Dal nostro inviato a Praga
A. Krajicek/C. Harrison b. A. Pavlasek/P. Rikl 5-7 6-3 7-6(8)
Al termine di un’autentica battaglia campale, giocata punto a punto dall’inizio alla fine, gli americani conducono 2-1 una splendida sfida di Davis contro i valorosi ma non abbastanza concreti cechi. Il match ha vissuto su tre set equilibratissimi: i primi due decisi da un solo break per parte, il terzo al tie-break. Qui Patrik Rikl ha avuto la possibilità di chiudere il match al servizio sul quarto match-point, ma non ha fatto i conti con due risposte poderose di Austin Krajicek, decisive per ribaltare le sorti di un doppio bellissimo per qualità ed equilibrio.
Nello stupore generale, vista la posta in palio e la concreta possibilità che il doppio risulti decisivo, i capitani Tomas Berdych e Bob Bryan confermano le coppie annunciate nel programma ufficiale. Nessun innesto dei singolaristi più quotati: a giocare sono Adam Pavlasek e Patrik Rikl per la Repubblica Ceca, Christian Harrison e Austin Krajicek per gli USA.
Harrison, 32 anni, è un eccellente doppista e occupa la posizione n. 4 del ranking di specialità, mentre Krajicek, mancino trentaseienne, è n. 27. Dall’altra parte della rete, il ventisettenne Rikl è n. 32, mentre Pavlasek, 31 anni, è n. 37. I due cechi hanno conquistato quest’anno, a Umago, il loro primo titolo ATP insieme.
Anche oggi, come previsto, il pubblico di Praga è accorso numeroso all’O2 Arena, che ieri ha registrato più di 13.000 spettatori paganti. Non abbiamo il numero esatto a causa di alcuni problemi alle macchinette nella registrazione dei biglietti; per il tennis la capienza dell’Arena è di circa 15.000 posti, con pochi settori rimasti chiusi. La capienza complessiva dell’impianto è invece di 18.000.
Ad aprire la giornata, come ieri, gli inni nazionali. Questa volta però solo con musica registrata, senza gli interpreti che evidentemente devono aver scontentato qualcuno di importante: peccato, perché a noi non erano affatto dispiaciuti.
Come sempre indiavolata la torcida ceca, il nutrito gruppo di tifosi agghindati con i colori del vessillo nazionale in pieno stile Davis — “Ceska, Ceska!” — che abbiamo il privilegio di osservare molto bene dalla piccionaia del quarto piano della tribuna stampa.
Il primo set è piuttosto sonnacchioso. I punti spettacolari si contano sulle dita di una mano, ma non va affatto a demerito dei quattro protagonisti, che servono tutti molto bene. L’equilibrio si spezza dopo 38 minuti, quando sul 5-5, sul servizio di Harrison, i cechi scappano sullo 0-40 e trasformano la seconda di quattro palle break grazie a una gran risposta di dritto di Rikl, già bravissimo due punti prima con un passante lungolinea sempre di dritto.
Pavlasek serve per il set e non tradisce: dopo 43 minuti la Repubblica Ceca è avanti 7-5.
Nel secondo parziale sono però gli americani a firmare una piccola fuga sul 3-0, grazie al break ottenuto nel secondo gioco sul servizio di Rikl con una risposta vincente di rovescio di Harrison. Gli USA tengono i successivi turni di battuta, soffrendo un po’ soltanto sul 3-1, quando devono ricorrere ai vantaggi, e ristabiliscono la parità. Dopo un’ora e 21 minuti si va al set decisivo.
Nel terzo parziale Patrik Rikl tentenna non poco, ma riesce comunque a tenere i suoi turni di servizio, il primo, il quinto e il nono game. In particolare è bravo ad annullare la seconda palla break consecutiva con una bella volée, praticamente in fotocopia, sia sullo 0-0 sia sul 4-4.
Si gioca molto di più rispetto ai primi due set e lo spettacolo cresce, per l’entusiasmo di un’O2 Arena in cui l’urlo “Ceska, Ceska!” si fa sempre più forte con il passare dei game.
Sul 5-4 Cechia e servizio USA, con Krajicek alla battuta, arriva probabilmente il game più bello del match: 14 punti e un match-point per i padroni di casa, annullato da una grande seconda al corpo del mancino americano.
Due giochi dopo arriva un altro match-point per i cechi, ma il braccio di Harrison non trema. Dopo due ore di lotta si decide tutto al tie-break, dove Krajicek diventa il protagonista assoluto: quando la partita sembra ormai persa, trova due risposte eccezionali e ribalta il finale.
