Next Gen ATP Finals: Cinà sarà il primo italiano a qualificarsi dopo tre anni?

Federico Cinà è quinto nella Race per Reggio Calabria. Dopo due edizioni, l'Italia potrebbe tornare protagonista: da Sinner a Cobolli, tutti gli azzurri qualificati negli anni

Di Beatrice Becattini
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Federico Cinà - Roland Garros 2026 (foto Instagram @imgtennis)

Le Next Gen ATP Finals fanno ufficialmente ritorno in Italia dopo quattro anni. Sarà Reggio Calabria a succedere a Gedda nella lista delle città ospitanti il torneo dei migliori otto under 20 della stagione.
Sebbene la competizione sia andata perdendo risalto mediatico, rimane comunque una vetrina per i più grandi prospetti, che metteranno di nuovo in luce il proprio talento nel nostro Paese, dopo le cinque edizioni a Milano tra il 2017 e il 2022.

Per sei anni, almeno un italiano è stato presente tra gli otto “piccoli maestri”. Tuttavia, tra il 2024 e il 2025 gli azzurri sono stati i grande assenti della gara. Un digiuno che potrebbe essere saziato da Federico Cinà, attuale numero 168 ATP e teenager meglio classificato da quando Rafael Jodar ha compiuto 20 anni. Considerando che le Next Gen ATP Finals hanno, per il 2026, come anno di nascita di frontiera il 2006, il talentino tricolore occupa la quinta posizione della Race di categoria, alle spalle dei 20enni Jodar, Fonseca, Landaluce e Sakamoto.

Gli italiani alle Next Gen ATP Finals: da Sinner a Cobolli

L’idea di istituire delle Finals che contrapponessero i migliori giovani irrotti sul circuito – inizialmente gli under 21, poi dal 2020 per i tennisti sotto i 20 anni – è stata accolta con curiosità nel 2017. Era un momento di grande cambiamenti. La generazione di fenomeni nati negli anni Ottanta era arrivata al giro di boa, con una nouvelle vague di giocatori pronti a farsi largo tra i grandi. Certo, oggi sappiamo che i Big Three avrebbero incantato ancora per svariate stagioni, ma allora pareva davvero che il tennis potesse avviarsi verso un ricambio generazionale. Non è raro che giocatori qualificati per le Next Gen ATP Finals declinassero perché già in grado di iscrivere il proprio nome tra i migliori otto adulti.

Sul versante italiano, di contro, si era ancora ben distanti dai fasti degli ultimi anni. Tuttavia, l’attribuzione delle prime edizioni a Milano ha permesso alla bandiera tricolore di comparire in tabellone. Tra il 2017 e il 2019, infatti, un posto è stato destinato a un tennista azzurro tramite wild card.
All’esordio assoluto della competizione, l’invito è andato a Gianluigi Quinzi, allora numero 294 del mondo e 56esimo migliore under 21 dell’annata. Inserito in un girone di ferro con il numero 1 del seeding Andrey Rublev, il top 50 Denis Shapovalov e il futuro vincitore Hyeon Chung, il classe 1996, campione Junior a Wimbledon nel 2013, non ha passato il round robin, salutando la gara con tre sconfitte.

365 giorni dopo è toccato a Liam Caruana difendere i colori azzurri. L’italiano era alla 622esima posizione del ranking e alla 114esima della Race di categoria, mentre tutti gli altri rivali erano in top 100. Un differenziale di classifica che ha avuto un peso: Caruana non è riuscito a sovvertire i pronostici contro Rublev, seppur in quella stagione alle prese con un infortunio alla schiena e arretrato in classifica, il prossimo finalista Alex de Minaur e Taylor Fritz.

Per vedere un italiano superare la fase a gironi si è dovuto attendere il 2019. Il nome è quello della provvidenza per il tennis azzurro. Jannik Sinner non si è limitato a vincere il proprio gruppo. È andato ben oltre, dimostrando di cosa fosse capace.

L’altoatesino era la wild card designata per il posto riservato al rappresentante del Paese ospitante, ma la qualificazione sarebbe arrivata lo stesso. Le defezioni di Stefanos Tsitsipas, campione uscente e qualificato per le Finals dei grandi, Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov hanno liberato i tre posti che separavano Jannik dall’accesso diretto. La stagione gli aveva portato in dote il numero 93 del ranking e l’11esima piazza tra gli under 21 per il 2019. Sinner si è imposto su Frances Tiafoe e Mikael Ymer e, pur cedendo a Ugo Humbert, ha strappato il pass per le semifinali, dove c’era ad attenderlo Miomir Kecmanovic. Altra vittoria e via libera per la finale, dove ha dato avvio alle 13 vittorie consecutive su Alex de Minaur, numero 18 del mondo.

Dopo l’edizione mancata del 2020 a causa della pandemia, le Next Gen ATP Finals sono tornate a Milano nel 2021. Seppur qualificato, Sinner non è tornato per difendere il titolo. La sua carriera era già svoltata e i palcoscenici che gli spettavano erano ben più grandi – Jannik era prima riserva a Torino.
Lorenzo Musetti, 58 ATP, ha centrato la qualificazione piazzandosi al sesto posto della Race to Milan. Inoltre, viste le assenze di Sinner, Auger-Aliassime e Jenson Brooksby tra gli otto e Tomas Machac e Jiri Lehecka tra le riserve, Flavio Cobolli era il primo alternate. Se per il romano la competizione non è neppure iniziata, per Musetti sono arrivate una vittoria con Hugo Gaston e due sconfitte, con Sebastian Baez e Sebastian Korda, poi finalista sconfitto da Carlos Alcaraz. Non abbastanza per superare il girone.

