppio e poi singolare? Magari! In Davis siamo pronti a tutto”

Il n.24 del mondo si trattiene a lungo in conferenza stampa: “Non c'è posto migliore al mondo per me che giocare qui a Praga, all'O2 Arena”

Di Ruggero Canevazzi
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Jiri Lehecka - Madrid 2026 (foto X @atptour)

dal nostro inviato a Praga

Attendiamo, non senza un po’ di sofferenza, l’arrivo di Jiri Lehecka, che si presenta dopo più di un’ora dalla fine delle dichiarazioni degli americani. Del resto, nel bene e nel male, è la Davis… Il n.24 ATP non è raggiante né stanco: ti fissa negli occhi mentre fai la domanda e non trasmette nessuna emozione apparente. Sembra quasi sbucato dal blocco sovietico di anni fa, un autentico prodotto della cortina di ferro: calma Jiri, è solo tennis… Peccato che dopo la nostra domanda – la prima a seguire – passa a quelle in ceco, diventando, sempre con la stessa espressione, un fiume in piena. Vi proponiamo i passaggi più significativi.

Congratulazioni, è stato oggi il giorno più bello della tua vita, tennisticamente parlando?


“Non lo so, è difficile rispondere… sicuramente è uno dei più belli, sono molto contento della mia prova oggi, ma la Davis è uno sport di squadra e siamo 1 pari, dipende tutto da come va domani. Non dovesse andare bene, la gioia di oggi si ridimensionerebbe. Oggi comunque mi sono divertito molto, anche se sono sceso in campo con l’intenzione non di divertirmi, ma di vincere e di portare il punto per la mia squadra. Avevo di fronte un avversario molto ostico, che, come abbiamo visto nelle ultime settimane, è davvero capace di giocare a un livello incredibile sul duro. E oggi non è stato meno forte: è per questo che sono molto contento di come è andata e di come ci sono riuscito. Non so se sia stato il momento migliore, ma è stata sicuramente una delle sensazioni più belle che abbia mai provato su un campo da tennis.

Perché ti sei divertito molto? Potresti descrivere le emozioni che hai provato dopo la vittoria?


“Sono sempre stato un giocatore controllato, direi, ma penso che se devi divertirti se fai questo lavoro: probabilmente non c’è posto migliore al mondo per me come giocatore che Praga, all’O2 Arena, di fronte a un palazzetto quasi pieno”.

Hai tirato fuori le emozioni dopo la partita, ma come erano prima, visto che eravate sotto 0-1? E sapendo di avere come avversario un finalista Slam, eri sotto pressione?


“Non mi sentivo davvero sotto pressione. Sapevo che avrei dovuto affrontare la partita allo stesso modo, indipendentemente dal punteggio. Certo, è sempre un po’ particolare giocare per secondo. Da un lato, se la prima partita va bene, vuoi portarti sul 2-0. Poi, se non va bene, vuoi pareggiare. Quindi mi sono detto fin dall’inizio che non volevo concentrarmi troppo su come sarebbe finita la prima partita. Volevo solo entrare in campo come se fosse un nuovo match e concentrarmi solo su ogni punto, perché nel momento in cui avessi lasciato entrare in testa pensieri come “devo pareggiare” non credo che sarei stato in grado di battere Shelton”.

Come avrete notato, gli americani giocano a poker insieme, mangiano hamburger insieme. Anche voi dopo i match vi ritrovate?


“Facciamo molte cose insieme, anche se quello che succede nello spogliatoio rimane nello spogliatoio… è bello per tutti noi avere l’opportunità di giocare di nuovo la Coppa Davis dopo tanti mesi. Abbiamo l’opportunità di incontrare di nuovo persone che non vedevamo da un po’ e giocare l’uno per l’altro. Il divertimento sia sempre presente e penso sia un aspetto tipico degli sport di squadra, cosa che questa settimana si può dire anche del tennis”.

Domani saresti pronto per affrontare sia il match di doppio che l’eventuale quinto match in singolare?


“Sono pronto a tutto, siamo qui anche per questo. La Coppa Davis è unica in questo senso, i giocatori devono essere pronti a tutto. Devono tenere conto del fatto che a volte potrebbero essere impiegati in un ruolo diverso da quello in cui si sentono più a loro agio”. 

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