Voltando pagina, Lorenzo ci ha riprovato l’anno seguente, nell’edizione che avrebbe messo fine alla storia milanese della competizione. Il carrarino era al numero 23 del ranking e il 4 della classifica annuale under 21, ma si è ritrovato a competere da favorito dopo le rinunce di Alcaraz, Sinner e Rune. Insieme a lui c’erano anche Francesco Passaro, 122 del mondo e 9 della Race, e Matteo Arnaldi, 140 ATP e 11esimo migliore giocatore sotto i 21 anni.
Arnaldi ha subito tre sconfitte per mano del futuro campione Brandon Nakashima, Jiri Lehecka e Passaro. Anche Francesco ha ceduto il passo allo statunitense e al ceco. Musetti è arrivata un’altra delusione cocente. Sorteggiato nel girone con Jack Draper, Tseng Chun-hsin e Dominic Stricker, l’azzurro ha superato solamente il taiwanese, fermandosi ancora a un passo dalla semifinale.

Infine, nel 2023 a Gedda erano presenti Flavio Cobolli, allora 100 del mondo, e Luca Nardi, 118 ATP. Inoltre, Luciano Darderi ha presenziato come riserva, senza scendere in campo.
Inseriti entrambi nel Gruppo Verde, i due hanno terminato rispettivamente alla terza e quarta posizione. Cobolli ha perso con Arthur Fils e Nardi e ha battuto Sticker, mente Luca si è tolto lo sfizio di fermare il francese.

La stagione di Cinà e una Race che fa sperare

A Federico Cinà tocca il compito di riportare l’Italia alle Next Gen ATP Finals. Forte del quinto posto nella Race, l’azzurro è in una buona posizione per sognare la qualificazione per Reggio Calabria.
Il best ranking restituisce un giocatore cresciuto, tra soddisfazioni e passi falsi.
Nel 2026 sono arrivati nell’ordine il primo titolo Challenger, l’esordio in uno Slam al Roland Garros, con prima vittoria in un tabellone principale di un Major, e la qualificazione allo US Open.

Risultati che certificano un’evoluzione in atto per il classe 2007 di Palermo. Tuttavia, qualche nota stonata non è mancata durante questo anno, con svariate eliminazioni al primo turno e controprestazioni che devono fare da monito per il futuro, anche vicino. Intanto, le prossime settimane daranno sicuramente indicazioni in più circa la possibile presenza di Cinà in Calabria.

Di punti da elargire ce ne sono e i ribaltamenti di classifica sono dietro l’angolo. A guidare la Race è Rafael Jodar con 2509 punti, più del doppio rispetto al bottino raccolto da Joao Fonseca. Lo spagnolo è anche in lotta per un posto a Torino. Attualmente nono nella graduatoria stagionale e quindi titolare di un posto da riserva, il fresco 20enne di Madrid vuole giocarsi tutte le carte a disposizione per terminare l’anno tra i migliori otto e prendere parte alla competizione dei grandi.
Per Fonseca, invece, l’incognita sulla partecipazione riguarda la scelta di programmazione. Già nel 2025 ha rinunciato per preparare al meglio la stagione seguente, dato che le ATP Next Gen Finals si tengono a dicembre.

Precedono Cinà anche Martin Landaluce e Rei Sakamoto, rispettivamente con 748 e 321 punti. Federico insegue il giapponese con 9 lunghezze di ritardo. Tuttavia, la classifica corta impone di guardarsi le spalle. Joel Schwaerzler ha raccolto 305 punti, contro i 312 dell’azzurro, e pure Diego Dedura non è lontano, a 292. A completare il lista degli otto è Moise Kouame. I primi avversari verso Reggio Calabria sono allora il ceco Jan Kumstat e Nicolai Budkov Kjaer.
Tra la quarta posizione di Sakamoto e l’11esima del francese Felix Balshaw ci sono appena cinquanta punti. La lotta sarà serrata.
La programmazione del 19enne siciliano prevede una lunga trasferta asiatica, prima di tornare in Europa. Se il primo appuntamento si è consumato con una sconfitta al primo turno del Challenger di Guangzhou, in vista ci sono le qualificazioni per Chengdu e, soprattutto, Shanghai.

Per Cinà una qualificazione significherebbe un’ottima opportunità di confrontarsi con giocatori vicini per età, livello e classifica. I risultati, poi, avrebbero un valore relativo: importanti nell’immediato, non per forza significativi per il futuro lontano.
Nella storia delle Next Gen ATP Finals gli esempi di giocatori di grande prospettiva dispersi nel tennis dei grandi o fermati dagli infortuni esistono. L’altra faccia della medaglia, però, corrisponde a Sinner e Alcaraz, entrambi vincitori del torneo. E sono solo due dei partecipanti ad aver confermato le alte aspettative.

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